l'imperialismo sovietico è evidente sin dal 1920-21 (Polonia e Mongolia), ed ebbe aspetti francamente nazional-razzisti riguardo agli ebrei (deportati nel Birobidzan), ai tedeschi del Volga, Calmucchi, Tatari della Crimea e Georgiani musulmani (deportati in Asia centrale e in Siberia), e ai tedeschi espulsi e fatti espellere con violenza dalla Prussia e altri territori dell'est. Il nazionalismo razzista, anche se non teorizzato ideologicamente, faceva parte integrante della cultura dello stato comunista sovietico.





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