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Discussione: Craxi

  1. #11
    European Socialist
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    Citazione Originariamente Scritto da paolida Visualizza Messaggio
    Di Craxi si ritorna a parlare un po' tutti di questi tempi (ieri sera ad una cena il discorso è caduto improvvisamente su di lui e c'era chi oltre alle solite critiche gli rimproverava persino il concordato del 1984...ed erano degli elettori del PD, cioè di un'aggregazione che fa del rapporto con i cattolici la sua bandiera, quindi ci si chiede con che faccia si rimprovera Craxi di non aver fatto abbastanza...) sarebbe interessante capire cos'è, quindi che rimette in gioco Craxi.

    Craxi rappresentò un tentativo (non riuscito) di modernizzare l' Italia, di porre un' alternativa al compromesso storico, fu travolto dalla fine della guerra fredda che rimescolò le carte. La corruzione era/è un sistema capillare che ha pervaso l'Italia in tutti i suoi segmenti; da "mani pulite" si salvarono i comunisti, forse per una decisione "dall'alto" (confindustria, mercati finanziari ?), sicuramente perché Greganti fece l'unica cosa che, in quella situazione, poteva salvare il partito: stette zitto.
    nel PD è presente la generazione che ha deciso le sorti di Craxi e dei socialisti!

    l'implosione del PCI,l'Unità Socialista,il successo alle amministrative (18% nazionale),il crollo di consensi della DC e il ritorno del PSI alla guida del governo minano agli interessi di una classe politica che vorrebbe emergere e annientare la cupola di potere messa in piedi dai Socialisti negli ultimi quindici anni!

    si teme principalmente l'emarginazione,o meglio,la subordinazione degli ex-comunisti al disegno craxiano di Unità Socialista e per la prima volta l'avvenimento di un esecutivo senza democristiani,o per lo meno senza che essi abbiano una rilevanza tale da frenare le riforme socialiste.

    effettivamene il craxismo ha distrutto la stretegia berlingueriana del "compromesso storico" prima,quella di "alternativa democratica" in seguito!

    il PSI mira ai ceti emergenti,ai piccoli-medi imprenditori e alla nascente buisness class italiana (Berlusconi da queste politiche trae i suoi vantaggi).
    negli anni in cui si inizia a parlare di globalizzazione,il PSI imposta un'Italia competitiva in diversi settori come la moda e il design,i quali trovano ampio spazio nei grandi mercati occidentali ed orientali.
    l'export italiano trae vantaggio dalla valutazione della lira e dal suo rinnovato potere d'acquisto,merito dell'abbassamento del tasso d'inflazione causato dal taglio della scala mobile.

  2. #12
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    Compagni socialisti,
    vi domando anticipatamente scusa del fatto che io esponga le mie idee su Craxi all'interno di un forum non "mio": frequento quello dei comunisti, quindi qui chiedo solo ospitalità al fine di poter dire quello che penso di un personaggio (craxi) a suo modo storico.
    Craxi è stato un leader politico di altissimo livello, uno statista di prim'ordine, ma:
    - non era socialista, se non a parole;
    - era un ladro, come molti altri.

    PUNTO 1
    Non era un socialista. E' chiaro che questa mia affermazione deriva da un mio "vizio ideologico": per me i socialisti devono lottare per edificare il Socialismo, attraverso un riformismo avanzato (mentre i comunisti, attraverso la rivoluzione). Io stesso, pertanto, sarei più un socialista che un comunista, ma visto che i socialisti non hanno minimamente intenzione di edificare il Socialismo, sto con i comunisti che (almeno a parole) lo vogliono fare. Craxi di certo non era come Nenni: la differenza di radicalità tra i due è netta. Stesso dicasi pensando a Pertini: un leader riformista, ma ben più a sinistra di Craxi. Questi operò una virata verso il centro, occupando uno spazio che la DC non riusciva a coprire: quello delle strutture economiche emergenti della società italiana. Il PSI divenne il partito degli amministratori delegati, dei piccoli e medi imprenditori, delle partite iva, dei manager rampanti ecc...

