



Ehm, ho sbagliato a citare l'articolo 138. Ho riportato erroneamente un pezzo di un mio "esperimento".
Il comma 3 reale è (ovviamente):
"Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti."
Che si potrebbe modificare nel seguente modo, per maggiore sicurezza:
"Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti , a meno che il referendum non sia stato richiesto da N (2,5?) milioni di elettori."
Saluti.
Midìl
https://www.senato.it/1025?sezione=1...o_articolo=138


Sai che apprezzo non poco queste tue sempre inappuntabili dissertazioni ma, non ti sembrano un po' azzardate alla luce delle prossime amministrative?
Hai correttamente precisato che la tua analisi esclude la quota-sindaci ma, qualche sindaco ci andrà nel (speriamo di NO) senato DEformato.
Cosa comporterà in termini di assegnazione, questa quota, sui numeri della tua analisi?


E questo senato, pieno di indagati di ogni tipo, provenienti dai consigli regionali, che si faranno scudo dell'immunità parlamentare per difendersi dalle indagini e dagli arresti, eleggerà due giudici costituzionali?




beh, uno che non si vergogna di affermare pubblicamente che chi è Cristiano è, solo per questo, un cretino, azzardando improbabili derivazioni etimologiche a suffragio della sua tesi, deve anche essere preso sul serio?
il Geom. Pierluigi Odifreddi da Cuneo, un titano del pensiero matematico, che dall'alto della sua scienza si permette di dare dei cretini a scienziati di quart'ordine come Planck, Maxwell, Marconi et cetera...
meno male che Moccia non si è inventato campione dell'ateismo militante a scopo di cassetta, sarebbe stato capace di dare del cretino a Dante, se avesse ragionato come il Geom. Odifreddi...
ma continuate a dar retta a cazzoni di questo genere, mi raccomando....
Ultima modifica di Corso; 18-05-16 alle 14:18
Qu'ils mangent de la brioche.


sCUSAMI, NEH, TU PREFERISCI CHE I GIUDICI COSTITUZIONALI VENGANO ELETTI DAI SENATORI (NON ELETTI DAL POPOLO) DE GREGORIO, RAZZI, SCILIPOTI E MINZOLINI E NON DA PISAPIA (ELETTO DAL POPOLO)?
E MENOMALE CHE GRAZIE ALLA SEVERINO ADESSO NON E'0 PIU' SENATORE BERLUSCONI, SE NO ANCHE LUI ELEGGEVA I GIUDICI COSTITUZIONALI
Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi




Non ho ben capito il legame che hai fatto con le amministrative, Potresti spiegarti meglio?
Credo che la norma da considerare sia questa, contenuta nel primo comma dell'articolo 39 della legge di riforma della Costituzione:Hai correttamente precisato che la tua analisi esclude la quota-sindaci ma, qualche sindaco ci andrà nel (speriamo di NO) senato DEformato.
Cosa comporterà in termini di assegnazione, questa quota, sui numeri della tua analisi?
"Per la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, può essere esercitata l'opzione per l'elezione del sindaco o, in alternativa, di un consigliere, nell'ambito dei seggi spettanti."
In pratica, ma non sono sicuro, credo dovrebbe andare, basandosi su questa disposizione transitoria, in attesa della legge che regolerà definitivamente la legge elettorale per il potenziale nuovo Senato, a chi detiene la maggioranza nei vari consigli regionali (nel caso di più partiti, può però essere necessario che si coordinino). Possiamo, in prima approssimazione, considerare il partito di appartenenza del Presidente di ogni regione, di cui quindici dovrebbero essere guidate da esponenti del PD, due da esponenti della Lega Nord, una da un esponente di Forza Italia, ed una da un esponente dell'Union Valdotaine. Le province autonome di Trento e Bolzano sono guidate da esponenti, rispettivamente, da un esponente del Partito Autonomista Trentino Tirolese e da uno della SVP. Da notare, comunque, che conteranno le alleanze e gli accordi tra partiti. Infatti, la "fase 2" della simulazione, dovrebbe essere quella di immaginare che i gruppi votino in modo coordinato. Ad esempio, in Veneto, è ragionevole pensare che il gruppo PD e il gruppo "Alessandra Moretti Presidente", votino in modo omogeneo. Al tempo stesso si può pensare che il centro-destra (quindi almeno quattro gruppi consiliari), si coordini. E ragionamenti analoghi andrebbero ripetuti per tutte le regioni. Comunque, se dovessi fare una stima ora, penso che il PD avrebbe circa una cinquantina di seggi, una trentina il centrodestra (che è però alquanto frammentato), una decina il M5S, e gli altri, almeno prevalentemente, potrebbero andare a partiti autonomisti (che risulterebbero, secondo me, piuttosto "sovrarappresentati"). A prima vista, direi che parrebbero esserci poche possibilità che una lista raggiunga il 2/3 dei seggi, e, al tempo stesso, si evidenzia l'effetto alquanto distorsivo della presenza dei 21 sindaci al Senato, che danneggia in particolar modo la rappresentatività delle forze di minoranza in regioni (e province) che esprimono pochi senatori.
Saluti.
Midìl
https://it.wikipedia.org/wiki/Region...-istituzionali
https://it.wikipedia.org/wiki/Provin...oma_di_Bolzano
https://it.wikipedia.org/wiki/Provin...noma_di_Trento


Ad essere sincero, più leggo quella norma sull'elezione dei sindaci, e meno capisco come dovrebbero essere eletti i sindaci, che l'articolo 57 prevede siano 21. Non mi è chiaro: in parte sembrerebbe essere un seggio in più, mentre, d'altra parte, si fa riferimento ai seggi spettanti. Spettanti alla lista? Spettanti alla regione? Non lo so.
Comunque, dei sindaci senatori si parla anche una articolo di qualche tempo fa del quotidiano "La Stampa":
Nel nuovo Senato dopo la riforma stravince il Pd - La Stampa
(Non so perché abbiano usato il sistema D'Hondt per la simulazione).
Saluti.
Midìl