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Discussione: NUCLEARE. Si parte.

  1. #471
    Ex ore tuo te judico
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    Citazione Originariamente Scritto da Boba Fett Visualizza Messaggio
    ...Altra affermazione discutibilissima e superficiale, anzitutto perché la finestra relativa alle riserve CERTE parla di almeno 50 anni, senza contare che il costo della materia prima incide molto poco sul costo del kWh per il nucleare (a differenza delle altre fonti). Poi si attende la svolta tecnologica dei reattori autofertilizzanti che permetterebbero di produrre la stessa elettricità con una frazione del materiale fissile, allungando conseguentemente la durata delle riserve.
    1. Molte fonti parlano di non più di 30 anni. Poi buttiamo tutto al macero?
    2. Infatti io attenderei le centrali di quarta generazione, considerando però che la prima sperimentale è quella in costruzione in Finlandia.
    Ho sempre ritenuto il problema scorie ampiamente sovradimensionato, però su questo punto posso quantomento comprendere le perplessità.
    A me non sembra assolutamente sovradimensionato il problema delle scorie. Ho visto un servizio che mostrava i depositi di scorie in Francia, come erano costruiti, manutenzionati e controllati. Averne anche uno solo così in Italia mi farebbe venire gli incubi, sia per mancanza di fiducia nei nostri politici, che dovrebbero spendere miliardi di euro (che non abbiamo) per costruirlo, sia per chi dovrebbe sorvegliarlo. Immagino che se succedesse qualcosa durante una partita dei mondiali...

    Inoltre è difficile sottovalutare problemi di questa portata:
    Si osservi che:
    - la radiotossicità del combustibile esausto decresce nel tempo e pareggia quella dell’uranio inizialmente caricato nel reattore solo dopo 250.000 anni;
    -il contributo maggiore alla pericolosità delle scorie è dato dal plutonio: l’80% dopo 300 anni, il 90 % dopo 500 anni;
    - dopo il plutonio i maggiori contributori sono gli attinidi minori (nettunio, americio e curio), che contribuiscono per un ordine di grandezza meno del plutonio ma circa mille volte più dei prodotti di fissione;
    - gli attinidi rappresentano dunque il maggiore pericolo potenziale delle scorie nucleari; tuttavia bisogna tener conto anche di alcuni prodotti di fissione quali alcuni isotopi dello iodio, del tecnezio e del cesio, data la loro maggiore mobilità nella biosfera e la loro maggiore affinità biologica (vie di ritorno per l’uomo).

    Dato che le scorie radioattive, al contrario dei rifiuti convenzionali, decadono nel tempo, si osserva che i prodotti di fissione sono pericolosi per circa 300 anni, gli attinidi minori per circa 10.000, il plutonio per circa 250.000...
    http://www.zonanucleare.com/scienza/scorie_nucleari.htm
    Pensare a depositi che siano affidabili per migliaia di anni personalmente mi mette i brividi. A meno di non dire che "saranno cavoli dei nostri pronipoti"

  2. #472
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    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    Non ho capito una cosa.
    Per quale motivo, mentre tutti i paesi occidentali si buttano per il futuro su eolico(soprattutto), solare ed altre energie alternative, Berlusconi e company preferiscono cominciare tutto daccapo (sprecando quindi più risorse degli altri) per tornare al nucleare? Quali sarebbero i siti scelti per le scorie? Non sarebbe meglio definire prima tali siti visto che le scorie nucleari, vecchie di 20 anni, vengono ancora spedite in Francia?
    è una idea ricorrente del b.

    5 anni fa tentò il colpo di mano Scanzano, in Basilicata...con mister Jean, amico di Cossiga.
    Era previsto un super sito sotterraneo...si sa come è andata a finire.

    Prima di partire occorrerebbe avere almeno un sito di stoccaggio delle scorie..

  3. #473
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    Ma tranquilli, niente scorie radioattive, una pietra qui, una pietra la', un po' di servizi televisivi e taglio di nastri e un bel po' di trasferimenti in C/C sicuri alle Cayman

    Abbiate Fede....
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  4. #474
    maat.it/livello2/catone-1.htm
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    Boom dell'eolico. Dite a Scajola che in USA...

