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Discussione: Riforma delle Pensioni

  1. #21
    fcsrl
    Ospite

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    eccoti le mie proposte politiche chiare:

    1) eta pensionabile a 65 anni
    2) si alla TAV
    3) si alla energia nucleare
    4) si al ponte sullo stretto
    5) europa, si, ma fare pesare i nostri interessi, e non fare da spettatori, e sulle decisioni strategiche guardare prima in casa nostra e non in europa.

    si deve investire sulle infrastrutture oggi per poter avere i risultati nei prossimi decenni.

    se non si fa nulla oggi, poi ci si ritrova con un paese vecchio.

    è chiaro come programma?

  2. #22
    Nessun vincitore crede al caso
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    La mia posizione è quella della risposta di Grassi alla Finocchiaro: molto critica.

  3. #23
    oro e porpora
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    Soddisfacente, soprattutto per l'esclusione dei lavori usuranti e perché almeno garantirà una pensione decente ai giovani di oggi.

  4. #24
    Forumista senior
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    Era meglio la riforma Maroni

  5. #25
    Nessun vincitore crede al caso
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    Exclamation Voci dalle fabbriche

    Lavoratori in mobilità. Con questa riforma rischiano la disperazione


    di Giuliano Ciampolini,operaio tessile in mobilità


    su Liberazione del 22/07/2007


    Cara "Liberazione", la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha diffuso una presentazione dell'accordo sul sistema previdenziale (a cura del Ministero del Lavoro) dove sta scritto: «Per i lavoratori in mobilità: l'uscita prima dell'età di pensionamento qui prevista» e autorevoli dirigenti della Cgil (come Betty Leone) dichiarano «i lavoratori in mobilità potranno andare in pensione a 57 anni» (vedi intervista su www.aprileonline.info). Ma, nell'accordo firmato dai segretari di Cgil Cisl Uil, l'unico cenno di questo è rintracciabile nella tabella intitolata "Finestre pensionistiche", dove è scritto: «salvaguardia di 5.000 lavoratori in mobilità». Sono soltanto 5.000 i lavoratori in mobilità che raggiungono 57 anni e che, avendo almeno 35 anni di contributi versati, gli viene concesso il diritto di andare in pensione? Oppure sono di più e siamo di fronte ad un'ennesima ignobile e vergognosa discriminazione, a danno di lavoratori che sono nella stessa identica situazione, elaborata dal Ministero del Lavoro (con un ministro che è stato un autorevole dirigente della Cgil) e accettata dai dirigenti dei sindacati, dimostrando così di non avere nessuna sensibilità e attenzione verso la condizione materiale dei lavoratori, neanche verso quelli che sono più in difficoltà: cioè quelli ultracinquantacinquenni, licenziati dalle fabbriche e che, quando finiscono la misera indennità di mobilità, chi non ha ritrovato un lavoro rimane senza nessun reddito, quindi in una situazione di totale disperazione. Una discriminazione così ignobile dovrebbe far arrossire di vergogna chi l'ha studiata, chi l'ha proposta e chi l'ha firmata, compresi quei dirigenti sindacali, a tutti i livelli, che rimangono muti o che reagiscono solo con il sorrisetto burocratico e vile di chi ha perso ogni etica nel ruolo dirigente che svolge. Il 14 febbraio 2008 finisce l'indennità di mobilità e rimango senza nessun reddito. Il 9 marzo del 2008 compio 57 anni di età ed avrò quasi 38 anni di contributi versati all'Inps. Non sono a conoscenza dei criteri che stabiliscono se rientrerò nei 5.000 che possono andare in pensione: anche se fossi tra questi, una discriminazione così ignobile verso altri lavoratori nella mia stessa identica situazione (se non viene annullata immediatamente), merita una solo risposta, le dimissioni dalla Cgil, a cui mi sono iscritto nel 1969 ed il disprezzo verso chi l'ha pensata e firmata. In tutti questi anni ho vissuto le lotte che hanno consentito di conquistare nuovi diritti per i lavoratori e (negli ultimi 15 anni) tante sconfitte e arretramenti: anche le sconfitte possono essere capite e accettate, ma non può essere accettata una discriminazione così ignobile, verso lavoratori che, dopo aver passato una vita in fabbrica, vengono espulsi e, dopo tre anni di misera indennità, rimangono senza nessun reddito per diversi anni. Non può essere accettato che la Cgil si renda complice di simili nefandezze, perché accettarlo passivamente significa cestinare gli ideali di giustizia sociale che ha caratterizzato anche la mia vita: se restassi in silenzio, in attesa di sapere se rientro o no in quei 5.000, dovrei soltanto vergognarmi per il resto della mia vita.

  6. #26
    Hanno assassinato Calipari
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    i risultati della confusione al governo.

