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Discussione: [CARC] Comunicati

  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Cornelio sapevamo ampliamente la tua idea sul comunicato già prima che la postassi. Lo hai fatto tanto meglio ma non è che sia necessario commentare proprio tutto tutto tutto eh?

    A luta continua
    cornelio non commenta tutto...solo quello che riguarda il fascismo e affini!

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    cornelio non commenta tutto...solo quello che riguarda il fascismo e affini!
    Non è colpa mia se la maggior parte dei tuoi post riguarda l'antifascismo, non solo, ma quello più becero e obsoleto...
    Giampaolo Cufino

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da cornelio Visualizza Messaggio
    Non è colpa mia se la maggior parte dei tuoi post riguarda l'antifascismo, non solo, ma quello più becero e obsoleto...
    1. Questa è una cazzata.

    2. Io posto comunicati e contro-comunicati.

    3. Se ritieni che questo sia un problema, puoi sempre postare altrove.

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    1. Questa è una cazzata.

    2. Io posto comunicati e contro-comunicati.

    3. Se ritieni che questo sia un problema, puoi sempre postare altrove.
    1)Come è una cazzata che io rispondo solo quando si parla di fascismo.

    2)Di cui la maggior parte non viene neanche letta.

    3)Se mi ritieni un problema puoi sempre cancellare i miei post.
    Giampaolo Cufino

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da cornelio Visualizza Messaggio
    1)Come è una cazzata che io rispondo solo quando si parla di fascismo.

    2)Di cui la maggior parte non viene neanche letta.

    3)Se mi ritieni un problema puoi sempre cancellare i miei post.
    1. Ok.
    2. Ok.
    3. Ok.

  6. #26
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    1. Ok.
    2. Ok.
    3. Ok.
    Ti sei incantato? Rispondi come i bambini...che tristezza.
    Giampaolo Cufino

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da cornelio Visualizza Messaggio
    Ti sei incantato? Rispondi come i bambini...che tristezza.
    ...

  8. #28
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    Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (CARC)
    Federazione Piemonte
    Lombardia – Torino - Via Cruto, 18 – 10121 – Tel. 3357677695 e-mail: fedlombardia_piemonte@carc.it – sito: www.carc.it

