
Originariamente Scritto da
Panagulis
Che il governo si mette a capo delle riforme mi pare non solo scontato ma pure ovvio....in quale altro paese al mondo non è così?
Sopratutto perché da noi, a prescindere dall'attività del governo, la responsabilità dell'azione legislativa ricade comunque sul parlamento
Anche perché in alternativa, chi dovrebbe proporre una riforma costituzionale al parlamento?un singolo parlamentare che si sveglia un giorno e decide di cambiare la costituzione?
A me pare impossibile che ogni giorno ci troviamo a discutere di queste improbabili super cazzole che escono dai deliri di mr bean
Io cado davvero dal pero, a leggere queste parole! Perché non capisco come si può non comprendere che la Costituzione di una nazione è LA REGOLA GENERALE di tutta la nazione, e non l'insieme di leggi utili o necessarie a una sola parte: quella che governa.
Un esempio: in Thailandia la Costituzione è stata creata nel 1932 e da allora è stata riscritta 20 volte. E chi l'ha riscritta? Recita un testo sul tema:-
- motivi di queste continue modifiche hanno seguito, in prevalenza, la ferrea logica (militare) di un adeguamento delle regole alle necessità del più forte in quel momento. Questo vuol dire che per arrivare all’ultimo testo (ora sospeso dal colpo di stato) si sono fatti anche passi indietro che hanno rallentato e rallentano la crescita dell’ideale democratico in questo paese.
Ma noi non siamo la Thailandia, noi non viviamo sotto regimi militari ma in democrazia.
Ha scritto Piero calamandrei, che non è Panagulis (con tutto il rispetto)
“Nella preparazione della Costituzione, il governo non deve avere alcuna ingerenza … Nel campo del potere costituente il governo non può avere alcuna iniziativa, neanche preparatoria. Quando l’Assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti”.
Questo disse Calamandrei, durante i lavori preparatori, affinché la Carta fosse al sicuro dalle conseguenze politiche della tensione che saliva fra i grandi partiti popolari, ex alleati nei giorni della Liberazione.Proteggere l’interesse generale dagli interessi dei singoli.