  7. #27
    Nessun vincitore crede al caso
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    Mai tanti post, sul sito Aprileonline.info, l’organo telematico di Sinistra Democratica. Mai tanti lettori indignati per quanto pubblicato, su un portale che si contraddistingue per la serietà della sua informazione, e per l’apertura a posizioni diverse. I lettori sommergono di commenti due importanti articoli: il primo, a firma di Marizia Bonacci, è un’articolata intervista a Betty Leone, segretaria dello Spi e aderente al movimento (http://www.aprileonline.info/4201/pe...smo-politico); il secondo è scritto da Cesare Salvi e Titti di Salvo, i capigruppo di Sd in parlamento (http://www.aprileonline.info/4197/pe...tti-positivi): ambedue difendono l’accordo. E, purtroppo, mettono un muro davanti alla prospettiva dell’unità di azione della sinistra. Perché non solo scavano un solco tra Sd e Verdi da un lato, Rifondazione e Pdci dall’altro. Ma lo fanno nei confronti dei loro stessi militanti, iscritti ed elettori. I quali lo fanno subito notare tramite i loro post. Ne riproponiamo qualcuno qui, con sano spirito polemico e con profonda tristezza. Perché ciò che sta accadendo è il crollo di una speranza, quella di spostare il baricentro dell’Unione. E questo accade anche grazie a chi, abbandonato non solo il programma di governo, ma anche la propria piattaforma politica, ha purtroppo ritenuto la governabilità un valore prioritario.

    #4 • Mario L
    20 luglio 2007, 19:07
    Io non mi sono ancora rincoglionito del tutto. Ho 46 anni, con questo accordo vado in pensione due anni più tardi rispetto alla riforma di Maroni.
    Adesso volete convincermi che è un buon accordo, solo perchè è stato fatto prima dell’estate e con il consenso dei sindacati, come aveva chiesto SD?

    Cavolo!!!
    Vi state proprio impegnando a convincerci che l’accordo è buono. Non faccio in tempo a mettere un commento che già spunta un altro articolo. Non è che lo avete ispirato voi il testo dell’accordo?

    #3 • Vicentino
    20 luglio 2007, 200

    Mi sa che vi tocca farla con la Bonino e la Rosa nel Pugno la sinistra unita. Questa è l’ennesima sconfitta del movimento sindacale…il guaio è che dai tre re magi di CGIL CISL e UIL, il tutto viene vissuto come un successo. Per carità! E’ del tutto legittimo, è la solita ingenuità, immaturità della classe operaia la nostra. Bisognava capirlo prima che il programma era solo strategia, una trappola per polli. Altro che sinistra unita, qui c’è da combattere duramente i vertici sindacali e mettere il signor Epifani di fronte alle sue numerose responsabilità. Avete isolato la FIOM, che spero reagirà di conseguenza. Dice bene Cremaschi: “Penso che Prodi abbia chiesto al sindacato di essere il decimo partito della maggioranza. Una cosa inaccettabile”. Mi viene alla mente l’altra grande truffa che è stata la Finanziaria, anche in quel caso il sindacato di stato parlava di grande successo…tranne poi dichiarare che è stata una Finanziaria senza anima…io credo, e credo che sia ormai il tempo che lo capiscano anche il lavoratori, che è anche il sindacato confederale ad essere senz’anima e non solo la Finanziaria, e non solo questa ennesima porcata. Evidentemente alla “sinistra unita”, la batosta alle amministrative non è bastata. Saluti.

    #5 • nino
    20 luglio 2007, 22:13

    i rappresentanti della cgil si stanno arrampicando sugli specchi per giustificare l’accordo.Quello che mi auguro a questo punto è che il referendum sia limpido e senza ombra alcuna. Saranno i lavoratori a decidere su questo bell’accordo.

    #7 • Briganterosso
    21 luglio 2007, 00:02

    Pensioni: un accordo contro i lavoratori. La sinistra unita vedo che incide molto. VERGOGNA!!!!!!!

    Devo francamente dire che questo “concorso” a presentare come positivo l’accordo sulle pensioni mi sbalordisce. Ma i numeri, mi chiedo, hanno ancora un senso o no: non è forse vero che dal 30 Giugno 2009 al 1° Luglio 2009 si erge uno “scalone” improvviso (alla Maroni, per intenderci) di due anni? Perciò come “dislivello” siamo al pareggio con la Maroni: tre a tre, al 1° Luglio 2009.
    Ma come si fa a parlare di “accordo positivo”? Positivo per CHI, ed in QUALE SENSO?
    E che fine ha fatto ciò che si era concordato, scritto e sottoscritto nel Programma dell’Unione? Ed in questo senso, cosa interessa se la Cgil di Epifani dice sì all’accordo (poi vedremo, se i lavoratori diranno sì)? Questo è un accordo che riguarda anche chi oggi ha 10 anni di età, non solo chi lavora. E perciò ha una valenza non solo sindacale, ma anche politica generale. Ed i governi per questo si fanno. E questo Governo ha tradito: tradito i patti con gli elettori ed il mandato ricevuto dagli elettori. Ma perché dobbiamo vedere per forza rosa ciò che è nero?

