
Originariamente Scritto da
Druuna
il punto è che è sbagliata l'idea che l'identità di genere possa essere solo di due tipi.
Poichè le varietà culturali sono molte, molte sono anche le varianti dell'identità di genere.
Un libro che presenta una rassegna delle osservazioni antropologiche svolte in diversi contesti culturali è
“Paradoxes of Gender” di Judith Lorber, tradotto in italiano nel 1995 con il titolo “L’invenzione dei sessi”:
Le società occidentali hanno solo due generi, “uomo” e “donna”. Altre società possiedono invece tre generi differenti: uomini, donne e “berdache” (fra gli indiani d’America) oppure “hijra” (in India) o “xanith (nell’Oman)”. Questa terza categoria indica individui che biologicamente sono maschi ma che si comportano, vestono, lavorano e sono trattati dal punto di vista sociale come donne; quindi non possono essere definiti uomini e nemmeno donne con caratteristiche femminili: nella nostra lingua sono “donne maschili”. Altre società che hanno istituzionalizzato gli uomini appartenenti a un terzo genere sono i Koniag in Alaska, i Tanala in Madagascar, i Mesakin nella Nubia e i Chukchee in Siberia. Tra gli africani e gli indiani americani esistono società che hanno un genere chiamato “donne dal cuore maschile”: si tratta biologicamente di femmine, che però lavorano, si sposano e assumono il ruolo di genitori in qualità di uomini; il loro stato sociale è quello di “uomini femminili”.
(…)
Dunque i generi non sono né legati a un substrato biologico, né dotati di confini invalicabili. I passaggi di individui e di gruppi socialmente organizzati da un genere all’altro richiamano l’attenzione sulle “dissonanze culturali, sociali o estetiche”. Questi generi bizzarri, devianti o di terzo tipo ci mostrano qualcosa che normalmente diamo per scontato: che le persone “imparano” a essere donne e uomini.
https://books.google.it/books/about/...AJ&redir_esc=y