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    Carlo Galli, Università di Bologna: «An ormai è finita»

    Eduardo Di Blasi


    Il professor Carlo Galli, docente di Storia delle dottrine politiche all´università di Bologna è netto nell´analisi:«Se esiste ancora qualche cosa chiamato An, sotto il profilo giuridico-formale sì perché congressi di scioglimento non ne hanno fatti nè Fi nè An, ha certamente molto annacquato la propria identità, e resta profondamente inserito nel disegno di potere Berlusconiano. Quello che resta è, ogni tanto, qualche reazione "a rimorchio". Marginale rispetto a un disegno di potere strategico, chiarissimo, molto forte, estremamente definito, che vede come unici imprenditori politici della destra Bossi e Berlusconi. An si limita a chiosare a margine. Direi che è un partito del quale possiamo ormai parlare al passato».

    Ma il senso di quello che An doveva rappresentare, vale a dire sicurezza, legalità, senso dello Stato, nazione, si è sciolto?
    «Si è spezzato. Perché sicurezza e legalità sono tematiche fatte proprie da tutti, compreso il Pd e, in ogni caso, nella mentalità comune, proprie dalla Lega. Il tema dell´Italia unita è un tema che non è più ovvio, ed è diventato, paradossalmente un tema di parte. Ancora una volta è più un tema del Partito Democratico. Alla destra, ormai, dell´Italia unita, non interessa nulla. Si va dallo zero di Berlusconi al meno uno della Lega. Se c´è un partito a vocazione nazionale oggi, quello è il Pd. Se poi ci riesce è un´altra storia».

    Ma è esistito nella storia politica italiana un partito delle dimensioni di An che ha seguito una simile parabola?
    «Esistevano delle realtà diverse, durante la Prima repubblica, come le correnti democristiane. Queste avevano una consistenza numerica pari a quella di An, ma erano estremamente riconoscibili. Tutti sapevano che cosa voleva dire "Sinistra di base" o "Dorotei". Erano riconoscibili, portatrici di una linea politica precisa. Rimanevano lì a costituire centri di potere in dialettica con altri centri di potere. Un partito che accetta di scomparire senza rifondarsi io al momento non l´ho presente. So di partiti che si sono sciolti, ma si sono sciolti sul serio. Penso al partito d´Azione. So di partiti che si sono unificati e poi tornati a dividere: le vicende del socialismo italiano. Sappiamo di partiti che si sono veramente sciolti per confluire in un nuovo soggetto come Ds e Dl. Ma di partiti sciolti ma non sciolti, esistenti ma non esistenti, che hanno abdicato alla propria ragione sociale, come An, devo dire irreversibilmente, è un fatto nuovo. Nella trasformazione epocale della politica che stiamo attraversando la destra, in realtà si è spappolata. È scomparsa»

    Sostituita da cosa?
    «In questo momento da Berlusconi come leader carismatico e come tale irripetibile. Con la fine biologica o politica di Berlusconi non scompare solo il berlusconismo, ma anche l´elemento unificante che tiene insieme questi poderosi interessi frazionari del Nord e del Sud».

    C´è solo Berlusconi?
    «Io vedo solo la straordinaria, irripetibile capacità di quest´uomo di far credere l´esatto contrario di quello che farà. Un progetto unitario in nome della conservazione dell´approfondimento delle differenze del Paese, dei ceti, delle classi, delle culture. Anche i leader più importanti del dopo Berlusconi sono portatori di fortissimi interessi frazionari: Tremonti è l´aspetto operativo del Nord, Bossi quello sociale. La destra è stata massacrata da Berlusconi...».

    Ha potuto fare esperienza di governo...
    «Ha fatto esperienza di governo. Ma nessuna delle issues tipiche della destra è in mano alla destra oggi. Se non in forma assolutamente marginale, retorica, di risulta. Si sdegna per l´inno di Mameli vilipeso da Bossi. O spiega con Alemanno che gli statali non sono solo fannulloni. Voglio vedere il prossimo passaggio elettorale, se ci sarà ancora una An, in nome di chi o di che cosa si presenterà. È la prova di come sia difficile individuare delle ragioni politiche nel tempo di una mutazione che è tutta nel segno della ricomposizione autonoma degli interessi. Del tentativo degli interessi di valere come portatori di una politicità immediata. In questa Italia in cui scompare la politica nelle sue forme tradizionali, An è un caso da manuale».


    http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77374

  2. #12
    razzista verso gli imbecilli
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    Citazione Originariamente Scritto da c@scista Visualizza Messaggio
    Il governo invece durerà senza problemi 5 anni anche perchè di fatto l'opposizione non esiste piu' o è totalmente inconsistente (quella del PD american veltroniano nemmeno si puo' definire un opposizione) ma è un altro discorso .
    potrebbe essere. Ma io non credo che AN confluirà nel PdL.

    AN è quella che pagherà il prezzo politico più alto delle scelte del Governo. Alitalia, Pubblica Amministrazione per fare due esempi in cui vengono colpiti dei bacini elettorale di AN.

    Il congresso a gennaio 2009 non si farà.

    Nel 2009 se non ci saranno fatti nuovi li volglio vedere a fare la finanziaria con le entrate in calo, fra recessione ed esplosione dell'evasione, e le tasse Berlusconi di Alitalia, R4 da pagare.

  3. #13
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    L'errore di an e anche dell'udc è stato nel 2006, quando alle elezioni si sono presentate con fi, se avevono coraggio potevono correre in coalizione e poi in seguito mettere in atto la costruzione di un vero partito di centrodesta europeo. In questo modo non venivono cannibalizzati da berlusconi e forse quest'ultimo sarebbe morto politicamente e ci avrebbe guadagnato la democrazia... Ma fini e csini come si dice a napoli "sono cani di pecora"

 

 
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