

Va bene, faccio ammenda, chiedo scusa al compagnio Paolo e la smetto di essere il solito comunista malfidato!![]()


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Ovvio che entrando in una maggioranza in cui la mozione 1 fa la parte del leone abbiamo tutti rinunciato a qualcosa, non rinunciando certo a batterci per un aggiustamento della linea politica. Abbiamo però ottenuto delle valide contropartite: il disarmo dei vendoliani, la collaborazione con le forze comuniste e anticapitaliste in Italia e in Europa (importante revisione di quello strampalato esperimento della Sinistra Europea), la messa in discussione dell'alleanza coi liberali, la rivalorizzazione dei circoli operai, la razionalizzazione degli stipendi di dirigenti e funzionari, ecc. E non credo sia cosa da poco.
Questo compromesso si regge però su alcuni punti fermi da tutti votati: la presentazione del simbolo del partito alle elezioni, la permanenza dello stesso per l'oggi e per il domani. Forzare su questo, significa rompere il patto di governo e far decadere l'attuale maggioranza, ovvero andare a nuovo congresso.
Poi - questa è la mia personalissima opinione - se il partito stenta a raggiungere i suoi obiettivi, peraltro difficilmente misurabili in un lasso di tempo così ristretto, non è che la fusione col PdCI ci tira come per incanto fuori dai guai. Quello che non capisco degli "unitari" impazienti è la visione taumaturgica che hanno dell'unità, come se fosse la panacea da tutti i mali. Cerchiamo piuttosto di rodare bene la macchina e trarci fuori dalle secche, gli allargamenti dopo verranno anche meglio. Non è che saldando due partiti malandati (e il PdCI lo è molto più di noi) se ne fa automaticmaente uno sano e robusto.
Ora come ora, assimilando questa classe dirigente del PdCI, Rifondazione non guadagnerebbe altro che una torsione a destra. Ripeto: personalissima opinione.


Io ho già più volte scritto come secondo me sia proprio l'immagine di "Rifondazione" ad essere ormai compromessa. E' soprattutto per questo che auspico la trasformazione in Partito Comunista, più che per la mera cooptazione della classe dirigente del pdci o di altre formazioni.
Dopo le elezioni europee, ma sperabilmente prima delle prossime politiche, credo che un congresso costitutivo di un nuovo PCI potrebbe essere una grande occasione per segnare discontinuità con il recente passato e per far arrivare a elettori e lavoratori il messaggio di una nuova linea politica (cosa ben più difficile che con il solo lavoro sul territorio del PRC, anche considerato l'ovvio ostracismo dei media).
Altrettanto personalissima opinione (e scusatemi se mi ripeto, ma volevo chiarire che anche io non considero la semplice unione di due gruppi dirigenti una panacea contro la disastrosa situazione attuale).