    Milano, 21 Luglio 2007

    Comunicato

    Le proteste di massa e di varie organizzazioni e associazioni politiche ha impedito che si svolgesse in P.za Alimonda a Genova il 20 Luglio una manifestazione indetta dal COISP, sindacato della polizia, provocatoria perché inserita nel tentativo di nascondere la realtà e di mascherarne il significato politico di ciò che è successo a Genova nei giorni del luglio 2001: il salto di qualità preparato e preordinato dallo stato borghese nella repressione delle mobilitazioni delle masse popolari.
    Le giornate del 2001 a Genova hanno rappresentato il biglietto da visita di come la banda del governo Berlusconi (comitato d’affari dei padroni, dei finanzieri, dei grandi affaristi, del vaticano, della mafia, degli USA, dei sionisti) appena insediato avrebbe trattato chiunque si sarebbe opposto alla realizzazione del programma della borghesia che prevedeva e ha previsto l’approfondimento delle differenze sociali tra i ricchi, che per vivere sfruttano le masse popolari e la stragrande maggioranza della popolazione, fatta di operai, pensionati, studenti, casalinghe, precari, piccoli lavoratori autonomi, che invece per vivere devono lavorare. Tutte le categorie sociali hanno potuto assaggiare lo sviluppo di questo programma ieri, durante l’era Berlusconi ed oggi anche con l’era Prodi. Con la sua applicazione hanno assaggiato sempre più frequentemente anche i manganelli di polizia e carabinieri scesi in piazza a proteggere i privilegi dei ricchi intaccati dalle “insensate” proteste delle masse popolari “esose” che con le loro ricette contro il degrado ambientale, per salari e pensioni dignitosi, contro un lavoro e una vita da precari mettevano sostanzialmente in discussione i privilegi dei ricchi e dei loro servi, smascheravano sempre più inesorabilmente che il risanamento dei conti italiani stava e sta, secondo il governo della banda Berlusconi prima e quello del circo Prodi oggi, avvenendo sempre e solo sulle spalle di chi ha lavorato e lavora. Se si perde di vista questa premessa sempre più evidente nei fatti quotidiani, si maschera il conflitto di classe esistente e il fatto che gli interessi delle due parti in campo sono contrapposti e inconciliabili. Se ci si schiera “per il funzionamento dello stato democratico” si nasconde che quello in cui viviamo garantisce la democrazia solo per i borghesi, opprimendo le masse popolari per garantire il profitto e i privilegi di pochi, e ci si schiera contro gli interessi delle masse popolari.
    Questa manifestazione del COISP il 20 a Genova era quindi una provocazione contro la volontà e le aspirazioni per la pace, il benessere e la convivenza per cui le masse popolari lottano, per cui hanno cacciato dal governo del nostro paese la banda Berlusconi e contestano le misure impopolari di quest’altro governo. Questa iniziativa nasconde la linea repressiva del governo e il ruolo repressivo della polizia verso le lotte sociali, a sostegno dell’azione antipopolare del governo borghese che trasforma in terroristi chi lotta per un mondo migliore per le masse popolari. Anche recentemente se ne sono accorti i pensionati caricati a Roma mentre rivendicavano pensioni dignitose; o quanti rivendicavano migliori condizioni di vita o lottavano per il contrasto al degrado ambientale; o quanti si sono visti arrestare a villa ADA a Roma dopo aver subito un’aggressione dei fascisti invece liberi di scorazzare con coltelli e manganelli nonostante la presenza della polizia; o ancora i compagni intimiditi e condotti in questura a Genova dopo aver celebrato la Giornata Internazionale del Rivoluzionario Prigioniero, dove hanno potuto vedere con quanto vile orgoglio in tale questura ricordano la repressione e i massacri perpetrati verso le masse popolari nel luglio 2001.
    L’andamento del processo genovese consente solo oggi di comprendere a quanti fingono di avere le fette di salame sugli occhi per non vedere, la natura della fase in atto: ma le giornate del luglio 2001, le cariche di piazza, Carlo Giuliani steso a terra, il massacro della Diaz e la caserma di Bolzaneto e molti altri esempi, già da molto tempo hanno mostrato a sufficienza che per il potere borghese chiunque mette in discussione la realizzazione del suo programma è un terrorista. Il programma dei banchieri, degli affaristi, della mafia, del vaticano, degli USA e dei sionisti prevede la continua rapina verso le masse popolari delle conquiste e dei diritti ottenuti con anni di lotte sotto la direzione di un forte movimento comunista; prevede il sottomettersi ai caporioni dell’imperialismo mondiale per cercare un posto in prima fila per godere dei frutti dello sfruttamento e dell’oppressione dei popoli e dei paesi aggrediti dall’imperialismo; significa reprimere quanti, individui e organizzazioni, si contrappongono all’applicazione di questo criminale programma.
    Mentre oggi l’umanità ha raggiunto le conoscenze tecniche e le capacità per risolvere la stragrande quantità dei problemi che affliggono la sopravvivenza di milioni di esseri umani siamo costretti a subordinare la loro realizzazione al dominio di un pugno di parassiti che frappone il proprio continuo arricchimento personale al benessere possibile delle masse popolari di tutto il mondo.
    La lotta per il socialismo, per una società socialista, costituisce il percorso per eliminare lo sfruttamento e la divisione in classi sociali che caratterizzano la barbarie di rapporti in cui oggi ancora ci troviamo, in cui la prospettiva di milioni di soggetti delle masse popolari se affidata alla direzione della borghesia non può altro che peggiorare, mentre se diretta dalla libera associazione dei lavoratori, in primo luogo la classe operaia, può trovare la propria emancipazione definitiva. Oggi lavoriamo per costruire il Blocco Popolare come sintesi politica e organizzativa al servizio della mobilitazione e della riscossa delle masse popolari, per sostenere le loro mobilitazioni contro il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, contro le speculazioni ambientali e per il diritto alla salute.

    Sostenere tutte le lotte delle masse per la difesa e il miglioramento delle proprie condizioni di vita!
    Lottare per fare dell’Italia un nuovo paese socialista!
    Onore al compagno Carlo Giuliani!


    A luta continua

  9. #29
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    Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC) Via Tanaro, 7 – 20128 Milano – Tel/Fax 02-26306454 e-mail: resistenza@carc.itsito: www.carc.it
    Direzione Nazionale


