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Discussione: Nietzsche

  1. #41
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    Quote pfjodor
    tu dillo a un affamato, o magari a uno con un tumore al polmone
    Quando sto.male...dopo avere fatto tutto il possibile umanamente per stare meglio..mi raccomando l'anima a Dio..per così dire..in quanto non credendo in Dio..mi raccomando alla Giustizia Universale..al Mistero..mi pongo tra le sue braccia..che faccia di me quello che vuole..
    Ecco..non bestemmio né pretendo di stare bene..né maledico il mondo..e non prego un Essere che mi aiuti in cambio di qualcosa..
    Mi affido alla Natura..e alle sue leggi misteriose..e per ora..mi è sempre andata bene..perchè si vede non è ancora il momento di tirare le cuoia....
    Quando verrà questo momento..lo sentirò..e come gli indiani..me ne andrò in qualche posto solitario pe rendere l'anima..senza dottori o familiari intorno a noiarmi in un momento solenne...per me almeno..

    Quote pfjodor
    Ecco, questo e' il punto che volevo illuminare dell'aspetto dionisiaco: la violenza.
    Ma pare che questo aspetto del dionisiaco o non lo vediamo, o facciamo di tutto per non vedere. Io non so se il Cristo nell'accezione di Nietzsche si esaurisse tutto nell'apollineo (non lo so questo), di sicuro so che questo nome era davvero indigesto per il filosofo, ai limiti del ripugnante.
    Perche'? Perche' giustamente N. si rese conto che fu proprio la rivelazione di Cristo a non permettere piu' la gratuita' della violenza dionisiaca, questi "impulsi dell'inconscio" come dite voi.
    O meglio, a non permettere piu' la credenza nella divinita' di tale violenza gratuita'.
    Con Arjuna ne' abbiamo parlato in un altro 3d, per cui lui forse capisce meglio cosa sto cercando di dire.
    La violenza non significa nulla..in se stessa..bisogna vedere se è consapevole o inconscia..
    Il Testimone non è un concetto culturale..ma è quel giudice che stabilisce se la violenza è legittima o illegittima..e..visto l'oppressione e le guerre che ci sono nel mondo..spesso cercate e provocate..si può diire con certezza che il Testimone è quasi sempre tacitato..e preso a martellate come il grillo parlante di Pinocchio..
    Dioniso da solo è cieco..e la morale lo imprigiona temporaneamente..solo la Coscienza il Sè..l'Atman..può esercitare la Sua autorità sulle forze distruttive dell'istinto..e non con dettami morali..ma solo con la Sua presenza..
    La presenza della Luce fuga le tenebre..non c'è altra soluzione..
    E la violenza consapevole è difesa..quella inconsapevole è aggressione..
    e va da se..che solo il concetto mentale di Coscienza o Sè..o Testimone..non autorizza un bel nulla..perchè le forze inferiori ubbidiscono solo al vero padrone e non a qualsiasi millantatore..e il vero padrone..non sta nei propositi morali o mentali..ma nella conoscienza effettiva...di..Brahman...o di noi stessi..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  2. #42
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    mancanza di verità in sè: è questo che da Socrate in poi la filosofia non ha saputo o voluto accettare, affermando che la verità esiste dentro di noi e già la possediamo, che non è di questo mondo ma è condizione necessaria e sufficiente a questo mondo, che è essenza stessa del mondo...

