



Comunque rileggendo meglio l'intervento di florian, vorrei fare una precisazione...
Premesso, fra parentesi, che forse dovremmo definire meglio cosa intendiamo per "individualismo", in modo che non ci siano fraintendimenti, ma visto comunque che tutti sappiamo cosa intendiamo per "Stato", direi che non possiamo che riallacciarci al buon vecchio Tolkien ed al Signore degli Anelli, ed ai tanti significati simbolici che ci si è provati a dare all'Unico anello...
L'Unico Anello è un POTERE, un potere che in quanto tale, in sè, corrompe chiunque lo porti e tutti coloro che gli stanno attorno... questo potere - come diceva Florian - potrebbe essere lo Stato moderno! Infatti senza lo stato moderno determinate idee (giacobine e progresssiste) non si sarebbero mai affermate come nuovo pseudovangelo...
ma vi chiedo: non potrebbe dirsi la stessa cosa per - ad esempio - la Televisione??? O internet? La diffusione di una cultura "subumana" ancora peggiore di quella progressista non è forse avvenuta per colpa della TV che doveva assolutamente solleticare i consumatori e gli spettatori??? E non è stato, invece, merito dello Stato l'aver ALMENO tentato di RALLENTARE la deriva della TV verso la pornografia e l'appiattimento mentale? E che dire di internet e della pornografia dilagante su questo mezzo? Non sarebbe auspicabile uno Stato ben funzionante e serio che rallenti questi fenomeni???
Quindi tornando all'Anello, il problema è il POTERE!!! Se esistono grandi poteri, grandi possibilità ne deriverà la possibilità di fare grandemente il male! e se il fine di questo potere è ACCONTENTARE le grandi QUANTITA' delle MASSE (Stato moderno ---> democrazia; TV ---> Auditel; Internet ---> numero di accessi etc etc) è ovvio che ci sia un detrimento della QUALITA' e che il pericolo vero e proprio sia la possibilità di esercizio di questo potere!!!
Oggi noi abbiamo sulle spalle seimila anni di storia e di civiltà che ci hanno portato ad avere invenzioni tecnologiche straordinarie, con le quali dobbiamo fare i conti e con le quali possono essere veicolate idee (e le idee sono sempre nostre nemiche) in tutto il mondo!!!
Che la colpa sia solo dello Stato io non credo!


penso di averti in parte risposto nel mio precedente post, nel senso che quei tempi potevano essere conservatori perchè non c'erano determinate invenzioni tecnologiche (ne dico una semi-seria che ripeto sempre, poi ci riflettete voi: l'invenzione di lavatrice e lavastoviglie ha distrutto la famiglia tradizionale)...
Per il resto chiarisco che io non parlavo nè mai parlerei di "stato di natura" in senso illuministico, ma di natura sociale dell'uomo creata da Dio (quindi tutto il contrario del c.d. "patto sociale" che pure tra i libertarian riscuote grosso consenso!)




Come è giusto non confondere la comunità con lo Stato, è altresì fondamentale distinguere l'individualismo dall'atomismo, che non è condizione naturale dell'uomo ma dell'uomo quando è schiavo dello Stato.
Tu ed io crediamo, con Aristotele, che l'uomo sia un animale sociale, dunque naturalmente portato ad associarsi coi propri simili. Ma questo è il punto: l'associazione è conseguenza di un'azione libera e volontaria, non può essere imposta per coercizione da un'entità astratta qual'è lo Stato. Una cosa è la Russia, altra l'Unione Sovietica, insomma.
Dunque io non metto in opposizione l'individualismo con la comunità, ma in relazione e questa relazione la chiamo libertà. Dunque la comunità non può sussistere senza libertà, altrimenti sarebbe una comunità di schiavi e non di individui liberi.
Il problema del comunitarismo odierno è che non è affatto, come dovrebbe essere, ostile allo Stato. E' invece piuttosto ostile alla libertà individualmente intesa. Per questo ho affermato che "prima" della comunità viene l'uomo. Per i comunitaristi invece prima della comunità viene lo Stato e l'uomo è solo l'ultimo anello della catena!
Ultima modifica di Florian; 04-03-10 alle 15:48


Ultima modifica di codino; 04-03-10 alle 15:57


Io non conosco bene De Maistre, ma so - attraverso Prezzolini - che gli ultras francesi consideravano lo Stato un "male". Tra l'altro, Maistre è un punto di riferimento del paleoconservatorismo americano. E i paleocons sono molto vicini ai paleolibertarians, dunque il cerchio si chiude.
Il problema è quando il conservatorismo, che all'inizio era tradizionalistico, si "innamora" di Napoleone e diventa nazionalistico... è allora che lo Stato giacobino da entità "nemica" dei conservatori diventa tutto ad un tratto "amica". Ma guarda caso da allora i conservatori dimenticheranno sempre più di coltivare liberamente le antiche tradizioni. O le imporranno con la forza bruta o le occulteranno, con risultati purtroppo identici e negativi. Esaurito il loro compito la sinistra va al potere e usa gli stessi mezzi per spingere ancor di più sul pedale dell'antitradizionalismo...
PS: Ottimo il parallelo di Tolkien e del potere che corrompe.


caro florian,
continuiamo a non capirci perchè tu consideri Stato e comunità pressochè sinonimi, mentre per me sono cose diversissime...
De Maistre, più che porsi problemi sul concetto di Stato, si poneva problemi sul concetto di Sovranità e sulla natura "sociale" degli uomini, rigettando completamente ogni teoria contrattualistica.
sono d'accordo con l' "antibonapartismo"![]()


Intanto che rifletto sulla questione della lavatrice, volevo sottolineare che il c.d. "patto sociale" nell'accezione hobbesiana del termine è proprio ciò che massimamente non dovrebbe trovare consenso fra i libertarian, a scanso di equivoci possiamo anche passare dalla scolastica a Rothbard senza passare da Locke, sebbene in genere i libertarian siano affezionati a quest'ultimo considerandolo un passaggio verso la rigorizzazione della questione.
Ultima modifica di eq...; 04-03-10 alle 16:15
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

