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Discussione: Marx vs Bakunin

  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    Sì questo articolo è interessante perchè illumina, oltre ai punti di contatto, le differenze fondamentali che sussistono tra marxismo e anarchismo, differenze per le quali io continuo a schierarmi senza esitazione nel campo marxista: le questioni del partito, del potere e dello Stato.

    La superiorità del marxismo sta, a mio avviso, nel fatto che affronta senza reticenze nè ipocrisie un problema che l'anarchismo, tutto proteso verso la realizzazione della nuova società e della nuova umanità, elude completamente: la transizione dal vecchio al nuovo e la permanenza inevitabile di elementi del vecchio nel nuovo.

    Nel vecchio, nella società capitalistica, esistono le gerarchie, esiste una classe dominante? Bene, anche la transizione dal capitalismo al comunismo dovrà fare i conti con queste gerarchie e avrà la sua classe dominante, prima che si arrivi alla fine della divisione della società in classi; si tratterà di nuove gerarchie e di una nuova classe dominante: il proletariato.

    Nel capitalismo che ruolo ha lo Stato? Di difendere gli interessi della classe dominante. Nel socialismo lo Stato o semi-Stato, Stato in estinzione, avrà il compito di difendere i nuovi intertessi della nuova classe dominante. Quale sarà la caratteristica di questo Stato? Di essere composto da membri armati del proletariato e da funzionari eleggibili e revocabili in qualsiasi momento, retribuiti come gli altri lavoratori, e sopratutto di contemperare il potere centrale dell'esecutivo con quello decentrato dei consigli, dei soviet. La sovranità dello Stato deriva dal potere consigliare, dalla democraiza operaia.

    Passiamo al partito. Chi guida la lotta di classe e in ultima istanza la rivoluzione? Tutte le guerre hanno indubbiamente bisogno di un esercito e di ufficiali, specie quelle contro un avversario ben armato e ben preparato come la borghesia. Gli anarchici parlano di auto-organizzazione dei lavoratori. Bene. Ma gli stessi anarchici, almeno i più intelligenti, ammettono che non tutti i lavoratori sono uguali, che ce ne sono alcuni più coscienti di altri, più talentuosi, più preparati, più carismatici, più esperti.

    Il partito non è altro che la somma di questi elementi, l'organizzazione della parte più cosciente della classe. Non si sostituisce alla classe -come, per esempio, i disobbedienti-, è la classe! In più il partito è l'organizzatore di massa, l'educatore di massa, lo stratega collettivo. E' la guida del movimento non per imposizione del fucile ma per scelta della classe stessa. Esso si conquista storicamente questo ruolo: i lavoratori seguono la guida di cui si fidano, specialmente se questa guida ha i loro stessi interessi e partecipa dello stesso status sociale.

    Insomma col vecchio mondo bisogna fare i conti. E per trasformare il vecchio nel nuovo, o meglio per far emergere il nuovo che esiste in latenza nel vecchio, non si possono tagliare i ponti col passato da un giorno all'altro nè ridurre il tutto ad una questione di aspirazioni e desideri.
    Cavolo mi trovo daccordo con un trozkista eh eh meno male....

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da kortatu Visualizza Messaggio
    Cavolo mi trovo daccordo con un trozkista eh eh meno male....
    Veniamo tutti dalla stessa tradizione e condividiamo i principi fondamentali del marxismo. Se in passato ci sono state differenze tattico-strategiche, che hanno portato a scontri feroci e fiumi di sangue, oggi la situazione è completamente diversa, c'è da ricostruire di sana pianta un partito e rilanciare l'opzione comunista nella società, non da conquistare il mondo. Usciamo tutti da una sconfitta storica epocale e non ha senso insistere sui veleni pregressi.

    E poi ci sono trotskisti e trotskisti così come stalinisti e stalinisti, gente completamente fuori della realtà e compagni coi piedi per terra. E' necessario discriminare.

    Quando conquisteremo il potere, allora ci preoccuperemo delle differenze di vedute...

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    Quando conquisteremo il potere,
    Non vi sono bastate le esperienze fallimentari del passato (URSS in primis)?
    Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
    Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da Gian_Maria Visualizza Messaggio
    Non vi sono bastate le esperienze fallimentari del passato (URSS in primis)?
    ...ma infatti! Molto meglio gli esperimenti vittoriosi del Socialismo Mondiale!