    PUNTO 2
    Craxi era un ladro. Ha più volte confessato di aver fatto illeciti, aggiungendo subito che (giustamente) egli non era l'unico, anzi... Il sistema politico era marcio, il PSI era in certe zone d'Italia il partito più marcio, in altre magari toccava ad altri la triste maglia rosa. Nonostante ciò, Craxi è fuggito in Tunisia, evitando di farsi processare. E sui miliardi da lui rubati, ancora poco è stato detto.
    Craxi fu un caprio espiatorio. Ma non fu nè un esule, nè un martire, nè un eroe: fu un latitante.

  3. #13
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    Il vizio di questa discussione, a mio avviso, sta nel semplice fatto di essere stata aperta; ma siccome sono un vizioso vi prendo parte .
    La discussione su Craxi è ormai superata, ed appare chiaro che è una figura che non può essere riabilitata, alle orecchie dell'opinione pubblica è un nome improninciabile dopo più di 15 anni (Repubblica del resto è la maggiore responsabile, dopo Craxi stesso, di questi giudizi). E' probabile che il fatto di non aver vissuto quel clima politico renda un minimo distorte le mie considerazioni, ma tant'è: ero piccolino.

  4. #14
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    IN UN sistema dove la DC riceveva soldi dagli USA, il PCI dall'Urss..il psi li prendeva in Italia.
    Soltanto che è pacifico ritenere che ci fu una decapitazione volontaria da parte della magistratura del PSI-DC. Il PCI ne uscì da verginello, ma come sappiamo dalle ultime vicende, di verginello c'è veramente poco. C'era soltanto che la magistratura era politicizzata, perchè se era giusto colpire PSI-DC era giusto anche colpire il PCI

  5. #15
    European Socialist
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    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Nemo Visualizza Messaggio
    Compagni socialisti,
    vi domando anticipatamente scusa del fatto che io esponga le mie idee su Craxi all'interno di un forum non "mio": frequento quello dei comunisti, quindi qui chiedo solo ospitalità al fine di poter dire quello che penso di un personaggio (craxi) a suo modo storico.
    Craxi è stato un leader politico di altissimo livello, uno statista di prim'ordine, ma:
    - non era socialista, se non a parole;
    - era un ladro, come molti altri.

    PUNTO 1
    Non era un socialista. E' chiaro che questa mia affermazione deriva da un mio "vizio ideologico": per me i socialisti devono lottare per edificare il Socialismo, attraverso un riformismo avanzato (mentre i comunisti, attraverso la rivoluzione). Io stesso, pertanto, sarei più un socialista che un comunista, ma visto che i socialisti non hanno minimamente intenzione di edificare il Socialismo, sto con i comunisti che (almeno a parole) lo vogliono fare. Craxi di certo non era come Nenni: la differenza di radicalità tra i due è netta. Stesso dicasi pensando a Pertini: un leader riformista, ma ben più a sinistra di Craxi. Questi operò una virata verso il centro, occupando uno spazio che la DC non riusciva a coprire: quello delle strutture economiche emergenti della società italiana. Il PSI divenne il partito degli amministratori delegati, dei piccoli e medi imprenditori, delle partite iva, dei manager rampanti ecc...

    PUNTO 2
    Craxi era un ladro. Ha più volte confessato di aver fatto illeciti, aggiungendo subito che (giustamente) egli non era l'unico, anzi... Il sistema politico era marcio, il PSI era in certe zone d'Italia il partito più marcio, in altre magari toccava ad altri la triste maglia rosa. Nonostante ciò, Craxi è fuggito in Tunisia, evitando di farsi processare. E sui miliardi da lui rubati, ancora poco è stato detto.
    Craxi fu un caprio espiatorio. Ma non fu nè un esule, nè un martire, nè un eroe: fu un latitante.
    non ti devi scusare di nulla.
    è un forum ed è fatto per dialogare.
    la sezione non rende illegittime le tue affermazioni!
    ...magari le rende discutibili...