    Comunicato DN del 06.06.2007

    Il 15 giugno avrà luogo la prima udienza del processo di appello contro la sentenza a quattro anni di reclusione per avere tentato di impedire che Milano, città medaglia d’oro per la Resistenza, fosse attraversata dalla parata fascista di Fiamma Tricolore che, come tutti ben sappiamo, fu autorizzata dalle autorità cittadine (prefetto, sindaco, questura) e non osteggiata dai dirigenti dell’ANPI e dei partiti della sinistra che solo grazie alla Resistenza, oggi possono ancora utilizzare (per fare i loro porci comodi) gli spazi di democrazia che i gloriosi partigiani conquistarono al prezzo di tantissime vite. Il processo di appello vede ancora una volta sul banco degli imputati gli antifascisti mentre, su quei banchi, sin dall’inizio, avrebbero dovuto trovarsi i fascisti e i loro sostenitori. Sui banchi degli imputati avrebbero dovuto esserci il prefetto, il questore, il sindaco di Milano, il presidente dell’ANPI, i dirigenti dei partiti della sinistra istituzionale che quell’11 marzo, chi per convinzione politica, chi per interessi di bottega, chi per interessi elettorali, fiancheggiarono o non cercarono di contrastare la manifestazione fatta di svastiche, camice nere, inni al Duce e saluti romani che sarebbe sfilata di lì a poco per le vie della città. Per questi personaggi la parola “Costituzione”, di cui si riempiono la bocca ogni volta che devono rapportarsi alle masse popolari e ai propri elettori, non ha significato alcuno. Anche se la Costituzione non è altro che il risultato di un compromesso tra i dirigenti revisionisti del PCI, la borghesia italiana e il Vaticano, essa comunque scaturì da un compromesso fatto quando la classe operaia, in armi, aveva appena vinto la guerra di Liberazione. Nella Costituzione, quindi, vi sono articoli che, in una misura o nell’altra, rappresentano tale forza e che, guarda caso, chiunque sia la compagine politica che assume la guida del nostro paese, vengono accantonati, travisati, interpretati e stravolti poiché essi non sono compatibili con la democrazia borghese. Il divieto della ricostituzione del partito fascista è tra questi e l’apologia del fascismo è un reato previsto dal codice di procedura penale. Ma, all’occasione, politici e magistrati non si limitano a dimenticarsi delle norme della costituzione e infrangendo le proprie stesse leggi o meglio, quelle leggi che dovrebbero fare rispettare, si rendono complici dell’apologia di fascismo autorizzando manifestazioni e parate che si rifanno a quel partito bandito dalla costituzione, criminalizzando gli antifascisti. Il codice penale fascista (codice Rocco) che è ancora in vigore nel nostro paese e che, ad oggi, ha subito solo alcune modifiche, permette a questi signori di riutilizzare leggi ed articoli che, durante il ventennio erano utilizzati contro chiunque osasse ribellarsi a quell’orrenda e infame dittatura. Devastazione e saccheggio (usati durante i bombardamenti per reprimere gli affamati e i poveracci che sotto le bombe avevano perso ogni cosa), il concorso morale (che implica la responsabilità anche se non si tratta di reato effettivamente effettuato ma comprende la mera presenza sul luogo), sino al 270 e 270 bis (l’associazione sovversiva ai fini del sovvertimento violento dello stato) ne sono degli esempi. Credo sia innegabile che la ricostituzione dei tribunali speciali sia in atto nel nostro democratico paese, quei tribunali che si occupavano esclusivamente e in maniera specialistica, di condannare al carcere, al confino o alla pena di morte gli antifascisti. Questi “moderni tribunali speciali” hanno senza dubbio una veste diversa di quelli del periodo fascista, ma proprio per questo sono forse molto più pericolosi. Dietro la difesa delle leggi dello stato democratico, i magistrati al servizio dei politici e dei gruppi economici di turno, mettono in atto la stessa pratica persecutoria e annientante dei loro più famigerati colleghi del ventennio. Trasformano, a suon di accuse infamanti, gli antifascisti in delinquenti della peggior specie e le loro manifestazioni in raduni di barbari e devastatori cinici, senza scrupoli ne morale. I magistrati dei moderni tribunali speciali tentano in questo modo di negare la grande e eroica spinta politica e morale di questi antifascisti che, ancora oggi, a distanza di 60 anni, rappresentano il baluardo contro il ritorno del fascismo e dei veri devastatori, assassini, stupratori che hanno insanguinato il nostro paese macchiandosi, essi sì, dei crimini più efferati. Il processo contro gli antifascisti di corso Buenos Aires ha mostrato a tutti di quali montature sono capaci gli “zelanti servitori della democrazia” pur di non dovere ammette il carattere politico delle loro accuse. Non uno straccio di prova che certificasse responsabilità individuali negli scontri e nei danneggiamenti conseguenti alle cariche della polizia, non un atto accusatorio circostanziato e chiaro, non un testimone che indicasse, tra gli imputati, uno degli autori delle presunte devastazioni. Insomma, niente di niente. E sulle basi di questo niente, 25 antifascisti hanno trascorso 4 mesi sequestrati e rinchiusi tra le mura di un carcere e ancora altri, a distanza di un anno, sono sottoposti agli obblighi di firma e alle limitazioni della libertà personale. Quale dunque il motivo di tale accanimento se non quello squisitamente politico? Il processo di appello deve quindi essere un ulteriore occasione per fare riemergere il carattere politico di tutta la vicenda, per contrastare i tentativi della magistratura al servizio dei padroni di turno, di svilire, denigrare e diffamare l’antifascismo, per ribadire le accuse nei confronti dei veri fiancheggiatori dei fascisti che quell’11 marzo autorizzarono e non contrastarono la manifestazione di Fiamma Tricolore.
    Il 15 giungo, alle 9.30, dobbiamo essere presenti in massa di fronte e dentro il tribunale a sancire il nostro atto di accusa contro gli apologeti del fascismo e i loro servi in divisa.

    Ora e sempre Resistenza!

    una domanda....concordate con i toni e il contenuto del comunicato?

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    1. Questa è una cazzata.

    2. Io posto comunicati e contro-comunicati.

    3. Se ritieni che questo sia un problema, puoi sempre postare altrove.
    l'unica cosa esvidente è lo scollamento dalla realtà che state ormai sempre più mostrando.

 

 
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