    Tratto dal sito www.repubblica.it


    Nel 2007 tutti e due i dati a favore del vento. E tra il 2008 e il 2012
    la produzione effettiva sarà di due volte e mezza superiore
    Nuovi impianti ed energia prodotta
    L'eolico ha sorpassato il nucleare


    Negli Stati Uniti, il 30 per cento della potenza installata viene dall'eolico
    In attesa dei reattori di quarta generazione il contributo dell'atomo scenderà
    di ANTONIO CIANCIULLO





    ROMA - Il 2007 è stato l'anno del sorpasso: a livello globale, dal punto di vista dei nuovi impianti, l'eolico ha battuto il nucleare. L'anno scorso sono stati installati 20 mila megawatt di eolico contro 1,9 megawatt di energia prodotta dall'atomo. E' un trend consolidato da anni e destinato, secondo le previsioni, a diventare ancora più netto nei prossimo quinquennio. Ma non basta. Per la prima volta l'eolico ha vinto la gara anche dal punto di vista dell'energia effettivamente prodotta. I due dati non coincidono perché le pale eoliche funzionano durante l'anno per un numero di ore inferiore a quello di impianto nucleare e dunque, a parità di potenza, producono meno elettricità.

    GUARDA LA TABELLA

    "La novità è che, anche tenendo conto di questo differenziale di uso, nel 2007 l'eolico ha prodotto più elettricità del nucleare", spiega Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club. "E gli impianti eolici che verranno costruiti nel periodo 2008 - 2012, quello che chiude la prima fase degli accordi del protocollo di Kyoto, produrranno una quantità di elettricità pari a due volte e mezza quella del nuovo nucleare. Se poi nel conto mettiamo anche il solare fotovoltaico e termico possiamo dire che, tra il 2008 e il 2012, il contributo di queste fonti rinnovabili alla diminuzione delle emissioni serra sarà almeno 4 volte superiore al contributo netto prodotto dalle centrali nucleari costruite nello stesso periodo".

    La tendenza è consolidata anche dal risveglio del gigante americano. Il 30 per cento di tutta la potenza elettrica installata durante il 2007 negli Usa viene dal vento e il dipartimento federale dell'energia prevede che entro il 2030 l'eolico raggiunga negli States una quota pari al 20 per cento dell'elettricità creando un'industria che, con l'indotto, darà lavoro a mezzo milione di persone. E' un dato in linea con l'andamento di paesi europei come la Danimarca (21 per cento di elettricità dall'eolico), la Spagna (12 per cento), il Portogallo (9 per cento), la Germania (7 per cento).

    Nonostante le scelte dell'amministrazione Bush, che ha incentivato con fondi pubblici la costruzione di impianti nucleari, negli Stati Uniti l'energia dall'atomo resta invece ferma, sia pure a un considerevole livello, da trent'anni: l'ultimo ordine per una nuova centrale risale al 1978. Nell'aprile scorso sono stati annunciati impegni per 38 nuovi reattori nucleari, ma è molto probabile che il numero scenda drasticamente, come già è avvenuto in passato, nel momento in cui si passa alla fase dei conti operativi: le incertezze legate ai costi dello smaltimento delle scorie, ai tempi di realizzazione e allo smantellamento delle centrali a fine vita hanno rallentato la corsa dell'atomo.

    In attesa della quarta generazione di reattori nucleari, che però deve ancora superare scogli teorici non trascurabili e non sarà pronta prima del 2030, le stime ufficiali prevedono una diminuzione del peso del nucleare nel mondo. La Iea (International Energy Agency) calcola che nel 2030 la quota di elettricità proveniente dall'atomo si ridurrà dall'attuale 16 per cento (è il 6 per cento dal punto di vista dell'energia totale) al 9-12 per cento.

    (23 maggio 2008)

  5. #475
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  6. #476
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    Citazione Originariamente Scritto da Cato censor Visualizza Messaggio
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    Nel 2007 tutti e due i dati a favore del vento. E tra il 2008 e il 2012
    la produzione effettiva sarà di due volte e mezza superiore
    Nuovi impianti ed energia prodotta
    L'eolico ha sorpassato il nucleare


    Negli Stati Uniti, il 30 per cento della potenza installata viene dall'eolico
    In attesa dei reattori di quarta generazione il contributo dell'atomo scenderà
    di ANTONIO CIANCIULLO




    ROMA - Il 2007 è stato l'anno del sorpasso: a livello globale, dal punto di vista dei nuovi impianti, l'eolico ha battuto il nucleare. L'anno scorso sono stati installati 20 mila megawatt di eolico contro 1,9 megawatt di energia prodotta dall'atomo. E' un trend consolidato da anni e destinato, secondo le previsioni, a diventare ancora più netto nei prossimo quinquennio. Ma non basta. Per la prima volta l'eolico ha vinto la gara anche dal punto di vista dell'energia effettivamente prodotta. I due dati non coincidono perché le pale eoliche funzionano durante l'anno per un numero di ore inferiore a quello di impianto nucleare e dunque, a parità di potenza, producono meno elettricità.

