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dove ho detto che, per esempio, l'Induismo, è superiore al, per esempio, buddismo? se non l'ho detto, dove lo vedi questo suprematismo religioso?
le somiglianze fra religioni vi sono in quanto tutte le religioni più o meno attingono alla Verità, dandole la forma adatta alle persone a cui si rivolge. E' ovvio che tali somiglianze si hanno solo al 'vertice' cioè a livello esoterico, a livello esteriore, 'umano' vi sono delle ovvie e giuste differenze. La disputa nasce laddove i monoteismi, pretendono che la loro sia:
1)l'unica via
2)l'ultima rivelazione giusta
3)tutti gli uomini quindi possano, anzi debbano, seguire il medesimo sentiero
4)che tutto sia deciso non da leggi inevitabili ma da una dio capriccioso
e di qui poi la strada verso una forma di moralismo bigotto, e di dualismo irriducibile fra creatore e creatura, che chiude le porte a ogni concezione superiore


Mi è sembrato di capire che secondo te l' induismo è superiore alla religione islamica, o ebraica. Paragoni del genere fanno parte di quelle dinamiche interreligiose dalle quali è sempre meglio distanziarsi.
I punti che hai elencato sono una tua interpretazione personale delle religioni monoteiste, che tra loro sono molto diverse ed al loro interno hanno ulteriormente un gran numero di correnti diverse, non mi sembra giusto perciò generalizzare in questo modo.


no, ho separato le religioni pagane, da quelle monoteiste. Qui esiste veramente una differenza di qualità, essendo i monoteismi dei culti lunari, cioè dove la creatura si pone come assolutamente inferiore rispetto al creatore, e che pertanto può solo umilmente sperare e agire per contemplare tale creatore, rimanendo i due assolutamente distinti.
Le religioni pagane, invece, hanno una visione solare, eccetto pochi culti lunari e matriarcali come il culto di cibele etc, chev però sono in buona parte dei monoteismi parziali. Per le rleigioni pagane, il creatore e le crature hanno la medesima essenza, perciò la creatura può, previa ascesi, non solo oltrepassare la contemplazione unendosi al creatore, ma oltrepassare il creatore stesso e ogni dualismo, per riconoscere la propria isdentità con ciò che fa da sostrato a ogni cosa, quello che gli hindù chiamano Brahman nirguna.
capisci che la differenza è enorme: nel primo caso, l'uomo non può nulla, può solo obbedire a delle leggi stabilite da un dio perfetto, e quindi immutabili, al cui arbitrio ci si assoggetta. L'uomo può solo 'comportarsi bene', seguire i comandamenti, e pregare. Ovvio che un qualunque concetto irrispettoso o presunto tale, come l'identità con l'Assoluto, è un'eresia per essi (vedere i roghi in occidente, e la morte di sufi come mansur). Da ciò nasce fanatismo, separatismo, odio etc.
Fra le varie religioni pagane, non vi è superiore o inferiore, ognuna propugna la diversità degli uomini con la necessità di differenti sentieri e addirittura obiettivi.


Capisco che se le cose stessero come dici tu, anche le tue conclusioni sarebbero forse condivisibili, ma penso che tu semplifichi troppo le rleigioni monoteiste. Nell' antico testamento troverai una miriade di passi che fanno trasparire come la religione di israele, fino in piena età ellenistica, era politeista, o almeno monolatrica. E troverai molti passi nei quali l' uomo si confronta con dio quasi alla pari, usando trucchi e stratagemmi per ottenere da lui ciò che vuole, in modi molto simili a quelli narrati nei miti antichi.
Non conosco la religione indù, ma so per certo che quella antica romana o greca non contemplano la possibilità di unirsi al creatore o oltrepassare gli dei. Una caratteristica fondamentale del modo di pensare greco antico era il concetto di hybris, una colpa dovuta a un’azione che vìola leggi divine immutabili, e che è immancabilmente causa di sofferenze e tragedie.
Per non parlare dell' influenza del modo di pensare e della filosofia romana sul cristianesimo: proprio qualche giorno fa ho letto un' antologia sul concetto d' amore, e mentre l' approccio dei filosofi greci era a dir poco ispirato, da aristotele in poi, soprattutto in età romana, il modo di ragionare diventa molto simile a quello dei grand teologi cristiani come S. Agostino... una palla unica. Ci volle l' illuminismo per tornare alle radici ispirate della filosofia. Poi nel cristianesimo ci sono molte correnti, per le quali per esempio l' uomo raggiunge la salvezza mediante le sue azioni, non solamente attraverso la grazia divina. Insomma, il quadro mi sembra molto complesso, impossibile dire che una religione sia superiore ad un' altra.
Poi io personalmente credo che ognuno debba scegliersi il suo sentiero senza condizionamenti esterni, ed in questo senso ogni religione per me è negativa.


aspetta, prima di dire che i romani e i greci non concepivano l'idea dell'unione con l?Uno (che non ha nulla di mistico), cioè non concepivano che l'uomo potesse diventare uno con il creatore cioè il dio persona, ebbene, hai letto le Enneadi di Plotino? anche Platone ne parla. Abbiamo anche dei thread sull'argomento. Hinduismo, buddismo, le religioni antiche, sostengono le stesse cose.
l'ebraismo, prima di degenerare, era un culto solare, come fa notare Evola. era caratterizzato fra l'altro, da uno spirito ghiblelino, come le varie religioni solari. Era il re che comandava e la figura del veggente (equivalente al rishi hinù) era molto importante. Poi dalla visione solare e regale, si passò a quella sacerdotale, in cui l'uomo non era più fatto a immagine e somiglianza di Dio, ma era solo polvere, per usare termini biblici. qui acquistano potere il sinedrio e la figura del profeta, non più persona in grado di vedere e percepire ocn olimpico distacco, ma un confuso oracolo privo di precisione e, è il caso di dirlo, praticmaente un invasato che urla maledizioni, catastrofi e il tutto si riduce a un moralismo bigotto e 'legista'.