  5. #35
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    Tra una teoria che è stata provata e che ha fallito miseramente e una teoria (scientifica) che non è ancora stata provata, io scelgo la seconda.
    Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
    Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    Sì questo articolo è interessante perche'...
    Interessanti anche le tue argomentazioni...che condivido...

    ...lo sai, vero, Bakunin come risponderebbe?

    Che alla fine, dopo i contagi della rivoluzione...che ha in se' la capacita' di creare dall'azione l'embrione del nuovo ordine...di gettare le fondamenta della nuova societa'...dopo la condivisione inebriante della rivoluzione vittoriosa, c'e' il grosso rischio di arrivare ad un mero e semplice cambio della sovrastruttura autoritaria...

    Io credo che via sia un filo diretto tra dittaura del proletariato e democrazia ma penso che non ci sia una perfetta simmetria e una completa sovrapposizione tra le due...mi piace lasciar passare un po' di liberta' anarchica nell'intercapedine...

    Mi sembra che l'anarchismo sia stato sempre piu' disposto ad avvicinarsi al socialismo marxista ...piu' di quanto quest'ultimo abbia fatto nei confronti dell'anarchismo bakuniano...

    Mi immagino Bakunin (dalla tomba) dire, riferendosi al crollo dell'URSS e all'attuale Rifondazione Comunista (): ve l'avevo detto!

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da EL ROJO Visualizza Messaggio
    Mi immagino Bakunin (dalla tomba) dire, riferendosi al crollo dell'URSS e all'attuale Rifondazione Comunista (): ve l'avevo detto!
    Se è per questo anche Plekhanov, Martov, Kerensky "da destra" oggi direbbero compiaciuti lo stesso...eppure come Marx all'epoca prevalse su Bakunin anche Lenin e i bolscevichi prevalsero nella guida del movimento sui menscevichi, i socialrivoluzionari e i sostenitori della dottrina dei "due tempi".
    Ed è questo che conta, chi si guadagna la direzione ha il diritto-dovere di provare, vincere e sbagliare. L'importante è non mistificare le difficoltà e non spacciare gli errori per grandi successi.

    Tre grandi lezioni che ho imparato da quell'esaltante e tragica esperienza che fu l'Ottobre sono: 1) che la lotta per l'egemonia non di combatte solo nella società ma anche dentro il movimento per conquistarne la direzione (l'esatto opposto della teoria bertinottina della "contaminazione"); 2) che la lotta di classe continua, in maniera ancor più furibonda, dopo la rivoluzione e la vittoria politica del proletariato; 3) che non c'è transizione al comunismo senza rafforzamento della democrazia operaia, senza che gli operai siano messi in condizione di governare l'apparato statale e di vigilare costantemente su color che sono stati eletti dirigenti, tecnici, guardiani.

    Non c'è una fine della storia nè è possibile prevedere, almeno a lunga distanza, il corso degli eventi

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    Se è per questo anche Plekhanov, Martov, Kerensky "da destra" oggi direbbero compiaciuti lo stesso...eppure come Marx all'epoca prevalse su Bakunin anche Lenin e i bolscevichi prevalsero nella guida del movimento sui menscevichi, i socialrivoluzionari e i sostenitori della dottrina dei "due tempi".
    Ed è questo che conta, chi si guadagna la direzione ha il diritto-dovere di provare, vincere e sbagliare. L'importante è non mistificare le difficoltà e non spacciare gli errori per grandi successi.
    Claro compagno...la mia era solo una battuta senza alcuna pretesa di ricognizione dialettica.

    1) che la lotta per l'egemonia non di combatte solo nella società ma anche dentro il movimento per conquistarne la direzione (l'esatto opposto della teoria bertinottina della "contaminazione")
    Su questo mi tengo dei margini di dubbio...mi riprometto di tornarci su'...

    ...soprattutto se penso all'esperienza stalinista...



    2) che la lotta di classe continua, in maniera ancor più furibonda, dopo la rivoluzione e la vittoria politica del proletariato;


    Condivido appieno.

    Ed è evidente che tale lotta diventa piu' importante ed acquista maggior spessore con il passare del tempo...a partire dal dies a quo della rivoluzione vittoriosa...

    I figli, ma ancora di piu' i nipoti della rivoluzione si chiedereanno il perchè.... ... e - tristemente - le alternative capitaliste sono attrattive, tanto piu' se non c'è stata sperimentazione diretta delle ingiustizie correlate...

