Troppo orgogliosi per farlo.


Troppo orgogliosi per farlo.
Con un decreto speciale / è stata abolita la lingua del mio paese / sostituita da una nuova / tutto quello che finora avevo scritto / si considera non tradotto.


I termini storici mi sono estremamente chiari. Potremmo anche raccontarci di Fermi esiliato e di Enigma che cade in mani alleate.
Ma la mia pazzia odierna è voler dimostrare per via filosofica (non storica - o meglio, tramite una filosofia della storia) che la sconfitta NON era inevitabile.
Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.




Ultima modifica di Astaroth; 03-07-15 alle 15:01


Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.


Attenzione, io non ho detto che la sconfitta era inevitabile. Ho detto che lo fu, praticamente, nel momento in cui le cose si misero in un certo modo. Gli eventi potevano non andare a parare lì? Certo che sì, a mio avviso.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


se per caso ti mancava guarda questo
"Che i socialisti credettero per i più svariati motivi nella verità e nella fatalità del socialismo, è affare che riguarda loro, ma bisognava opporsi a che la fede in questa verità e fatalità oltrepassasse la cerchia degli adepti a quella chiesa. Bisognava insomma creare un'antiverità e un'antifatalità rispetto al socialismo.
Fra queste due forze, il successo è giudice ed ha giudicato. I socialisti che credono in una verità in sé del socialismo, ad una fatalità ineluttabile del socialismo, sono pochi, anche se si vergognano di confessarlo. Niente prova che il capitalismo, col tipo di civiltà che da esso prende forma, debba necessariamente sboccare nel socialismo. Questa successione, che si pretenderebbe naturale e logica, è invece puramente arbitraria: la critica relativistica ha fatto tabula rasa di questa mentalità storicista e democratica, per cui la storia sarebbe "scontata" sempre in anticipo e si saprebbe sempre dove gli uomini e le società vanno a finire.
Si credeva, ad esempio, che la guerra dovesse sboccare nella rivoluzione. E' probabile il viceversa. I rivolgimenti politici che abbiamo vissuto, possono costituire in realtà l'inizio di una grande restaurazione. Col processo al "cittadino", si fa il processo al secolo XIX. Non è detto che sia imminente un periodo di maggiori libertà, di maggiore democrazia con relativi suffragettismi. E' possibile che i prossimi decenni vedano la fine ingloriosa di tutte le cosiddette conquiste democratiche. Dal governo dei molti e di tutti, ideale estremo delle democrazia, è probabile che si torni al governo dei pochi o di uno solo. Nell'economia, l'esperimento del governo dei molti o di tutti è già fallito. In russia si è tornati ai dittatori di fabbrica. La politica non può tardare a seguire l'economia. Non vedo chiaro circa la sorte del suffragio universale e relativi amminnicoli proporzionalistici. Fra poco sarà "vecchio gioco". Gli uomini avranno forse vaghezza di un dittatore." (Benito Mussolini, "Fascismo e relativismo")


Loro ci hanno l'Impero, la Royal Navy con le portaerei, negri e criptonegri di ogni ordine e grado pronti a farsi scannare per l'Union Jack; 'sto Hitler che cazzo c'ha a parte una massa di invasati e di vicini arrendevoli?
Con un decreto speciale / è stata abolita la lingua del mio paese / sostituita da una nuova / tutto quello che finora avevo scritto / si considera non tradotto.


Con un decreto speciale / è stata abolita la lingua del mio paese / sostituita da una nuova / tutto quello che finora avevo scritto / si considera non tradotto.