Ti do ragione su tante cose, pensa te. Il Cattolicesimo è Romano, e Romano ha un significato ben preciso, cioè universale, accentratore; lo scettro come mozzo attorno a cui la ruota gira e si incardina. Ma questo per quale motivo dovrebbe contrastare col Cristianesimo? La mia posizione è la stessa posizione del cristianissimo Dante, quando parlava del "divino augello" nella sua Commeda (augello è l'Aquila romana), la cui cultura, la cui storia, la cui espansione, la cui forma politica e filosofica ed estetica furono il granitico fondamento divinamente progettato sul quale la Provvidenza erse la storia del Cristianesimo. E lo stesso discorso lo si fa con la cultura "pagana": Platone, Plotino, Aristotele, Virgilio, definiti sapienti tra le genti o perfino pre-cristiani. Io non vedo proprio nessuna opposizione. Anche i riti, come quelli di nascita e/o rinascita del sole, la Pasqua in primavera o il Natale d'inverno: io vedo tutto questo integrato, purificato ed elevato all'interno della Rivelazione Cristiana, e non ci vedo proprio nessuna negazione, nessun furto. Tu puoi pure vederla in questo modo, ma non puoi dire che io nego tutto questo. Il Cristianesimo è Rivelazione nella storia: quello dell'umanità è un percorso che se per noi si sviluppa temporalmente in Dio è tutto quanto contenuto in un inesistente istante, ed ogni elemento ne è un fondamentale ingranaggio.
Sulla rinascita del paganesimo invece la vedo dura.