    ...penso ad alcuni giovani cubani che ho conosciuto a Cuba...

    ...quanto è importante, in questo senso, il concetto di internazionalismo!


    3) che non c'è transizione al comunismo senza rafforzamento della democrazia operaia, senza che gli operai siano messi in condizione di governare l'apparato statale e di vigilare costantemente su color che sono stati eletti dirigenti, tecnici, guardiani.
    Condivido.

    Il fatto che il proletariato governi l'apparato statale è transizione verso il comunismo, non è il comunismo.

    Traslando il ragionamento ad oggi, pero', resta da capire quante volte dovremmo ancora turarci il naso per appoggiare la partecipazione di RC nell'apparato governativo italiano...

    ...io ritengo che, oltre a non essere propedeutica ad un'alternativa comunista, tale esperienza non stia neanche poggiando le fondamenta per un processo di transizione....neppure embrionale!

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    2) che la lotta di classe continua, in maniera ancor più furibonda, dopo la rivoluzione e la vittoria politica del proletariato;
    Per me questo punto è assurdo. Ma forse abbiamo due concezioni diverse di vittoria politica della classe lavoratrice (proletariato) e di rivoluzione (socialista).
    Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
    Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.

  10. #40
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    anche io sono anarchico

    1) In un ipotetico mondo anarchico tutti sono buoni, vivono per il benessere della società e rispettano una sorta di "legge di natura" in quanto le leggi umane sarebbero una restrizione. E' evidente che questo non potrà mai accadere in quanto gli uomini non sono tutti buoni e finirebbe che qualche gruppo o clan prenderebbe il controllo su tutti gli altri.
    scusami ma non è magari il contrario? non è una società organizzata gerarchicamente che si fonda sulla supposta bontà dell'essere umano? io ritengo che l'umanità non è "buona", è umanità. ogni individuo è diverso e può essere egoista, aggressivo, generoso, cordiale a seconda della sua indole e dell'ambiente in cui è vissuto. per questo sono anarchico, perché l'uomo non è "buono" in natura, quindi come si può accettare una struttura gerarchica della società e dell'economia? se l'umano non è buono perché fornirlo di posizioni dalle quali esercitare il potere sugli altri uomini, un potere fisso e stabile come quello statale, armarlo e dare lui la possibilità di esercitare meglio il suo egoismo e la sua aggressività a seconda degli interessi che sono in ballo? in un mondo in cui l'umanità non è buona, ma è umanità, l'unica soluzione per conciliare le diversità e avere ordine senza prevaricazioni è la costruzione di una società anarchica. così la vedo io.. perché distruggendo le strutture del potere cristallizzato, quello statico, quello che usa le polizie, si disarmano i più bassi istinti umani.. si toglie la possibilità di esercitare la violenza costruendo una società orizzontale.

    2) In una società complessa come la nostra come si fa a non avere una direzione generale come lo stato?? esempio pratico: come fai a far funzionare un ospedale? la corrente non ci arriva perchè nessuno a voglia di portari i cavi dalla centrale elettrica, le medicine non ci sono perchè nonostante ci sia una fabbrica che le produce non c'è un organismo che le porti sino a li, i medici se ne vanno quando vogliono perchè non c'è nessuno che li controlla ecc ecc....
    ma sei comunista? perché se lo sei dovresti essere d'accordo con me sul fatto che ogni luogo di lavoro funziona grazie ai lavoratori, non ai principali. se sei ancora convinto che le cose funzionano perché qualcuno fa paura al lavoratore che non avrebbe voglia allora è preoccupante..
    so che il comunismo statalista non ha mai accettato in pieno l'idea di autorganizzazione, ma potevi fare un altro esempio, se non pensi che la gente possa organizzarsi da sola per un processo di produzione che sia esso di beni o servizi, mi preoccupo.. sono cose che hanno sempre funzionato..
    chi credi che mandi avanti il mondo ora, chi sta a dire alla gente di lavorare o chi si fa il culo? e credi che senza il cane da guardia tutto cesserebbe.. sarebbe l'ozio.. mah mi dispiace che tu abbia una visione del mondo di questo tipo.. più che altro più che il comunismo a questa visione si addice di più un corporativismo autarchico.

 

 
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