



Io guardo in modo razionale la questione economica: se qualcuno proporrà qualcosa di meglio del liberismo, con una proposta chiara e concreta, ben articolata, allora vi aderirò.
Per il momento però ho visto solo proposte peggiori, oppure sermoni sconclusionati, come quelli di questa discussione.
Ultima modifica di TEBELARUS; 09-02-14 alle 18:32
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Discutevamo civilmente sulla differenza tra liberalismo e liberismo, che è già una dialogo, ma anche le tue domande meritano una risposta.
Oddio, io non sono un politico ma il cervello lo uso, quindi ecco qua.
Concretezza, quindi. Premesso che io sono di sinistra, la mia concretezza è evidentemente differente da quella di Hermes o di Hynkel.
Cominciamo con il dire che viviamo una vita sola, giusto? E che per chi deve vendere se stesso per mangiare la gran parte della sua vita la usa solo per poter mantenersi e sopravvivere. Peccato, il mondo è così bello, l’amore è così bello, lo sport, leggere, vedere musei, andare al cinema…..eh già, belle cose ma Tizio deve lavorare cinque giorni la settimana, quando va bene, poi è stanco e allora ciao a queste belle cose: un sabato per le cose di casa, una domenica sul divano a vedere Milan-Juve o Domenica In. Così passano gli anni, il mondo è sempre là fuori che ti aspetta, i figli diventano grandi senza che tu te li sia potuti godere, e il tran tran lavoro-riposo-lavoro a un certo momento si ferma e ti ritrovi, capelli bianchi con mille desideri mai risolti, in pensione. E lì comincia un’altra vita, tiri sulle spese, vai dal medico, in farmacia, quattro passi e un bel giorno ciao, sotto un altro.
E’ questa la ricerca della massima felicità per tutti che vorrebbe il liberalismo? Oppure la giusta distribuzione della ricchezza prodotta che vorrebbe il marxismo? No.
E allora come la risolvi? Con il reddito di cittadinanza? Ma per favore… Tralasciando le tue ironiche proposte basterebbe che le imprese associassero i dipendenti con un sistema semplice: reddito minimo di lavoro + partecipazione agli utili prodotti.
Lo Stato? Qui assumo le proposte liberiste ma cambiando registro: niente soldi pubblici a nessun ente privato, sia esso una scuola, un associazione, un’impresa: i soldi pubblici solo per i diritti dei cittadini. Lo Stato dovrebbe anche avere la proprietà al 51% di imprese di interesse nazionale. Perchèil 51%? Perché il rimanente deve essere dato a privati in grado di condurre l’azienda.
Cosa altro? Be, considerato il mio preambolo a me piacerebbe vedere le giornate lavorative ridotte a quattro giorni alla settimana, altrimenti a chi e a che serve l’automazione, l’elettronica?


La nuova legge italiana contro la corruzione “lascia irrisolti” vari problemi perché “non modifica la disciplina della prescrizione, la legge sul falso in bilancio e l’autoriciclaggio e non introduce reati per il voto di scambio“. E poi basta con le leggi ad personam e bisogna mettere mano finalmente alla legge sul conflitto d’interesse, questione annosa e costantemente rimandata in Italia. A dirlo all’Italia è la Commissione europea nel Rapporto 2014 anticorruzione.
dalla Rete
Tanzi e Ligresti hanno falsificato i libri contabili, non i bilanci. E' diverso.


Mi scoraggi, davvero mi fai cadere le braccia: parli di un liberismo che NON è liberismo, quello che tu descrivi è un liberismo spurio, nel quale perfino la gente comune avrebbe dei diritti.
Prima di definire comiche e assurde le mie parole faresti bene a informarti su cosa vuol dire neo-liberismo. Per esempio studiati le azioni di due neo-liberisti di nome Reagan e Thatcher. Per esempio studia come si muove il FMI. Poi pensa alla società svedese, a quella norvegese, a quella tedesca, olandese, francese, e fai dei confronti.


Ultima modifica di cireno; 09-02-14 alle 19:05


The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.


Qui hai perfettamente ragione, però pensa che aridità c'è in una vita spesa solo ad accumulare denaro, incuranti di quello che succede fuori dalla tua stanza del tesoro.
Io amo l'India, perché è un Paese dove la spiritualità investe la vita di tutte le sue genti. Certo, ci sono anche i maharaja, ma quelli non accumulano soldi, perché di norma li hanno ereditati.
Diverso è essere personaggi come Jobs, come Gates, ma soprattutto come fu Olivetti: gente che ha accompagnato il genio alla solidarietà. Cappello.


