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Discussione: Nietzsche

  1. #51
    simposiante
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    In che senso Nietszche l'avrebbe compresa meglio questa verità?

  2. #52
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    Questa è la parola chiave, si tratta di credere: perchè non ho bisogno di credere in qualcosa una volta che è assodato e inequivolcabilmente inconfutabile: semplicemente è al di là dell'opinione.
    la vita non può che essere angoscia dal momento che non vi è certezza di sfuggire al nulla, se non altro secondo questa stessa tradizione a cui fai riferimento: è speranza, e Kierkegaard lo sapeva bene.


    Rivelare una religiosità inconfutabile..è il problema dei tempi moderni..nostri...perchè da altre parti questa verità è già stata rivelata e non ce ne siamo accorti..
    La percezione di se stessi....il sum..e non il cogito...non è un'opinione fideistica..ma una percezione oggettiva in chi si prende la briga di osservarla..
    ed è appunto su questa percezione metamentale..che non è un pensiero..la fondazione di una religiosità o filosofia incontrovertibile..o assoluta..forte e non debole..
    In questo senso..l'Occidente si deve volgere all'Oriente..dove questa percezione è stata messa alla base di quella metafisica realizzativa....che è la parte superiore dell'induismo..con l'advaita vedanta..e i sufi..nell'Islam..
    Osho è il traduttore..Colui che ha reso possibile per le masse...la comprensione di un messaggio simbolico di difficile lettura per chi è estraneo a certi ambienti...connotati in modo culturalmente diverso rispetto a noi...
    Dico questo solo per dare nome alla possibilità di comprendere l'Oriente..nei suoi fondamenti metafisici..che sono poi anche quelli dell'Occidente..perchè la verità è unica..e solo le opinioni sono diverse...
    Fede.. da una parte..e laicismo.. con i limiti della ragione..e la sua impotenza..sono quei binari a cui si è costretto l'Occidente..per dirigersi verso quell'impotenza speculativa che lo attanaglia..
    Ma dopo aver giustamente distrutto..è necessario ricostruire...e la ricostruzione parte da quei principi che l'Occidente ha dimenticato..quel Centro..quella Percezione..quell'Esistere..che per millenni è stato ed è..quella direzione naturale che sottende qualsiasi ricerca sul senso e sullo scopo..e su noi stessi....
    e Cristo e Nietszche...si possono superare...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  3. #53
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    Amo molto Nietszche, anche se non sono proprio un esperto di filosofia...

  4. #54
    Amore vince la morte
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    Omaggio all'uomo folle

    Aforisma 125.
    Da La gaia scienza, II ed., Mondadori, Milano 1978, p. 126.


    L’uomo folle. – Avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: “Cerco Dio! Cerco Dio!”. E poiché proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio suscitò grandi risa. “È forse perduto?” disse uno. “Si è perduto come un bambino?” fece un altro. “0ppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è imbarcato? È emigrato?” – gridavano e ridevano in una gran confusione. Il folle uomo balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: “Dove se n’è andato Dio? – gridò – ve lo voglio dire! Siamo stati noi ad ucciderlo: voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto questo? Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all’ultima goccia? Chi ci dètte la spugna per strusciar via l’intero orizzonte? Che mai facemmo a sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Dov’è che si muove ora? Dov’è che ci moviamo noi? Via da tutti i soli? Non è il nostro un eterno precipitare? E all’indietro di fianco in avanti da tutti i lati? Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? Non si è fatto piú freddo? Non seguita a venire notte sempre piú notte? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina? Dello strepito che fanno i becchini mentre seppelliscono Dio non udiamo dunque nulla? Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione? Anche gli dèi si decompongono! Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di piú sacro e di piú possente il mondo possedeva fino ad oggi si è dissanguato sotto i nostri coltelli; chi detergerà da noi questo sangue?Con quale acqua potremmo noi lavarci? Quali riti espiatòri quali giochi sacri dovremo noi inventare? Non è troppo grande per noi la grandezza di questa azione? Non dobbiamo noi stessi diventare dèi per apparire almeno degni di essa? Non ci fu mai un’azione piú grande: tutti coloro che verranno dopo di noi apparterranno in virtú di questa azione ad una storia piú alta di quanto mai siano state tutte le storie fino ad oggi!”. A questo punto il folle uomo tacque e rivolse di nuovo lo sguardo sui suoi ascoltatori: anch’essi tacevano e lo guardavano stupiti. Finalmente gettò a terra la sua lanterna che andò in frantumi e si spense. “Vengo troppo presto – proseguí – non è ancora il mio tempo. Questo enorme avvenimento è ancora per strada e sta facendo il suo cammino: non è ancora arrivato fino alle orecchie degli uomini. Fulmine e tuono vogliono tempo il lume delle costellazioni vuole tempo le azioni vogliono tempo anche dopo essere state compiute perché siano vedute e ascoltate. Quest’azione è ancora sempre piú lontana da loro delle piú lontane costellazioni: eppure son loro che l’hanno compiuta!”. Si racconta ancora che l’uomo folle abbia fatto irruzione quello stesso giorno in diverse chiese e quivi abbia intonato il suo Requiem aeternam Deo. Cacciatone fuori e interrogato si dice che si fosse limitato a rispondere invariabilmente in questo modo: “Che altro sono ancora queste chiese se non le fosse e i sepolcri di Dio?”.

  5. #55
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    La vera Opera al nero....pura alchimia..bellissimo!
    Infatti il titolon è "La gaia scienza"...