    Craxi è stato socialista,ma non marxista.
    il suo Socialismo proviene dalla tradizione liberalsocialista e socialdemocratica.
    l'impegno umano e intellettuale di Rosselli,Turati e Proudhon infatti prendono il posto di Marx all'interno del manifesto del PSI durante il Congresso di Livorno nel '78,nel quale Craxi espone il suo "Vangelo Socialista" e detta le linee di un Socialismo italiano rinato e di una Sinistra moderna.
    è esattamente quello che accade al SPD nel '59 a Bad Godesberg,oppure al PSOE di Gonzalez nel '79.
    lentamente il "nuovo corso" costituisce le fondamenta del moderno Socialismo Europeo,prima nel Mediterraneo (Craxi,Papandreou,Gonzalez),in seguito invade anche l'Europa centrale e settentrionale,già con secolare tendenza socialdemocratica,riflettendosi nel modello di Blair,Rasmussen e Schroeder.

    affermare che il cammino intrapreso in quegli anni non sia socialista mi sembra azzardato,oltre che sciocco.
    Socialismo non è la socializzazione delle terre,la dittatura del proletariato e la proprietà statale dei mezzi di produzione!
    nemmeno Rosselli ci credeva,tanto meno un percorso simile non sarebbe auspicabile all'interno di una moderna democrazia e di una società civile!

    "né la socializzazione,né il proletariato al potere e neppure la materiale uguaglianza,bensì lo sforzo progressivo di assicurare a tutti gli esseri umani una eguale possibilità di vivere la vita che solo è degna di questo nome, - sottraendoli alla schiavitù della materia e dei materiali bisogni che ancora dominano il maggiore numero - e con la possibilità di svolgere la loro personalità in una continua lotta di perfezionamento conto gli istinti primitivi e bestiali e contro le corruzioni di una civiltà troppo preda del denaro,del successo e del demonio" (Carlo Rosselli)

    "il Socialismo è Liberalismo in Azione" (Carlo Rosselli)

    "il Socialismo è Rivoluzione Morale" (Carlo Rosselli)

    dalle sue parole si evince la severa condanna al Materialismo sul quale si fonda il Marxismo.
    Rosselli è convinto che la società debba cambiare attraverso pari diritti e pari possibilità,di fronte all'eguale riconoscimento dei diritti di tutti gli esseri umani di fronte allo Stato,ma senza che esso imponga limiti alla libertà di perseguire determinati obiettivi con lo scopo di equiparare forzosamente le coscienze dei Singoli.
    i suoi insegnamenti si sintetizzano nel motto "Giustizia e Libertà",gli elementi chiave per fondare una società democratica,libera e civile.
    questo modello di società è il Socialismo,non la società descritta da Il Manifesto!

    Craxi è un vero socialista proprio nel rivendicare questo assetto ideologico.
    ma pure Nenni e Pertini l'hanno pensata allo stesso modo!

    per i socialisti il Socialismo è una democrazia sociale sul modello della Svezia e della Spagna attuale.
    riconoscimento dei diritti civili,laicità dello stato,assistenzialismo,pari diritti e pari dignità di fronte allo stato,libertà individuali e giustizia sociale.
    niente socializzazione delle terre,annientamento della borghesia e del clero e quant'altro!

    è naturale che la politica economica e l'elettorato interessato hanno a che vedere con fattori non ideologici.
    il PSI è un partito interclassista che durante la segreteria Craxi si apre alle esigenze dei ceti emergenti,non rappresentati altrove.
    allo stesso tempo insiste sugli operai e sui sindacati,sulla piccola-media imprenditoria ed il settore terziario.
    già dagli inizi del Novecento il PSI non è mai stato un partito di soli operai,infatti ha sempre cercato di rappresentare le istanze della "work-class in action",non a caso lo Statuto dei Lavoratori è farina del nostro sacco.
    in tutta Europa le sinistre rappresentano queste categorie sociali,basti pensare alla Spagna di Zapatero in merito all'edilizia.

    sugli illeciti: nessuno nega il marcio del Sistema.
    ricordiamo però che il marcio esisteva pure nella DC e nel PCI.
    fra scandali legati alla Lockheed Corp. e il clientelismo delle coop rosse oppure ai finanziamenti illeciti del PCUS,mi sembra doveroso per coerenza riconoscere i limiti di una certa critica verso i socialisti!
    Craxi fu un ladro,ma Andreotti e Berlinguer non furono nemmeno dei politici "puliti",come non lo sono adesso D'Alema,Bassolino e Berlusconi!
    non voglio assolutamente giustificare una certa condotta,ma è lecito non ammassare le responsabilità su di un capro espiatorio.
    Gonzalez per le stesse accuse è stato multato dalla giustizia spagnola,mentre in Italia Craxi ha subito una "persecuzione politica",come la corte europea ha deliberato.