    #10 • maurizio
    21 luglio 2007, 10:17
    Il 30 luglio, tornerò al lavoro e la prima cosa che farò è restituire la tessera della Cgil che ho rinnovato per 36 anni. Non ne faccio certo una questione personale visto che a giugno di quest’anno ho raggiunto e certificato i cosiddetti diritti acquisiti bonariamente concessimi dal quel furfante di berlusconi con la contro-riforma di maroni. Ma quello che mi brucia è il fatto che avete messo il bavaglio a milioni di lavoratori (operai ed impiegati) per non innervosire troppo due nullità come bonino e dini e non mettere cosi a rischio il governo amico; dovremmo però chiarire bene amico di chi? non certo dei lavoratori. Mi sento tradito dal mio sindacato e questo è ancora peggio del voto che l’unione mi ha truffato facendomi credere in un programma che dini ha sempre detto che non ha un valore giuridico (in poche parole è uno specchietto per allodole) e nessuno dico nessun liberista di destra dei ds ha mai contestato questo.

    #16 • Franco B. - Roma
    21 luglio 2007, 17:21

    Realismo politico? Facciamo alcune considerazioni:

    - si è parlato, e la si è imposta come condizione vincolante, della compatibilità e sostenibilità economica senza mai (dico MAI) entrare nello specifico dei conti previdenziali

    - non si è ottenuta, a questo fine – ed anzi non ci si è mai realmente battuti per ottenerla – la separazione, una volta per tutte, della previdenza dall’assistenza, laddove questa circostanza sarebbe stata un’occasione formidabile – e non contestabile, pena l’indecenza – per pretendere, ai fini della chiarezza e come condizione per qualunque progetto di modifica, che si distinguessero le patate dai carciofi

    - è veramente arduo parlare di progresso rispetto alla Maroni, quando già i tre anni dello “scalone” ci sono tutti (quota 95 e minimo di 59 anni di età – 59 invece di 60, per ora e solo fino al 2011) già dal 1° Luglio 2009 (quindi solo un anno e mezzo più tardi di quanto prevedeva la Maroni. Tutto qui? Tutto qui)

    - A regime, dal 2013 (quindi per tutte le giovani generazioni) ci sarà il doppio vincolo quota 97 con minimo 61 anni di età.

    Non vedo veramente di cosa si debba e si possa dirsi soddisfatti.
    Ma da quando, mi chiedo, vedremo dei risultati che danno la prova e la misura della sinistra al governo?

    Ma perché in tanti (e, sorprendentemente, SD in prima linea) si affannano a sostenere (a dimostrare, secondo le loro intenzioni) che si tratta, tutto sommato (nessuno ha ancora detto di “turarsi il naso”, ma penso che prima o poi ci arriveremo), di un “buon accordo”, al quale si concede (benevolmente, ed al più) l’esistenza di qualche ombra, ma in mezzo a molte luci (come loro arditamente affermano)?

    #21 • Paolo S. - VR
    21 luglio 2007, 200
    Sono ancora allibito e schifato e incazzato su come sia possibile che questa sinistra e il sindacato siano riusciti a peggiorare perfino la Maroni. Ma quello che offende l’intelligenza delle persone e’ che si stanno dando un gran da fare a spiegarci che e’ “un buon accordo che ha come vincitori i lavoratori e i pensionati” (Epifani oggi su Repubblica).
    Perche’ in Italia la sinistra quando e’ al governa fa il lavoro della destra, dicendoti poi di stare zitto e che non si puo’ contestare il “governo amico” perche’ “altrimenti torna Berlusconi”? Fino a quando dobbiamo sopportare tutto questo? Come si fa ad andare a votare ancora questi che sono veri e propri manipolatori di persone?

  8. #28
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    Sarei stato tentato di votare "Insoddisfacente (troppo timida)"; ho scelto "Soddisfacente" perchè trovo che sia una soluzione di compromesso tutto sommato equa.

    Coloro che ritengono che la riforma sia "insoddisfacente" perché troppo rigorosa concentrano le loro critiche sul graduale aumento dell'età pensionabile. E' irrealistico e fuori dal mondo credere che nel nostro paese si potesse evitare un aumento, anche se graduale, dell'età pensionabile. La riforma Maroni era iniqua perché stabiliva che, di punto in bianco, il momento del pensionamento fosse ritardato di tre anni. Il compromesso tra il governo e CGIL, CISL e UIL diluisce l'aumento dell'età pensionabile, ma non lo fa senza costi; allo stesso tempo si tutela una vasta platea di persone che fanno lavori usuranti.

    Insomma, è una soluzione di compromesso, comunque migliore della riforma Maroni; accoglie alcune istanze dell'estrema sinistra respingendone altre, così come recepisce alcune richieste e preoccupazioni della sinistra moderata respingendone altre.

  9. #29
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    Soddisfacente, è un ottimo accordo ma nel mondo dei sogni avrei preferito qualcosa di più coraggioso (soprattutto in prospettiva).

  10. #30
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    l'errore di questo governo e' stato quello di non aver prima abolito lo scalone e poi fatto la riforma.

    Un velo pietoso sui sindacati ormai casta pure loro.

    Ma non possono fare una legge che per fare il sindacalista si deve lavorare attivamente da qualche parte?

 

 
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