l'utopia più grande mi pare lo stato minimo...ma se so secoli che un fa altro che ingrassà...ancora coi pesi e contrappesi di quel socialista di montesquieu?![]()


l'utopia più grande mi pare lo stato minimo...ma se so secoli che un fa altro che ingrassà...ancora coi pesi e contrappesi di quel socialista di montesquieu?![]()




Nel sistema Anarcocapitalista inoltre c'è spazio anche per associazioni ospedaliere gestite da privati o da cooperative che probabilmente potrebbero fare ciò che gli ospedali pubblici fanno oggi, ovvero far pagare ai loro iscritti una sorta di abbonamento annuale se proprio vogliono avere cure costanti.
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Bravo John Pollock, questa è una delle chiavi di volta del discorso. L'altra è che viviamo in una società terapeutica dove i medici si sono sostituiti al clero e rappresentano la moderna casta dominante. Noi non ci curiamo poco: ci curiamo troppo per alimentare profitti e prestigio dei poteri costituiti. Ci curiamo al prezzo di patologie iatrogenetiche, dovute ad esempio all'indebolimento del sistema immunitario provocato dall'abuso di farmaci. Ci curiamo al prezzo di rinunciare all'autonomia di giudizio sul proprio stato di salute, ridotto a certificato. Ma soprattutto ci curiamo al prezzo della vita: esorcizziamo talmente la morte con sovradosaggi terapeutici che ci dimentichiamo di vivere.




Forse se lo stato non t'avesse rubato in tutti questi anni in tasse il 50% del frutto del tuo lavoro avresti potuto sostenere le spese per l'operazione, e avresti potuto salvarle la vita. Pensa a quanti soldi avresti potuto risparmiare per i tuoi bisogni non pagando tasse ad uno stato parassita e criminale.
Quando tu hai avuto bisogno di lui, lo stato dove era? I soldi pagati in tasse te li ha restituiti ? Ha avuto pietà di tua moglie?
Le mie piu' sentite condoglianze, Oggettivista. Ma la morte non è una valida ragione per cambiare bandiera.


Migliaia di euro, decine o centinaia di migliaia di euro. Non so che professione tu svolga, ma la sanità e le previdenza sociale in genere ti fottono il 40% del tuo lavoro. Quante delle tasse da te pagate per quei due settori sono servite a garantire a tua moglie un intervento che avrebbe potuto salvarle la vita? Probabilmente zero. Lo stato non ti ha restituito una lira, e la soluzione non è avere piu' "stato" ma demolirlo totalmente.
Con un'assicurazione sanitaria privata forse avresti avuto qualche chance in piu', di certo se non t'avessero fottuto 4/5000 euro all'anno di tasse per sanità e previdenza sociale nell'arco di qualche anno avresti potuto accumulare un bel "tesoretto" da spendere poi in quella tristissima situazione.
Non è bello parlare di se e di ma, ma tu stai sbagliando la soluzione "Oggettivista", e invece di capire che è lo stato ad averti voltato le spalle quando ne avevi bisogno oggi arrivi a pensare che serve piu' stato per risolvere le difficoltà della gente. Distruggiamo lo stato, e facciamolo anche per chi grazie allo stato ( e confidando in esso dopo averlo arricchito col proprio sudore) ha perso la propria vita.


Se la sanità pubblica fosse quella che abbiamo in Emilia-Romagna nessuno avrebbe da ridire su uno stato che si occupa di cure mediche.
Uno dei dirigenti dell'ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, parlando di alcune prestazioni sanitarie comunemente richieste mostrava come fossero inferiori i costi per il paziente rispetto a una struttura privata a parità di intervento.
Fra le altre cose disse anche che la sanità italiana non aveva bisogno di ulteriori fondi ma di impiegare bene quelli che ha.