  6. #56
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    Nel caso vi interessasse:

    Allevamento, fisiologia e degenerazione


    (Domenico Losurdo, Nietzsche, il ribelle aristocratico, p. 1086)

    Come sappiamo, Vattimo ne raccomanda l'interpretazione in chiave allegorica, con un'arbitraria astrazione da un contesto storico caratterizzato dalla diffusa presenza dell'eugenetica, e con una non meno arbitraria astrazione dall'entusiasmo di Nietzsche per questa nuova «scienza». E' interessante vedere in che modo Vattimo immerge in un bagno purificatore anche le pagine più inquietanti del filosofo. Dopo aver enunciato la massima «Muori al momento giusto», Zarathustra così prosegue:

    Certo, colui che mai vive al momento giusto, come potrebbe morire al momento giusto? [Bisognerebbe che non fosse mai nato! - Questo consiglio ai superflui. Ma anche i superflui si danno importanza quando muoiono, e anche il guscio più vuoto vuole essere schiacciato]. Tutti danno importanza al morire (Wichtig nehmen Alle das Sterben): ma la morte non è ancora una festa. Gli uomini non hanno ancora imparato come si consacrano le feste più belle (Za, I, Della libera morte).


    Tra parentesi quadre è il brano tralasciato da Vattimo e nel suo libro segnalato nel modo classico con i tre puntini. Col corsivo ho evidenziato il brano da lui tradotto in modo sensibilmente diverso, e, secondo me, equivoco: «Per tutti, morire è una cosa importante». In realtà, agli occhi di Nietzsche, l'importanza della morte dei «superfui» è qualcosa di puramente soggettivo e immaginario. Essi pesano in modo intollerabile sulla società e sulla vita; bisognerebbe sollecitarli a porre fine a un'esistenza priva di valore. Su ciò, in quello che non a caso è stato definito il «capitolo del suicidio», Zarathustra insiste con forza, ma di ciò non c'è traccia nel commento di Vattimo. In conclusione, questi trasforma miracolosamente in pura riflessione morale un discorso eugenetico non privo di brutalità: il suicidio indotto dei malriusciti come Festa della Civiltà!
    Il processo di volatilizzazione e sublimazione si conclude con la proposta di tradurre Übermensch con «oltreuomo», invece che con «superuomo»: a Nietzsche starebbe a cuore solo il «trascendimento» dell'«uomo della tradizione». In realtà, il discorso immediatamente successivo di Zarathustra, nel condannare l'«egoismo dei malati», che si attaccano a una vita priva di valore e in tal modo aggravano la «degenerazione» (Entartung), così prosegue: «In alto va la nostra strada, dalla specie (Art) alla super-specie» (Über-Art) (Za, I, Della virtù che dona). Un aspetto essenziale del discorso di Zarathustra è la contrapposizione del «superuomo» e della «super-specie» alla dilagante «degenerazione». E di nuovo siamo rinviati ad un tema che, assieme e inestricabilmente intrecciato a quelli della trasmissione ereditaria del crimine e dell'eugenetica, domina la cultura europea e occidentale della seconda metà dell'Ottocento, occupando un ruolo centrale anche nella cerchia degli autori e degli amici cari a Nietzsche: lo conferma l'occorrenza, nelle loro lettere, dei nomi di Galton, Lombroso, Gobineau. E questo corposo contesto storico non si lascia rimuovere se anche ci decidessimo a tradurre Übermensch e Über-Art rispettivamente con «oltreuomo» e ... «oltre-specie»! E' impresa vana voler separare in Zarathustra il grande e fascinoso moralista dal brutale teorico del radicalismo aristocratico.

  7. #57
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    Non è impossibile affiancare Nietzsche al pensiero orientale; certo il pensatore tedesco disprezza ogni tipo di platonismo(nella prefazione di Al di là...accomuna platonismo a Advaita)e per questo il rapporto più stretto si avrebbe con la via della mano sinistra.
    La via della mano sinistra cerca di far combaciare bhoga(piacere)e yoga.
    Esattamente come Nietzsche cerca sia l'oltrepassamento dell'umano e l'accettazione del divenire... insomma per dirla come Evola; non si cerca la liberazione ma di vivere il mondo come liberazione.

  8. #58
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    Citazione Originariamente Scritto da -davgabriel- Visualizza Messaggio
    Non è impossibile affiancare Nietzsche al pensiero orientale; certo il pensatore tedesco disprezza ogni tipo di platonismo(nella prefazione di Al di là...accomuna platonismo a Advaita)e per questo il rapporto più stretto si avrebbe con la via della mano sinistra.
    La via della mano sinistra cerca di far combaciare bhoga(piacere)e yoga.
    Esattamente come Nietzsche cerca sia l'oltrepassamento dell'umano e l'accettazione del divenire... insomma per dirla come Evola; non si cerca la liberazione ma di vivere il mondo come liberazione.
    Nietzsche, non proponendo un modello di vita passivo e rassegnato alla realtà del mondo, si mostra quasi come un discepolo di Dioniso nell'esporre la sua totale accettazione della vita, in ogni suo aspetto, "bello" o "brutto" che sia.... questa accettazione globale dell'esistenza, questo indiscriminato SI alla vita, (che puo' "trasmutare" il dolore in gioia).... è molto molto tantrico come concetto.


    Jai Maa Kali

  9. #59
    Amore vince la morte
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    Citazione Originariamente Scritto da jai jai kali ma Visualizza Messaggio
    Nietzsche, non proponendo un modello di vita passivo e rassegnato alla realtà del mondo, si mostra quasi come un discepolo di Dioniso nell'esporre la sua totale accettazione della vita, in ogni suo aspetto, "bello" o "brutto" che sia.... questa accettazione globale dell'esistenza, questo indiscriminato SI alla vita, (che puo' "trasmutare" il dolore in gioia).... è molto molto tantrico come concetto.


    Jai Maa Kali
    Interessanti riflessioni.



    per davgabriel:

    sul platonismo in Nietzche ci andrei molto cauto con le conclusioni.

 

 
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