    GUARDA LA TABELLA

    "La novità è che, anche tenendo conto di questo differenziale di uso, nel 2007 l'eolico ha prodotto più elettricità del nucleare", spiega Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club. "E gli impianti eolici che verranno costruiti nel periodo 2008 - 2012, quello che chiude la prima fase degli accordi del protocollo di Kyoto, produrranno una quantità di elettricità pari a due volte e mezza quella del nuovo nucleare. Se poi nel conto mettiamo anche il solare fotovoltaico e termico possiamo dire che, tra il 2008 e il 2012, il contributo di queste fonti rinnovabili alla diminuzione delle emissioni serra sarà almeno 4 volte superiore al contributo netto prodotto dalle centrali nucleari costruite nello stesso periodo".

    La tendenza è consolidata anche dal risveglio del gigante americano. Il 30 per cento di tutta la potenza elettrica installata durante il 2007 negli Usa viene dal vento e il dipartimento federale dell'energia prevede che entro il 2030 l'eolico raggiunga negli States una quota pari al 20 per cento dell'elettricità creando un'industria che, con l'indotto, darà lavoro a mezzo milione di persone. E' un dato in linea con l'andamento di paesi europei come la Danimarca (21 per cento di elettricità dall'eolico), la Spagna (12 per cento), il Portogallo (9 per cento), la Germania (7 per cento).

    Nonostante le scelte dell'amministrazione Bush, che ha incentivato con fondi pubblici la costruzione di impianti nucleari, negli Stati Uniti l'energia dall'atomo resta invece ferma, sia pure a un considerevole livello, da trent'anni: l'ultimo ordine per una nuova centrale risale al 1978. Nell'aprile scorso sono stati annunciati impegni per 38 nuovi reattori nucleari, ma è molto probabile che il numero scenda drasticamente, come già è avvenuto in passato, nel momento in cui si passa alla fase dei conti operativi: le incertezze legate ai costi dello smaltimento delle scorie, ai tempi di realizzazione e allo smantellamento delle centrali a fine vita hanno rallentato la corsa dell'atomo.

    In attesa della quarta generazione di reattori nucleari, che però deve ancora superare scogli teorici non trascurabili e non sarà pronta prima del 2030, le stime ufficiali prevedono una diminuzione del peso del nucleare nel mondo. La Iea (International Energy Agency) calcola che nel 2030 la quota di elettricità proveniente dall'atomo si ridurrà dall'attuale 16 per cento (è il 6 per cento dal punto di vista dell'energia totale) al 9-12 per cento.

    (23 maggio 2008)
    E pensare che il Presidente destrorso della regione Molise ha rifiutato l'eolico nella sua regione; chissà se riuscirebbero a convincerlo a prendersi un pò di scorie nucleari o al limite a dare un sito per la costruzione di una centrale atomica.

  7. #477
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    Vogliamo parlare delle estensioni negli USA dove installare questi generatori?

    Magari puoi chiedere a Vendola di metterne un po' in Puglia, peccato che non mi sembrava molto d'accordo.

  8. #478
    Orgogliosamente Bannato .
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    Nel 2007 tutti e due i dati a favore del vento. E tra il 2008 e il 2012
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    Negli Stati Uniti, il 30 per cento della potenza installata viene dall'eolico
    In attesa dei reattori di quarta generazione il contributo dell'atomo scenderà
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    ROMA - Il 2007 è stato l'anno del sorpasso: a livello globale, dal punto di vista dei nuovi impianti, l'eolico ha battuto il nucleare. L'anno scorso sono stati installati 20 mila megawatt di eolico contro 1,9 megawatt di energia prodotta dall'atomo. E' un trend consolidato da anni e destinato, secondo le previsioni, a diventare ancora più netto nei prossimo quinquennio. Ma non basta. Per la prima volta l'eolico ha vinto la gara anche dal punto di vista dell'energia effettivamente prodotta. I due dati non coincidono perché le pale eoliche funzionano durante l'anno per un numero di ore inferiore a quello di impianto nucleare e dunque, a parità di potenza, producono meno elettricità.

    GUARDA LA TABELLA

    "La novità è che, anche tenendo conto di questo differenziale di uso, nel 2007 l'eolico ha prodotto più elettricità del nucleare", spiega Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club. "E gli impianti eolici che verranno costruiti nel periodo 2008 - 2012, quello che chiude la prima fase degli accordi del protocollo di Kyoto, produrranno una quantità di elettricità pari a due volte e mezza quella del nuovo nucleare. Se poi nel conto mettiamo anche il solare fotovoltaico e termico possiamo dire che, tra il 2008 e il 2012, il contributo di queste fonti rinnovabili alla diminuzione delle emissioni serra sarà almeno 4 volte superiore al contributo netto prodotto dalle centrali nucleari costruite nello stesso periodo".

