
Originariamente Scritto da
jack
Premessa: che due palle questi OT sui massimi sistemi.
Risposta: cosa succede ai cittadini quando uno stato fallisce? Significa che non è più in grado di fare fronte ai debiti e agli interessi che maturano su questi. Non esiste un tribunale che imponga, come accade per le aziende o per le banche, il pagamento dei debiti. Il default non è praticamente mai totale: un paese punta sempre a ristrutturare il debito e quindi a trovare un accordo che gli permetta di restituire non la cifra pattuita ma un importo inferiore o dopo un periodo di tempo maggiore.
Se uno stato non ha più soldi per pagare i debiti deve agire sui suoi conti, alzando le tasse o riducendo le spese. Le voci più importanti sono lo stipendio dei dipendenti pubblici, le pensioni e la sanità. Quindi una prima conseguenza per i cittadini è che i servizi fondamentali si deteriorano, perché si rendono necessari tagli all'organico e ai salari.
E sono guai per le moltissime persone che detengono titoli di stato. La cedola, che permette di incassare ogni anno una quota di interessi, non viene più corrisposta del tutto o in parte. E alla scadenza del titolo non si potrà più tornare in possesso dell'investimento, con crollo del valore e praticamente impossibilità di rivenderlo.
Poi c'è il problema delle banche. Se lo stato non può pagare le banche con cui ha contratto un debito, queste inevitabilmente si trovano senza liquidità e rischiano di fallire a loro volta. A tutto questo si deve aggiungere il piano psicologico dei mercati: se c’è il sentore di un fallimento, parte l’assalto agli sportelli e non c’è istituto che possa resistere al prelievo contemporaneo di buona parte dei suoi clienti. La copertura di garanzia dei conti correnti, decisa dalla banche centrali, non è mai totale e in caso di una crisi delle proporzioni di un fallimento di uno stato, non è detto che si trovino davvero le risorse per sostenerle.
E quindi si aprirebbe il discorso mutui. L'immobile resta di proprietà di chi ha acceso il mutuo, ma se l’istituto dichiara bancarotta, verrà nominato un liquidatore e le rate dovranno essere corrisposte ai creditori della banca insolvente. E’ anche vero che, come dimostrato dall’esempio americano, in caso di crisi generale il valore del mercato immobiliare potrebbe crollare tanto da rendere non conveniente continuare a pagare il mutuo con i prezzi fissati in periodo di stabilità. Se ad essere insolvente è invece chi ha acceso il mutuo, è l'istituto bancario che può vendere l'immobile per rifarsi dei crediti non riscossi.
Insomma non si tratta di essere catastrofisti ma di avere il buonsenso di capire che la bancarotta è un evento molto grave, con serie ripercussioni sulla ricchezza delle famiglie. Quindi al post # 1 rispondo con la "mia" solita faccina:
