

Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Ultima modifica di southern; 07-06-10 alle 10:12




Posso fare notare a Southern e agli altri duosiciliani che il primo stato della penisola ad adottare ufficialmente l'italiano come lingua di corte fu proprio il Regno di Napoli sotto Ferrante d'Aragona?
Nel 1458 sostenne la fondazione dell'Accademia Pontaniana.
Nel 1465 ospitò alla sua corte l'umanista Costantino Lascaris e il
giurista Antonio D'Alessandro, Francesco Filelfo, Giovanni Bessarione.
Due anni dopo decretò l'adozione definitiva del toscano come lingua letteraria anche a Napoli.....Allora come la mettiamo, anche questo un complotto britannico?
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


Non so se si sia trattato di un complotto britannico, ma di una iniziativa elitaria sicuramente.
Occorre osservare che le lingue Apule - per dirla con l'Alighieri - sono di ceppo romanzo meridionale come il Toscano, mentre quelle padane - il Lombardo, sempre per dirla con Dante - sono di ceppo gallo-romanzo, ossia su base celtica con sovrapposizione del latino.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Scusami tanto Eridano....ma in tutta europa sono le elites ad aver determinato lo sviluppo delle lingue....In Francia la sopraffazione della Lingua d'oil nei confronti della Lingua d'Oc ha richiesto addirittura una "crociata"....
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.




Vero, ma con un piccolo particolare: gli eserciti si portavano dietro la lingua.
Per lo stato massonico e mafioso italiano si è verificata una serie di anomalie.
1. L'iniziativa, partita da Londra;
2. lo strumento, il regno di savoia;
3. la capitale, solo inizialmente quella della parte "strumentale", poi spostata altrove;
4. la lingua, non quella dello strumento e neanche quella dell'ideatore nonché beneficiario, ma quella di una parte terza, guarda caso proprio il Toscano, la lingua intorno alla quale da secoli lavoravano le eliìtes intellettuali e burocratiche dell'area interessata dall'"affaire" risorgimentale.
A pensar male, dicono, si fa peccato, ma i sospetti sono enormi...
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


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IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