    E tu cosa ne pensi a proposito?
    Credi che la "verita' esista dentro di noi e che gia' la possediamo"?
    Credo sia necessario ritornare all'etimologia greca di verità, ossia ciò che non è celato e dunque è manifesto: la verità è intorno a noi e dentro di noi e si svela manifestandosi nell'orizzonte fenomenico.
    L'uomo tenta di cogliere la verità al di là del suo apparire e scomparire dall'orizzonte degli eventi e dall'evidenza della sua manifestazione, ma la storia del pensiero occidentale è chiaramente la storia dell'oblio della verità e della graduale consapevolezza da parte dell'uomo dell'impossibilità di cogliere con pienezza ed immutabile costanza la verità.
    E' la fine di ogni pensiero forte e violento che si ponga cm fonte di verità, Marxista, Hegeliana o Religiosa che sia, è l'incapacità di ogni filosofia sistematica (teologica o filosofica in sesno stretto) di predicare un pensiero senza che si regga su radici che prescindano dalla discutibilità, ma è anche l'impossibilità del pensiero scientifico di imporsi secondo criterio di verità piuttosto che di validità, divenendo anch'esso incapace di lenire l'angoscia della vita nel momento in cui la sua capacità di imporsi cm autorità sul mondo è direttamente proporzionale alla falsificabilità delle sue leggi

  3. #43
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    Quote Πλάτων

    la storia del pensiero occidentale è chiaramente la storia dell'oblio della verità e della graduale consapevolezza da parte dell'uomo dell'impossibilità di cogliere con pienezza ed immutabile costanza la verità.
    Ma..è un oblio di una Verità che esiste..oppure è la consapevolezza dell'impossibilità di coglierla..?
    E' cioè possibile pensare una metafisica che si fondi su un concetto incontrovertibile..?
    Parlo di concetto...di mentale..perchè una metafisica fondata sul metamentale c'è già..ed è la metafisica realizzativa..che però usa altri strumenti di investigazione..strumenti di natura interiore ed iniziatica..almeno ai nostri tempi...
    Ma..è possibile una metafisica valida per tutti..che sia il riflettersi nel pensiero di quella Verità raggiungibile per via intuitiva..?
    E' possibile trovare un principio fondante che non sia rifiutato dal pensiero..ma che anzi lo accolga come razionale..?
    Secondo me questo principio esiste..e si chiama Infinito..che è il riflettersi di Brahman..nel pensiero..
    Dio non è un concetto principiale..in quanto possiede attributi che lo rendono irricevibile dalla logica..potendosene fare a meno..
    Infinito..invece è un concetto eminentemente sintetico..la cui negazione fa precipitare il pensiero nell'assurdo..
    Dire per esempio che l'Universo è limitato..significa porre una barriera..e si può pensare sempre di scavalcarla.. dire finito..significa limitare..e la limitazione delimita qualcosa da un'altra cosa..
    Possiamo dire che finito e infinito sono concetti mentali..logici..senza valenza ontologica...ma così..negheremmo qualsiasi possibilità di conoscenza..anche quella empirica..perchè fondata sul pensiero e non sulla natura..
    Insomma..finito.. infinito diverrebbero delle categorie umane..fondate sull'interesse..interesse a sopravvivre nel nostro mondo..e l'interesse sarebbe l'impulso vitale..la volontà....che però..non sfuggirebbe anche lei al concetto di infinito..è cioè questa volontà..limitata oppure no..?
    Anche l'interesse quindi rientra all'interno del concetto di finito..infinito..e non né è superiore..è fondato e non fondante...
    L'Infinito è un concetto primordiale..il primo..e al suo interno..è compresa l'ontologia..e la logica e tutto quanto...
    L'Infinito allora è una necessità logica e la sua negazione una semplice impossibilità..
    L'Infinito..accolto dal pensiero..come un atto razionale..legittimo..e non di fede..è la base concettuale su cui costruire una metafisica su base logica e quindi ontologica..per quella legge di corrispondenza che fa legare tutte le cose in un Ordine Universale...e non in un Caos..questo sì..illogico..
    L'approfondimento di questo concetto di Infinito..perchè di concetto si tratta in quanto materia mentale..potrebbe essere la base per ricostituire una metafisica speculativa..che non sia frutto di desideri o fantasie..ma specchio di quella realizzativa.. nel suo apparire alla mente...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  4. #44
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Ma..è un oblio di una Verità che esiste..oppure è la consapevolezza dell'impossibilità di coglierla..?
    Entrambe: quando parlo di oblio della verità nn parlo del venire meno della verità in sè (che a mio modo di vedere sussiste), ma della graduale consapevolezza dell'impossibilità di comprenderla: questa è la storia dell'oblio.
    E' L'oblio del pensiero occidentale stesso, è l'incapacità del pensiero occidentale di coglierla, tu parli di filosofie e religioni orientali e su di esse non posso esprimermi

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    Entrambe: quando parlo di oblio della verità nn parlo del venire meno della verità in sè (che a mio modo di vedere sussiste), ma della graduale consapevolezza dell'impossibilità di comprenderla: questa è la storia dell'oblio.
    E' L'oblio del pensiero occidentale stesso, è l'incapacità del pensiero occidentale di coglierla, tu parli di filosofie e religioni orientali e su di esse non posso esprimermi
    Se la Verità sussiste..e l'Occidente non la coglie perchè il pensiero non ce la fa..mi sembra doveroso cercare altri sistemi..per rivelarla..
    I sistemi appunto che l'Oriente non ha obliato..perchè dimenticare il Vero..porta inevitabilmente alla distruzione..e i principi filtrano anche nel popolo..che se non ci sono ..tutti ne soffrono...
    In fin dei conti..certi Maestri come Osho..Krishnamurti..Ramana..non parlano solo all'Oriente..anzi..parlano principalmente all'Occidente..per ricordagli..il senso dell'eternità che ha smarrito...e lo fanno in modo semplice per niente teologico..o complicato..
    Il futuro se ci sarà..vedrà l'incontro Oriente Occidente..almeno la parte superiore delle dottrine orientali..e chi è in grado di comprenderle..facendo appunto uscire il pensiero filosofico dalle secche in cui è impastoiato..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
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  6. #46
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    Ciao.

    Appena rientrato dalle vacanze.

    Ho seguito l'evolversi delle vostre discussioni. Magari piu' in la' faro' qualche intervento piu' "serio", piu' denso diciamo; ora come ora mi sento di dire una semplice banalita' per rispondere ad una affermazione che un po' vi coimplica entrambi:


    " Se la Verità sussiste..e l'Occidente non la coglie perchè il pensiero non ce la fa..mi sembra doveroso cercare altri sistemi..per rivelarla."

    Premessa: la Tradizione cristiana (sia "orientale" che occidentale), vuole che ce stato un tale che ha affermato "Io sono la Verita', Vita e Via".
    Ora, concordo con voi quando dite che il pensiero "non ce la fa" a coglierla la Verita', e aggiungo: "meno male!". Finalmente cresce la nostra consapevolezza che questo non spetta alla ragione e a nessun sistema.
    Bene, detto questo, l'invito di Testa di rivolgerci ad altri "sistemi" lo capisco, ma per quanto mi riguarda e' un ennesimo buco nell'acqua che noi (animali strani nati nel "nostro" mondo di bombe atomiche e campi di concentramento e stermini vari), non potremmo che perpetuare. E difatti lo facciamo.
    Secondo la Tradizione la Verita' e' stata rivelata, solo che non e' un affare di sistemi, bensi di una cosa che oggi e' in via d'estinzione; la fede, o come dice lo stesso Testa, della Fiducia. Per me questi due termini sono assai piu' vicini di quanto egli crede.




    Per ora vi saluto e magari proseguiamo "dopo", tanto e' sempre "dopo" in questo spazio virtuale.


    ps.
    Mi auguro davvero che il buon Arjuna voglia proseguire le nostre discussioni sulla violenza e il sacro nelle societa' arcaiche e premoderne.

  7. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    Premessa: la Tradizione cristiana (sia "orientale" che occidentale), vuole che ce stato un tale che ha affermato "Io sono la Verita', Vita e Via".
    Ora, concordo con voi quando dite che il pensiero "non ce la fa" a coglierla la Verita', e aggiungo: "meno male!". Finalmente cresce la nostra consapevolezza che questo non spetta alla ragione e a nessun sistema.
    Spero che tutti avessero compreso che la tecnica nella sua pretesa di manipolare gli enti e descrivere la realtà non è in grado di dare giudizi di valore che non siano interpretabili arbitrariamente secondo ragione.

