

Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 27-05-10 alle 00:09
"Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)






Allora... "La grande rivelazione, raggiunta attraverso una serie di crisi mentali e spirituali, consiste nel riconoscimento che non esiste nessun al di là, nulla di straordinario, che esiste solo il reale".
Nota di Evola sulla citazione Zen: L'insegnamento è che nel punto in cui si cerca la Via ci si allontana da essa, lo stesso valendo per la perfezione e la realizzazione di sé.
E' tutto totalmente destabilizzante... per uno che è già destabilizzato di suo, poi...
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 27-05-10 alle 00:13
"Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)


E' quell'identità di nirvana e samsara che Evola definisce "ultima vetta di sapienza esoterica".
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 27-05-10 alle 00:13


Comunque, se la cosa non ti garba, puoi tranquillamente appigliarti a una qualche finzione consolatrice che corrisponda alle tue esigenze (di solito molto personali, come si può notare dalla varietà di tendenze in giro).
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 27-05-10 alle 00:14


"Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)


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Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 27-05-10 alle 00:15
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


Te l'ho detto, Caligari... c'è tanta paccottiglia più rassicurante con cui gingillarsi, se non ti garbano le cose di Evola.
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 27-05-10 alle 00:15