E’ giusto dar loro atto, hanno sempre guardato avanti.
Non sempre saranno stati simpatici, non sempre saranno stati alleati affidabili, nella Casa delle libertà, ma occorre riconoscere che Fini e Casini hanno sempre saputo guardare in avanti. Sempre.
Lo hanno fatto in momenti cruciali e lo hanno sempre, e più che giustamente, rivendicato con orgoglio.
Guardare in avanti è d’altronde il grande pregio del politico di razza.
Non è che siano uguali, Fini e Casini, ma la capacità di saper guardare al di là del proprio naso non è mai venuta meno, né all’uno né all’altro.
Ancora di recente.
Avvisando l’Amor nostro che non bastava la propaganda, ci voleva la politica, essi hanno di nuovo mostrato di saper vedere la prospettiva, di poter scorgere con vista acuta ciò che stava loro dirimpetto.
Non si può dire, come Gianfranco ieri: “Quella del dialogo è la strada che a Berlusconi avevo già indicato io”, se non si è stati abituati a guardare l’orizzonte.
Non si può dire, come Casini: “Io l’avevo previsto”, se se non si sa guardare avanti, avanti, costantemente ancora avanti.
Anche molto avanti, talora.
Peccato, solo, che nel culo lo si prenda per lo più da dietro.
www.ilfoglio.it del 20 nov 07
saluti




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