

Ultima modifica di Druuna; 14-04-15 alle 09:20
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




Come ho già detto io non mi metto etichette, quindi non sono questo e non sono quello. Sono stato battezzato, ma non ho meriti ne colpe per questo, non ero cosciente. La figura di Gesù, forse per la sua dottrina che va verso gli umili e i poveri (quindi incontra il mio pensiero) mi ha sempre attratto, tanto che su di Lui ho letto e studiato quanto possibile. Ne parleremo, se credi, ma ora voglio rispondere al paragrafo che ho grassettato. E ti rispondo così: no, non credo, penso si tratti di due cose distinte che vengono collegate solo perché Gesù nasce nella cultura dove si adorava il Dio dell'AT, che però lo ha rifiutato, anzi lo addirittura crocifisso




Il punto è di principio: ti metti a sentenziare su questioni che ignori alla radice, e che hanno una certa complessità, con l'aria di chi vorrebbe chiuderle in una battuta semplicistica e dartela anche a bere! se avessi detto semplicemente una cazzata poco male (anzi meglio, è correggendo cazzate che si prosegue la ricerca), ma qui manca proprio l'elementare pudore. Si le cazzate le dicono pure loro, magari prima di mettermi a conferire cazzate al padre della logica o a quello del calcolo infinitesimale mi laverei la bocca e farei accertamenti più seri - e chi ha criticato la fisica dei luoghi naturali degli elementi ha fatto così, mica si è messo a sparare corbellerie che al massimo attirano fragorose risate
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


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«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Certo, visto che entrambe convergono in una concezione pluralistica di spazio e tempo, che sia l'uno che l'altro sono predicativi (relativi) e non assoluti, che lo spazio einsteiniano (analogamente a quello aristotelico) è propriamente topologico, che entrambe rifiutano che la descrizione dei fatti fisici sia aprioristicamente esaurita dalla geometria euclidea, etc.
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