    l'ipocrisia del popolo è ricordare Craxi ladro e latitante nella più completa miopia nel riconoscere la CRIMINALITA' di quello che accade oggi purtroppo in Campania riguardo alla spazzatura,o in Sicilia con Cuffaro e Cosa Nostra,oppure ancora con un presidente del consiglio che si fa le leggi per sfuggire alla giustizia!

    "chi è senza peccato scagli la prima pietra"...

    le pietre-monetine furono scagliate lo stesso...

  6. #16
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    Craxi era uno di quei politici a capire che Libertà significa emancipazione di ogni singolo uomo

    Tre aspetti negativi:

    Craxi doveva competere anche finanziariamente con Comunisti e Democristiani, diede vita ad un sistema inaccettabile.

    Si circondava di personaggi disgustosi, malati di mente e difettati.

    Finanziava Arafat e la sua politica terroristica

    Tre aspetti positivi:

    La sua politica non era autoreferenziale, riusciva a far capire agli italiani la sua idea di paese e lo dimostrò quando vinse il referendum sulla scala mobile

    Voleva far camminare l'Italia sulle sue proprie gambe (sulla sua unica gamba, lo stivale XD) e ci stava riuscendo

    Capì che l'economia di quegli anni era soprattutto una serie di convenzioni e non di fatti, la sua gestione del debito pubblico fu brillante e ci fece entrare nel G7

  7. #17
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    Caro Demi Romeo,
    capisco le tue posizioni, e non voglio certo provare a farti cambiare idea, anche perchè se avessimo la stessa idea... STAREMMO NELLO STESSO PARTITO!

    Su 3 cose non sono d'accordo con te:
    1) Se leggi molti scritti di Nenni e li confronti con Craxi, ti renderai conto che Nenni, rispetto al Bettino, è un rivoluzionario bolscevico! O meglio: Craxi, rispetto a Nenni, era un democristiano! Quando dici che il PSI è un partito interclassista, dici - ahimè - il vero: ma il socialismo di Nenni, e prima ancora di Turati e Matteotti, non ha mai rinnegato la propria matrice classista!

    2) Rosselli: tu lo definisci socialista, eppure egli non militava nel PSI, bensì in Giustizia e Libertà, movimento LIBERALsocialista, che poi divenne Partito d'Azione (cosa diversa dal PSI). Quindi Rosselli può essere un riferimento SOLO per una visione liberale ed idealistica della politica: il Socialismo, anche quello non marxista, va parecchio OLTRE la visione rosselliana.

    3) Il marcio della Prima Repubblica. Che la DC ed anche il PCI avessero parecchi intrallazzi, è fuori di dubbio. Su Berlinguer non sono d'accordo: credo sia ormai risaputo che "l'uomo di Mosca" all'interno del PCI fosse Cossutta, il quale prendeva finanziamenti dal PCUS all'insaputa di Berlinguer, che inoltre stava realizzando una politica che Mosca non approvava.
    Che Craxi fosse un latitante non è polemica: è la dicitura per chi evita di farsi processare e che, se è condannato, scappa all'estero o si rende irreperibile. Se Craxi si fosse fatto processare, la sua posizione sarebbe stata difendibile. Vedi Andreotti: condannato per mafia fino al 1980 e prescritto. Si è fatto processare (ed io so bene che probabilmente non ha avuto una condanna giusta), ma non è scappato. Craxi invece si. E cosa abbia fatto coi miliardi ancora non si sa.

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Sajeva Visualizza Messaggio
    Craxi era uno di quei politici a capire che Libertà significa emancipazione di ogni singolo uomo

    Tre aspetti negativi:

    Craxi doveva competere anche finanziariamente con Comunisti e Democristiani, diede vita ad un sistema inaccettabile.

    Si circondava di personaggi disgustosi, malati di mente e difettati.