    Bene, detto questo, l'invito di Testa di rivolgerci ad altri "sistemi" lo capisco, ma per quanto mi riguarda e' un ennesimo buco nell'acqua che noi (animali strani nati nel "nostro" mondo di bombe atomiche e campi di concentramento e stermini vari), non potremmo che perpetuare. E difatti lo facciamo.
    E' un tuo punto di vista

    Secondo la Tradizione la Verita' e' stata rivelata, solo che non e' un affare di sistemi, bensi di una cosa che oggi e' in via d'estinzione; la fede, o come dice lo stesso Testa, della Fiducia. Per me questi due termini sono assai piu' vicini di quanto egli crede.
    Secondo quale tradizione? secondo quella occidentale vorrai dire, Testa sembra molto + vicino all'induismo, ci sono tante tradizioni diverse quanto le civiltà stesse, ci sono forse altrettante verità?

  8. #48
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    Caro mio, purtroppo il mio e' qualcosa di piu' di un mero "punto di vista". Mi spiego.
    Quando parlo del "buco nell'acqua" mi riferisco a una cosa (tendenza) assai precisa; ovvero:
    il "cercare in oriente nuovi sistemi per rivelare la Verita'". Tutto qui. Nella storia della "nostra" civilta', essa e' stata rivelata eccome, solo che ormai ci credono in pochi, e sono sempre di meno nonostante le apparenze.




    Quale tradizione? Quella biblica e quella dei Padri della Chiesa. Tradizione questa che non ne' orientale (non solo), ne' occidentale (non solo). E' semplicemente cattolica, ovvero universale e "non solo romana".
    La Tradizione che vuole che la Verita' ha assunto le sembianze di un uomo mortale. Mortale come te e come me.

    Ciao

  9. #49
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    Caro mio, purtroppo il mio e' qualcosa di piu' di un mero "punto di vista". Mi spiego.
    Quando parlo del "buco nell'acqua" mi riferisco a una cosa (tendenza) assai precisa; ovvero:
    il "cercare in oriente nuovi sistemi per rivelare la Verita'". Tutto qui. Nella storia della "nostra" civilta', essa e' stata rivelata eccome, solo che ormai ci credono in pochi, e sono sempre di meno nonostante le apparenze.
    Questa è la parola chiave, si tratta di credere: perchè non ho bisogno di credere in qualcosa una volta che è assodato e inequivolcabilmente inconfutabile: semplicemente è al di là dell'opinione.
    la vita non può che essere angoscia dal momento che non vi è certezza di sfuggire al nulla, se non altro secondo questa stessa tradizione a cui fai riferimento: è speranza, e Kierkegaard lo sapeva bene.

    Quale tradizione? Quella biblica e quella dei Padri della Chiesa. Tradizione questa che non ne' orientale (non solo), ne' occidentale (non solo). E' semplicemente cattolica, ovvero universale e "non solo romana".
    La Tradizione che vuole che la Verita' ha assunto le sembianze di un uomo mortale. Mortale come te e come me.
    Cattolica? e con quale diritto pretende di esserlo?

  10. #50
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    "Cattolica? e con quale diritto pretende di esserlo?"


    A questo io non posso risponderti. Io ci credo a questo "diritto".
    Questa la mia speranza; che il Risorto sia la luce per tutti gli uomini.
    Poi, come andra' a finire, non lo so.
    Io cerco solo di mostrare il senso della rivelazione cristiana, per come l'ho capita io.
    Un conto e' capirla, un altro e' metterla in pratica nella propria vita.
    La retta comprensione della rivelazione, e' il primo e fondamentale passo per la realizzazione della Verita' nelle nostre esistenze.
    Giusto per tornare sul topic, credo che il nostro filosofo tedesco l'ha compresa meglio di tutti i filosofi e teologi del secolo decimo nono.
    Poi, lo ripeto, gli ultimi anni della sua vita rimangono avvolti nel mistero totale.

 

 
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