





I concetti ASTORICI, ATEMPORALI e APOLITICI, sono concetti Tradizionali, che nulla hanno a che vedere con le idee che professava garibaldi.
Anzi le idee giacobine di cui "l'eroe" era pervaso (l'Italiano gli fu insegnato da un soldato napoleonico) erano in toto sovversive. nel senso che erano frutto della rivoluzione francese.
Caro amico le INSORGENZE ERANO TRADIZIONALMENTE ITALIANE, le insorgenze liguri, toscane, piemontese e napoletane. Quella era la "NAZIONE SPONTANEA" SU CUI DOVEVA BASARSI L'uNITà.
Senza tempo? no! un tempo preciso.
Rivoluzione industriale come affermazione progressista e quindi tutti a rincorrere la palese "modernità" dell'inghilterra e l'occulto signoraggio.
e
La rivoluzione Francese con i Valori sovversivi palesi ed astratti (libertè da chi e da che cosa? dalla propria tradizione?) (egalitè rispetto a chi?) (fraternitè a suon di guerre di sterminio, ghigliottine e bombe atomiche?) e valori occulti come lo sterminio delle comunità intermedie fra la famiglia e l'Impero.
No caro amico non senza tempo, tempo preciso: Tempo Moderno, che non significa Futuro e felicità. ma soprattutto non significa essere fedeli a se stessi.


.... Caro amico dimenticavo.... la cosa più assurda, perchè astratta e inventata dai giacobini a "tavolino", che poi venne applicata da Garibaldi e i suoi posteri e che:
L'appartenenza etnica, la cultura e la cittadinanza debbono a tutti i costi coincidere.
Questo è uno dei concetti più sovverssivi è più atroci che la rivoluzione francese ha potuto creare.


Quoto totalmente nando- in tutti i suoi interventi su questo argomento.
BRAVO!
Eccoli qui gli strumenti ''culturali'' della dx radicale: complottismi da due soldi...
Complotti massonici, complotti ebraici, complotti gesuitici, complotti plutocratici...


"L'UNICO DIRITTO DEGLI SCHIAVI è IL COMPLOTTO" pEPPINIELLO gARIBALDI......
mA AL DI LA DELLA BATTUTA DOVE LO VEDI IL COMPLOTTO?


Incontro sul panfilo Britannia
Era il 2 giugno del 1992 quando C.A.Ciampi in qualità di Governatore della Banca d'Italia partecipa ad un incontro sulla nave inglese Britannia, panfilo di Elisabetta II, in cui vengono illustrati i piani di privatizzazione delle industrie statali italiane ad alcuni dei maggiori personaggi della finanza mondiale. Si tratta di un episodio dibattuto e controverso, che portò anche ad alcune interrogazioni parlamentari in merito e che coinvolse futuri esponenti di Governo nonché alcuni rappresentanti dei vertici industriali italiani, come riportato dal settimanale "L'Italia" e come discusso anche nelle aule parlamentari, con richieste di chiarimenti su quell'incontro da parte di onorevoli e senatori di più parti politiche: Tiscar (DC) Pillitteri e Bottini (PSI) Parlato (MSI), autore di ben tre interrogazioni rimaste senza risposte,il quale lesse[1] anche in aula l'articolo del settimanale "L'Italia", ed infine la senatrice Edda Fagni (PCI), che ricordò negativamente l'episodio anche nel giorno del voto di fiducia al governo "tecnico" guidato da Ciampi.
Al "convegno" sul Britannia partecipò anche l'attuale governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, all'epoca appartenente al Ministero del Tesoro e perciò in stretta sintonia di lavoro col Governatore della Banca d'Italia; Draghi (scommettiamo che sarà il futuro presidente della repubblica?), resosi conto della delicatezza ed ambiguità dell'episodio, anche in ragione del suo ruolo, preferì persino non salpare affatto verso le acque internazionali e pronunciare il suo discorso mentre l'imbarcazione si trovava ancora ancorata a Civitavecchia, secondo quanto da lui stesso affermato davanti al Parlamento. Tale incontro viene indicato come la sede di decisione della svendita del patrimonio pubblico ai privati, a condizioni agevolate o sottocosto. Secondo una recente ricostruzione che affronta tali aspetti, in quell'incontro potrebbero essere stati anche discussi, specie da parte di personaggi esteri, alcuni eventi tragici che in seguito scossero l'Italia, come gli omicidi Falcone-Borsellino.