    La tendenza è consolidata anche dal risveglio del gigante americano. Il 30 per cento di tutta la potenza elettrica installata durante il 2007 negli Usa viene dal vento e il dipartimento federale dell'energia prevede che entro il 2030 l'eolico raggiunga negli States una quota pari al 20 per cento dell'elettricità creando un'industria che, con l'indotto, darà lavoro a mezzo milione di persone. E' un dato in linea con l'andamento di paesi europei come la Danimarca (21 per cento di elettricità dall'eolico), la Spagna (12 per cento), il Portogallo (9 per cento), la Germania (7 per cento).

    Nonostante le scelte dell'amministrazione Bush, che ha incentivato con fondi pubblici la costruzione di impianti nucleari, negli Stati Uniti l'energia dall'atomo resta invece ferma, sia pure a un considerevole livello, da trent'anni: l'ultimo ordine per una nuova centrale risale al 1978. Nell'aprile scorso sono stati annunciati impegni per 38 nuovi reattori nucleari, ma è molto probabile che il numero scenda drasticamente, come già è avvenuto in passato, nel momento in cui si passa alla fase dei conti operativi: le incertezze legate ai costi dello smaltimento delle scorie, ai tempi di realizzazione e allo smantellamento delle centrali a fine vita hanno rallentato la corsa dell'atomo.

    In attesa della quarta generazione di reattori nucleari, che però deve ancora superare scogli teorici non trascurabili e non sarà pronta prima del 2030, le stime ufficiali prevedono una diminuzione del peso del nucleare nel mondo. La Iea (International Energy Agency) calcola che nel 2030 la quota di elettricità proveniente dall'atomo si ridurrà dall'attuale 16 per cento (è il 6 per cento dal punto di vista dell'energia totale) al 9-12 per cento.

    (23 maggio 2008)
    Dite a Scajola ? Fenomenale davvero : Stella provincia di Savona nonchè il comune che ha dato i natali all'unico presidente della repubblica degno di questo nome , Sandro Pertini .
    Richiesta per la posa di N° 6 pale eoliche con opzione per raddoppiarle . Risultato ? Montate 3 perchè secondo il l'assessore all'ambiente ligure FRANCO ZUNINO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA fanno inquinamento visivo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Vissuto da me che a Stella ci abito ............................
    Idem con patate nel comune di Caito Montenotte ..................
    Fai tu .....................

  9. #479
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    In USA il nucleare già lo hanno; così possono permettersi di sperimentare altre fonti.
    Ma noi che ce ne facciamo di 4 pale che girano per far felici 2 pseudo-ambientalisti ignoranti?

  10. #480
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    Citazione Originariamente Scritto da Dario Visualizza Messaggio
    A me non sembra assolutamente sovradimensionato il problema delle scorie. Ho visto un servizio che mostrava i depositi di scorie in Francia, come erano costruiti, manutenzionati e controllati. Averne anche uno solo così in Italia mi farebbe venire gli incubi, sia per mancanza di fiducia nei nostri politici, che dovrebbero spendere miliardi di euro (che non abbiamo) per costruirlo, sia per chi dovrebbe sorvegliarlo. Immagino che se succedesse qualcosa durante una partita dei mondiali...

    Inoltre è difficile sottovalutare problemi di questa portata: Pensare a depositi che siano affidabili per migliaia di anni personalmente mi mette i brividi. A meno di non dire che "saranno cavoli dei nostri pronipoti"
    Il punto è che i materiali radioattivi vengono semplicemente spostati dalla miniera ai depositi (dopo essere stati usati nelle centrali, ovviamente), non si "crea" il materiale radioattivo; diversamente con la combustibione dei fossili crei dei gas velenosi che riversi nell'atmosfera e che hanno (almeno in teoria) effetti ben più devastanti sulla salute degli uomini e del pianeta. Invece le scorie radioattive sono in gran maggioranza solide e una volta stoccate in una cava a mille metri di profondità che fastidio daranno mai?
    Ripeto, comprendo i timori che possono provocare le scorie radioattive ma è schizofrenica tutta questa paranoia su poche tonnellate di scorie solide all'anno (mi riferisco a quelle altamente radioattive) e invece non muovere un dito per le migliaia di tonnellate di gas rilasciati bruciando gas, petrlio e carbone.

 

 
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