    Finanziava Arafat e la sua politica terroristica

    Tre aspetti positivi:

    La sua politica non era autoreferenziale, riusciva a far capire agli italiani la sua idea di paese e lo dimostrò quando vinse il referendum sulla scala mobile

    Voleva far camminare l'Italia sulle sue proprie gambe (sulla sua unica gamba, lo stivale XD) e ci stava riuscendo

    Capì che l'economia di quegli anni era soprattutto una serie di convenzioni e non di fatti, la sua gestione del debito pubblico fu brillante e ci fece entrare nel G7
    in merito ai personaggi che lo circondarono,non sono totalmente d'accordo.
    non facciamo di tutta l'erba un fascio!

    l'ultimo PSI includeva fra i suoi tesserati il più alto numero di laureati e specialisti rispetto agli altri partiti.

    Craxi ha sempre auspicato ad una visione tecnocratica,di fatti si è da subito circondato di noti intellettuali su diversi campi.
    tra le fila del PSI e successivamente del governo vi sono stati sindacalisti (Benvenuto e Del Turco,perfino l'appoggio personale di Lama della CGIL),giuslavoristi (Biagi e Giugni),costituzionalisti (Amato),amministratori (Craxi stesso),economisti (Forte e Tarantelli).

    il mix di queste personalità e delle loro idee ha dato vita al rinato modello eurosocialista,entrato in crisi anni prima a causa del crollo del Welfare State tedesco e scandinavo!

    la feccia è stato il clientelismo,che è ben altra cosa dal team di giovani specialisti,i quali hanno dimostrato di saper svolgere il compito a loro affidato in modo magistrale e a servizio del Paese.
    Giugni si è preso tre pallottole dalle BR per aver concepito il taglio della scala mobile,provvedimento però che ha dato i frutti sperati e basti pensare ai privilegi sul potere d'acquisto della lira e i vantaggi dell'import-export del made in italy!
    Giugni è sopravvissuto ma due anni dopo le BR hanno fatto fuori Tarantelli a causa dello stesso provvedimento!
    Biagi ha pagato anche un costo altissimo per aver ideato il primo disegno di flex-security italiana.

    prima di dire che Craxi fosse circondato da malavitosi,ci terrei a precisare il sacrificio umano ed intellettuale di questi grandi studiosi socialisti che hanno dato nuova linfa vitale al PSI e ai governi Craxi.

    riguardo ad Arafat,non ci sono prove che abbia finanziato l'OLP.
    Bettino l'ha sostenuta ritenendo legittima la propria lotta per la liberazione dei territori occupati da Israele dopo la guerra dei sei giorni...territori non previsti dall'ONU,che tra l'altro nel suo statuto afferma di riconoscere il diritto di autodeterminazione delle nazioni come quella palestinese.
    ma Craxi ha esplicitamente affermato di essere contrario alla lotta armata,bensì al negoziato fra le Parti per restituire la Pace nel mediterraneo e nel medio oriente!

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Nemo Visualizza Messaggio
    Caro Demi Romeo,
    capisco le tue posizioni, e non voglio certo provare a farti cambiare idea, anche perchè se avessimo la stessa idea... STAREMMO NELLO STESSO PARTITO!

    Su 3 cose non sono d'accordo con te:
    1) Se leggi molti scritti di Nenni e li confronti con Craxi, ti renderai conto che Nenni, rispetto al Bettino, è un rivoluzionario bolscevico! O meglio: Craxi, rispetto a Nenni, era un democristiano! Quando dici che il PSI è un partito interclassista, dici - ahimè - il vero: ma il socialismo di Nenni, e prima ancora di Turati e Matteotti, non ha mai rinnegato la propria matrice classista!

    2) Rosselli: tu lo definisci socialista, eppure egli non militava nel PSI, bensì in Giustizia e Libertà, movimento LIBERALsocialista, che poi divenne Partito d'Azione (cosa diversa dal PSI). Quindi Rosselli può essere un riferimento SOLO per una visione liberale ed idealistica della politica: il Socialismo, anche quello non marxista, va parecchio OLTRE la visione rosselliana.