Una caratteristica fondamentale del modo di pensare greco antico era il concetto di hybris, una colpa dovuta a un’azione che vìola leggi divine immutabili, e che è immancabilmente causa di sofferenze e tragedie.----
cosa che appunto si trova anxche in tutti i vari culti Tradizionali: per esempio il decadere dle Dharma, la legge eterna, provoca catastrofi che poi rendono necessaria la discesa dell'avatara di Vishnu.
Ma l'hibrys, Arjuna correggimi, non era certo una violazione intesa nel senso giudeocristiano, cioè una ribellione a Dio, ma appunto una violazione delle leggi fondamentali, quali poteva essere, insediare un mercante al governo, o predicare dottrine fallaci, o cercare di trascendere lo statou mano, senza averne la giusta dignità
"non agli uomini dabbene ma agli dei, occorre farsi simile" Plotino


Platone era un filosofo, ed io lo leggo come tale, e Plotino, da filosofo neoplatonico qual' era, si basava sulla filosofia di Platone, che è fortemente influenzata da correnti spirituali orientali. Non sono esponenti tipici della religione dell' epoca, e quel tipo di neoplatonismo è diventato predominante solo in epoca tarda, quando il paganesimo necessitava di una base filosofica per contrapporsi all' avanzata del cristianesimo. Nasce cioè sotto parziale influenza cristiana, come anche il cristianesimo è fortemente influenzato dal neoplatonismo. La religione originaria e popolare però si legge attraverso i miti ed i riti.
La figura dei profeti e del sacerdote-re non è peculiare dell' ebraismo, ma tipico del mondo orientale. Anche Zoroastro e Mani erano profeti e riformatori, e alla corte di Babilonia e degli Assiri era regolarmente presente un gran numero di profeti. Questo non intacca la similtà tra uomo e dio, peraltro menzionata chiaramente nell' antico testamento, e non sminuisce il ruolo dei re, che in Israele hanno sempre esistito e detenuto il potere. Le tensioni tra re e sacerdoti in certi periodi sono riscontrabili non solo in Giudea, ma anche in Egitto o in Mesopotamia. Certo dalla diaspora in poi non esiste più un re degli ebrei, ma in compenso non esiste più neanche la figura del sacerdote, il rabbino è solo un maestro ed uno scriba.
Se si osserva la situazione in modo oggettivo e spassionato fino alla diaspora il mondo ebraico culturalmente e religiosamente era una appendice del mondo orientale.
La contrapposizione ideologica tra religioni abramitiche e pagane nasce molto tardi, quando i pagani cominciarono ad opporsi all' espansione cristiana ed a cercare argomenti e risorse da usare nella loro lotta contro il cristianesimo. E già il fatto che vedessero la necessità di lottare mostra che si tratta di un paganesimo dalla spiritualità diversa da quello originario, che non avrebbe avuto problemi ad adeguarsi in modo sincretistico al culto di cristo e dei santi (come fece la maggioranza della popolazione e della classe politica).


mi spiace, ma Platone e Plotino sono filosofi solo nel senso detto prima, laddove però quelli moderni non lo sono. Quanto al fatto che non rappresentassero il mondo antico, sei in errore: mai sentito parlare delle religioni e dei culti misterici? davvero pensi che i mit fossero solo favolette a sfondo morale? quanto agli influssi orientali non credo ve ne siano più di tanto: il fatto che diverse civiltà giungano alle stesse conclusioni, vuol dire solo che la verità trascende il particolare, non che uno ha copiato dagli altri


Nietzsche non fu un filosofo moderno? E Heidegger? Io non generalizzerei in questo modo.
I culti misterici, sono, appunto, misterici e accessibili solo ad una cerchia ristretta di persone. Si tratta dell' eccezione, non della regola. Oggi si tende ad esagerarne l' importanza perchè questi culti si addicono di più alla spiritualità moderna che non il paganesimo tradizionale proprio della grand emaggioranza del popolo di allora. Inoltre tra i grandi misteri antichi mi risulta che solo quello orfico equiparava gli uomini agli dei e conosceva la nozione della reincarnazione, che aveva in comune con la scuola filosofica e mistica dei pitagorici. La spiegazione più logica e semplice per la somiglianza con gli insegnamenti orientali mi sembrano i contatti reciproci che da sempre il mondo greco e l' oriente intrattenevano. Altrimenti dovremmo assumere che gli insegnamenti comuni tra occidente ed oriente abbiano valenza assoluta, che cioè il ciclo della reincarnazione sia una verità sacrosanta, e pensando in questi termini ci mettiamo sullo stesso piano delle grandi religioni monoteiste, e non credo sia questa la strada da percorrere.
Il ciclo delle reincarnazioni, la vita dopo la morte promessa da Gesù, e molti altri insegnamenti di innumerevoli altre religioni, sono solo modelli per aiutare la gente a visualizzare il traguardo da raggiungere, ma non vanno presi alla lettera. Soprattutto quando ad insegnarci queste nozioni sono persone che parlano per sentito dire o per frasi lette in qualche libro saggio. Ci vuole il maestro, ma purtroppo i veri maestri sono molto rari.