Gli industriali erano avidi ed assumevano bambini, il governo era indifferente e lasciava fare, ma i genitori perchè li facevano lavorare? Erano sadici, o era il male minore?
Cioè, Einaudi che stava nel partito liberale, non era un liberale, Salvemini che stava nel partito socialista lo era. E questo detto da un comunista. Non basta che i socialisti si siano appropriati della parola liberal negli USA, devono farlo anche in Italia.Ho letto perfino il nome di Einaudi, dichiarandolo un vero liberale, che non era nei fatti, mentre non ha citato Salvemini che era davvero un liberale, pazienza.
Bentham era un utilitarista, non un liberale. L'utilitarismo è il degno antenato del socialismo, un'ideologia fondata su un fallace concetto oggettivo del valore(il piacere quantificabileVoglio qui ricordare che la differenza tra liberalismo e liberismo è stata più volte, già da Bentham per esempio, sottolineata laddove parla di leggi dinamiche sulla distribuzione del prodotto. Lui, Bentham, ci spiega che la distribuzione del prodotto presenta un quadro ben diverso dall’armonia e dalla giustizia implicate dal cosiddetto sistema della “libertà naturale”(leggi liberismo economico). Sempre lui ci spiega che la distribuzione avviene tra classi sociali e che gli interessi delle classi sociali sono generalmente antagonistici(come poi ha chiaramente dimostrato Marx). Cosa vuol dire questo assioma? Semplicemente che le classi sociali differenziate dalla ricchezza posseduta non possono, per l’egoismo della parte più ricca, partecipare al banchetto della ricchezza prodotta.). E come il socialismo può condurre solo a tirannia e sofferenza.
Che Marx abbia dimostrato una qualsiasi cosa è più che altro divertente. Il socialismo scientifico, già.
Per finire, non esiste nessun banchetto della ricchezza prodotta. La ricchezza non è prodotta collettivamente, è prodotta individualmente, i poveri sono semplicemente quelli che producono, ed hanno prodotto, meno, e non c'è ragione per cui consumino quello che è stato prodotto dagli altri.
Se il lavoro minorile fosse stato proibito i malvagi industriali non avrebbero potuto assumere i bambini. Le cui famiglie sarebbero state anche più povere, probabilmente molti bambini sarebbero semplicemente morti di fame. E comunque non sarebbero potuti andare a scuola.Al tempo della regina Vittoria, come ho scritto la sopra, il primo ministro Peel, liberista convinto, permetteva che perfino nelle miniere il “padrone” utilizzasse, per spendere meno, anche bambini di sei anni. La scolarità in Inghilterra era a quel tempo inferiore al 20% della popolazione:
Il liberalismo non cerca affatto di conseguire la massima felicità per tutti, mica è utilitarismo. Si limita a rendere le persone libere di cercare di perseguire la propria felicità, se ci riescono bene altrimenti peccato. Come dice la dichiarazione d'indipendenza americana: life, liberty and pursuit of happiness.era questa la “ricerca della massima felicità per tutti” secondo il credo liberale? No, il liberismo è sempre stato, e oggi più ancora di ieri, attento solo a se stesso, vale a dire alla ricerca del suo profitto.
Quale ingiustizia? Il punto è proprio questo, non c'è nessuna ingiustizia nella povertà, assoluta o relativa che sia. E' la condizione naturale dell'essere umano, quella nella quale ci siamo evoluti e siamo vissuti per la grandissima parte della nostra storia.Viene da chiedersi come questa ricchezza prodotta sfruttando perfino i bambini potesse minimamente definirsi frutto di una società liberale: era questo che aveva predicato Stuart Mill? Assolutamente no. E la nascita delle teorie marxiste hanno origine proprio nell’ingiustizia della società liberista che produceva queste infamie.
Cioè, ma ci sei o ci fai? Cosa c'è negli stati uniti, se non il tenore di vita più alto del mondo?Ora c’è una corrente di pensiero, di netta derivazione anglosassone, che pretende che il liberismo porti ricchezza ai popoli. E’ una corrente di pensiero cieca, che non vuol vedere cosa ha portato il liberismo negli stessi popoli dove è completamente applicato(Usa, Inghilterra, Canada).
E poi è totalmente falso che negli USA sia applicato completamente il liberismo. Basta andare a vedere Kelo v New London.
Non so se ci hai fatto caso ma la CIna si è un po liberalizzata (specialmente in economia, oltretutto) rispetto al tempo di Mao.Hynkel dice che il socialismo ha prodotto solo disastri e per dimostralo mi fa due nomi, Cuba, Vietnam del Nord. A parte che io a Cuba ci sono stato tre volte e quello che afferma Hynkel non è vero, non so cosa succede nel Vietnam del Nord ma vedo cosa succede in Cina, dove il liberismo certamente non esiste.
Paesi del nord Europa di cui uno è pieno di petrolio ed un altro ha passato gli ultimi anni a liberalizzarsi.E aggiungo che, dovessi scegliere tra la liberista Inghilterra e i non liberisti Paesi del Nord Europa penso che non avrei dubbi.
Finora quello che è puntualmente crollato su se stesso, o a portato a enormi ingiustizie, è stato il socialismo. Perchè i comunisti spesso criticano Stalin, dicendo che non era vero comunismo, ma anche così, resta che certe dittature esistono solo nei regimi socialisti (di destra o sinistra) e che le presunte ingiustizie del liberalismo (che spesso non sono affatto ingiuste) impallidiscono in confronto a quelle nemmeno messe in discussione dei regimi socialisti.La difesa del sistema liberista io la considero frutto dell’ostinazione a non voler vedere i guasti che questo laissez faire ha prodotto e produce. Un’ostinazione sterile, perché come ho già scritto, prima o poi questo sistema sarà cancellato dalla faccia della terra e con lui le ingiustizie che ha portato all’umanità
Ultima modifica di Hermes; 09-02-14 alle 20:09
The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.