    3) Il marcio della Prima Repubblica. Che la DC ed anche il PCI avessero parecchi intrallazzi, è fuori di dubbio. Su Berlinguer non sono d'accordo: credo sia ormai risaputo che "l'uomo di Mosca" all'interno del PCI fosse Cossutta, il quale prendeva finanziamenti dal PCUS all'insaputa di Berlinguer, che inoltre stava realizzando una politica che Mosca non approvava.
    Che Craxi fosse un latitante non è polemica: è la dicitura per chi evita di farsi processare e che, se è condannato, scappa all'estero o si rende irreperibile. Se Craxi si fosse fatto processare, la sua posizione sarebbe stata difendibile. Vedi Andreotti: condannato per mafia fino al 1980 e prescritto. Si è fatto processare (ed io so bene che probabilmente non ha avuto una condanna giusta), ma non è scappato. Craxi invece si. E cosa abbia fatto coi miliardi ancora non si sa.
    dunque:
    1. Nenni è stato un massimalista,ma in gioventù e in un contesto del tutto differente dall'epoca di Craxi e della sua generazione.
    il Nenni del dopo-56 è un Nenni diverso da quello del periodo fascista e della Resistenza.
    il contesto nazionale ed internazionale,l'evoluzione dei regimi socialdemocratici e il ruolo prefissato al PSI nella politica italiana hanno costituito nel suo pensiero la prima forma,ancora in incubazione,di Riformismo ed Autonomismo del PSI.
    di fatti Nenni,poco prima di morire,non ha mai ritenuto erronea la via intrapresa da Craxi dal Congresso di Livorno nel '78.
    forse non a caso Craxi è stato il delfino di Nenni e il maggiore esponente della corrente nenniana-autonomista.
    perciò dobbiamo affrontare il pensiero di Nenni secondo chiavi di lettura differenti rispetto ai periodi storici,certamente molto travagliati nel corso del Novecento!

    2. il PSI non esisteva,come non esisteva più il PCdI.
    però Rosselli immediatamente prima dell'avvenimento del Fascismo militava nel PSI (poi PSU),proprio nella corrente di Salvemini,dal quale ebbe ispirazione la sua convinzione di Socialismo Liberale.
    Giustizia E Libertà nasce durante la Resistenza e ha compito di propaganda contro il regime di Mussolini e di lotta alle dittature.
    Rosselli è morto nel '37,perciò non conosciamo la sua posizione politica.
    il Partito d'Azione è il primo partito liberalsocialista,mentre il PSIUP/PSI del dopoguerra è ancora legato al massimalismo (la corrente di Saragat si scinde per questo motivo,dando vita al PSDI).
    in ogni modo,dopo il '56,il PSI si è evoluto sul modello riformista e socialdemocratico,fino a rivendicare chiaramente Rosselli e Turati con Craxi.
    molti azionisti sono confluiti nel tempo nel PSI.

    3. dubito che Berlinguer,segretario del partito,fosse all'oscuro dei bilanci del suo partito!

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da danny78 Visualizza Messaggio
    Salve amici socialisti,

    Francamente pur condividendo alcune sue scelte non riesco a digerirlo. Secondo me è stato il principale responsabile della degenerazione politica italiana. E' responsabile della crescita esponenziale del debito pubblico nonchè il "creatore" dell'immenso impero Berlusconiano, usato come braccio mediatico per il PSI. Non parliamo poi del sistema-tangenti. E non capisco perche persone come Manfr, che stimo in modo particolare, riescono a condividerne l'operato.

    E' pacifico che poi i bilanci dei governi Craxi siano stati condivisi anche dal PCI; che il leader socialista non governava da solo, che insomma ci sono tante altre responsabilità in gioco però....

    Io parto da un presupposto, anche Mussolini e forse Berlusconi hanno fatto qualcosa di positivo per il loro paese, sta di fatto però che il primo era un dittatore, il secondo un populista pronto a tutto pur di fare i suo interessi. Ecco, io colloco Craxi tra questi due personaggi, un uomo pieno di se e pronto ad usare ogni mezzo per attuare i suoi "piani". Come si possa stimare non lo capisco.

    Voi, potete spiegarmelo? chissà che non riesca a capire un po meglio questa figura tanto amata da alcuni, tanto detestata da altri (me compreso).
    Non posso che condividere le tue parole...

 

 
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