



06.01.07 Fonte: http://cordis.europa.eu/
La Francia si prepara a costruire il reattore nucleare di quarta generazione
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Il presidente francese Jacques Chirac ha ribadito l'obiettivo del suo paese di realizzare un reattore nucleare di quarta generazione entro il 2020. Tali dichiarazioni sono state espresse nel corso di una recente riunione di ministri del governo francese, durante la quale è stato presentato un piano di ricerca per la costruzione del reattore.
Chirac ha ribadito l'importanza di rafforzare il settore nazionale dell'energia nucleare, soprattutto in considerazione degli attuali aumenti del prezzo del petrolio e del gas e della minaccia del riscaldamento terrestre. «Un reattore nucleare di quarta generazione creerebbe più energia, meno scorie e sarebbe anche più sicuro», ha dichiarato.
Il presidente Chirac è intervenuto in una riunione dei ministri tenutasi il 20 dicembre. Nelle fasi iniziali del progetto saranno analizzati aspetti quali la ricerca sui materiali, il combustibile, il funzionamento, le ispezioni durante il servizio e la manutenzione, nonché le strutture per il ritrattamento del combustibile irradiato dal reattore proposto.
Il governo francese afferma che entro il 2012 sarà in grado di decidere in merito al tipo di tecnologia da utilizzare per la costruzione del reattore.
La decisione di realizzare il reattore era stata annunciata per la prima volta dal presidente francese all'inizio del 2006. Scopo del reattore sarebbe soddisfare il fabbisogno energetico a medio termine della Francia.
È inoltre in programma il completamento di altri progetti nel campo dell'energia in cui la Francia sta svolgendo un ruolo essenziale, tra cui lo European Pressurised Water Reactor (EPR, reattore europeo ad acqua pressurizzata) di terza generazione, che dovrà sostituire i 58 reattori delle 19 centrali atomiche francesi. La Francia contribuirà inoltre a ITER, il reattore sperimentale termonucleare internazionale, il cui obiettivo è riuscire a sfruttare l'energia solare entro la fine del secolo.
La preparazione del progetto sarà presumibilmente agevolata dall'adesione della Francia al Forum internazionale Generazione IV (GIF, Generation IV International Forum), una piattaforma per la cooperazione internazionale nel campo della ricerca istituita nel gennaio 2000 su iniziativa del ministero statunitense dell'Energia. Il forum studierà concetti innovativi di sistemi nucleari, al fine di affrontare le sfide energetiche del futuro.
I sistemi energetici nucleari di quarta generazione sono rappresentati da una gamma di tecnologie di reattori nucleari che potrebbero essere applicate entro il 2030. Mentre la prima e seconda generazione di reattori rispondevano all'esigenza di una produzione intensiva di energia a bassi costi e a livelli accettabili di sicurezza, la terza generazione, sviluppata dopo gli incidenti di Three Mile Island e Chernobyl, si è concentrata su livelli di sicurezza ancora più elevati.
Benché i progetti esistenti forniscano un approvvigionamento affidabile di energia elettrica in molti mercati, i sostenitori della quarta generazione affermano che la sua applicazione determinerà miglioramenti significativi in termini di economa, sicurezza, affidabilità e sostenibilità.
La Francia è il maggiore produttore di energia nucleare in Europa, avendo realizzato decine di reattori dopo le crisi petrolifere degli anni Settanta. Circa il 78% dell'elettricità del paese è fornito dall'energia nucleare. Il paese è inoltre uno degli esportatori netti di elettricità e di tecnologia nucleare più importanti del mondo.


Tratto da www.wikipedia.it
Eolico off-shore
Con l'espressione eolico off-shore si intendono gli impianti installati ad alcune miglia dalla costa di mari o laghi, per meglio utilizzare la forte esposizione alle correnti di queste zone.
In questo senso, la Spagna ha avviato uno studio di fattibilità della durata di un anno sull'intero territorio nazionale, per determinare le aree maggiormente ventilate e con continuità, e quindi i siti candidati all'installazione di centrali di taglia medio-grande.[4] La Spagna ha esteso le misurazioni mediante centraline fisse e mobili anche a tutta la costa, oltre che a zone collinari e di montagna, scegliendo di battere la strada dell'eolico off-shore.
Dopo aver diffuso microimpianti nelle singole abitazioni, e un decentramento energetico, ora punta a realizzare pochi impianti centralizzati per la produzione di alcuni gigawatt ciascuno.
Ad Havsui, in Norvegia, sorgerà il più grande impianto eolico al mondo, che dovrà fornire 1,5 Gigawatt di potenza elettrica. Si tratta di un eolico off-shore.[5]
Il governo Inglese sembra intenzionato a presentare un progetto per realizzare un'estesa serie di generatori off-shore in grado entro il 2020 di produrre abbastanza corrente elettrica da alimentare le utenze domestiche del Regno Unito. Il piano prevede impianti per 20 GWatt che si aggiungeranno agli 8 GWatt di impianti già deliberati.[6]
Beatrice : Off-shore 5M Wind Turbine Premier
Installata al largo della Scozia “Beatrice”: è la più potente turbina eolica del mondo. Costata 41 milioni di euro, è la prima fase di un progetto europeo per realizzare una maxi-centrale. Beatrice è installata nel mare del Nord, al largo della costa scozzese, dove il vento è forte e costante: reggerà alle onde più devastanti e dalla costa il suo impatto visivo e d’inquinamento acustico è minimo. [7]
Il nome in codice del progetto è infatti DOWNVIND, che sta per Distant Offshore Windfarms with No Visual Impact in Deepwater (centrale eolica distante dalla costa in acque profonde e senza impatto visivo).
Parchi eolici off-shore galleggianti
Le turbine offshore flottanti potranno essere installate anche nei siti marini molto profondi. Imitando la tecnologia delle piattaforme petrolifere, le turbine eoliche galleggianti vengono installate in mare aperto e sfruttano i venti costieri. Il progetto usa un sistema di ancoraggio a tre punti (cavi in acciaio ancorati al fondale), simile a quello utilizzato nelle piattaforme petrolifere[8]. Al momento Hydro, società norvegese che opera nel settore energia, sta lavorando per collocare un prototipo di questa turbina vicino Karmøy, un’isola a sud est della Norvegia ed eventualmente vicino ad una installazione petrolifera con l’obiettivo di rifornirla di energia rinnovabile.






Sicuro , ma quello che volevo farti notare è che l'ambientalismo tanto sbandierato dalla SA è una pagliacciata gigante .
Vogliamo scommettere che ha rotto i coglioni solo ed unicamente perchè nessuno voleva allungargli la mazzetta ?
La loro sparizione dalla scena politica italica è il più grosso regalo che potevamo chiedere all'ultima tornata elettorale .
Tutto il resto , anche se mi piace poco , è comunque tutto di guadagnato.






Altro articolo tendenzioso sul nucleare e sull'eolico... anche qui si mette la testa sotto la sabbia e:
1) non si dice che negli USA ci sono vaste zone territoriale dove l'eolico, come in altre aree europee, è ampiamente sfruttabile, e lo è da sempre
2) si fa il confronto con la potenza installata anno per anno e non su dati assoluti


UN ARTICOLO RIDICOLO E FAZIOSISSIMO !!
Rileva un trend di aumento della potenza delle centrali eoliche installate rispetto quelle Nucleari e ne esce con un titolone "L'EOLICO SUPERA IL NUCLEARE". Cosa falsissima. Inutile dire che Repubblica ha iniziato una campagna anti-nucleare.
Assolutamente ridicolo.