









voi voI vOI VOI VOIIIIIIIIIII mi state distraendo, non mi fate lavorare.![]()
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V! Ti posso chiedere una cortesia?
l'italiano ha un tale culto per la furbizia che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno.
jesus died for somebody's sins but not mine


allora analizziamo qui l'articolo incriminato
iniziamo da titolo
non vogliamo più uscire con te. Una cosa definitiva, non transitoria. Non è un fatto contingente. Ci tiene a precisare che non è per le ragioni pensate dall'interlocutore (che probabilmente è una donna). Il che ci porta a pensare che questa discussione l'autrice del pezzo l'abbia avuta davvero e si sia sentita rinfacciare qualcosa alla quale ha affidato a questo pezzo la risposta.Da quando siamo diventati genitori con te non vogliamo più uscirci (ma non per le ragioni che pensi tu)
qui fa la premessa "pensavo anche io le stesse cose di..." per poi dire da dove viene la critica: da qualcuna della sua famiglia...Prima che io diventassi una genitrice, fra i miei amici più cari ce n'erano solo pochi che avessero già iniziato a formare delle proprie famiglie, e dopo la nascita dei loro piccoli in realtà non li ho più visti. Periodicamente ho provato a telefonare, proponendo loro il medesimo genere di uscite che si faceva prima, generalmente per andare a prenderci un caffè, o un pranzo fuori. Ma la proposta veniva solitamente rifiutata, e dopo qualche altro tentativo di restare in contatto, mi urtavo e decidevo di lasciar perdere.
Ricordo che fra me e me pensavo: "Che st**nzi. Non gliene frega più un c**zo dei loro amici?". Insomma, lo capivo bene che erano indaffarati, e ovviamente la famiglia viene prima di tutto, ma il fatto è che praticamente non li ho più visti. Mi sembrava una cosa ridicola.
Qualche anno dopo anch'io ho avuto un figlio, e per quanto mi sforzi di programmare il tempo da trascorrere con gli amici, sono sicura che là fuori c'è chi pensa la stessa cosa di me. Magari anche qualcuno della mia famiglia.
Quindi, per tutti quei non-genitori che nel frattempo si sono formati la convinzione che io sia diventata una s***nza, ecco le mie giustificazioni.
il che è strano se ci pensate visto che spesso le persone di famiglia aiutano coi bambini, specialmente le sorelle, mia sorella minore lo ha fatto con tutti e 5 i figli dei miei fratelli maggiori.
L'ultima frase fa capire il senso del post: qualcuno le ha dato della stronza e lei cerca di spiegare perché non lo è. (a mio avviso invece dimostra di esserlo a tutto tondo ma andiamo con ordine)
la situazione è descritta in modo un po' forzato, quasi da film di Vanzina, tra il comico e il ridicolo, il tempo per un caffè c'è probabilmente già dopo l'allattamento, lei lo ammette nella parte sottolineata ma precisa che sta "forzando la mano". La mia impressione è che lei interpreti questo come un obbligo. Ovvero non come un piacere. Essendo un obbligo, un dovere un qualcosa da fare per quieto vivere e non per piacere le energie nervose latitano, giustamente. Il che ci riporta alla tesi principale: lei non lo fa perché è impegnata, lo fa perché non le va, è uno sforzo e tra i tanti sforzi che fa quotidianamente non si sente di fare anche quello. Non le aggiunge nulla in termini di piacere personale ed è anzi un obbligo da assolvere. Prima non aveva la forza o il coraggio di dire di no. Ora si. Questo vuol dire che non considera piacevole o interessante il frequentare questa amicizia, e questo sarebbe vero con e senza il figlio, si tratta banalmente di una scusa. Ultimo dettaglio: dopo un po' di tempo la storia della cacca e dei tempi tiranni non è più vera, ovviamente, quindi questo punto varrebbe solo all'inizio e non giustificherebbe in nessun caso il "mai più" che si evince dal titolo.1. La tabella di marcia del bambino è più importante di quanto non si possa pensare. A un certo punto si scopre che i bambini hanno bisogno di mangiare, di bere, di muoversi, di dormire e fare la cacca. Ogni maledetto giorno dell'anno. E nella maggior parte dei casi il tempo e il luogo in cui ciascuno di questi eventi si svolge FA una bella differenza. Nessun genitore vorrebbe un bambino disidratato, con un basso livello di zucchero nel sangue, spossato o carico di m**da nei propri pantaloncini. E d'altronde sono piuttosto sicura che nessuno dei nostri amici vorrebbe mai trovarsi in situazioni del genere. Ciò significa che il fatto di riuscire a vedersi per pranzo a mezzogiorno, per un caffè alle 4 di pomeriggio, o per la cena -- a qualsiasi ora -- è un'impresa di davvero, davvero difficile realizzazione. Certo, a volte ci si riesce, ma il fatto è che quando succede stiamo forzando la mano, per cui cerchiamo sempre di risparmiarci momenti come questi in occasione delle festività, delle vacanze o di altri momenti speciali. Anche se alla fine poi va tutto per il verso giusto, e noi/nostro figlio ci sforziamo di farla sembrare facile, la verità è che la cosa ci strema, perché sostanzialmente tanta è la preoccupazione che ci prende un infarto, e ci si chiede se quella nostra scelta egoistica alla fine ci metterà in condizione di dover placare l'impeto omicida di nostro figlio, e/o a dovercelo ripulire dalle feci o dall'urina su di una panchina o sui sedili della monovolume.
Continua...



