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  1. #101
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    Predefinito Re: Io mi chiedo che futuro ha questo Paese

    Citazione Originariamente Scritto da scomunista Visualizza Messaggio
    Il fatto che questo paese non ha bisogno di donne che vanno al liceo e si a laureano con 110 lode in economia, ecco perché fa la cameriera per 500 euro al mese la sua laurea può farci un bel quadretto e appenderselo al muro.., in poche parole non serve ad un cazzo. Il fondatore della Apple non aveva nessun pezzo di carta eppure è stato creatore e amministratore delegato di un società che fattura quanto il pil di questo cimicioso paese..., il paese in cui la gente studia per avere pezzi di carta che certificano la loro bravura, finiscono a fare le cameriere per 500 euro al mese.
    Sì ma non esageriamo dall'altra parte però. Il fondatore della Apple ha fatto i soldi perché qualcuno (laureato in Italia e purtroppo emigrato in USA) ha inventato il microprocessore. E il microprocessore non lo inventi solo con l'intelligenza o con la volontà, ci vuole una preparazione profonda.
    Spaghetti e pistole

  2. #102
    ik manèbimus òptime
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    Predefinito Re: Io mi chiedo che futuro ha questo Paese

    Citazione Originariamente Scritto da Sentenza Visualizza Messaggio
    Sì ma non esageriamo dall'altra parte però. Il fondatore della Apple ha fatto i soldi perché qualcuno (laureato in Italia e purtroppo emigrato in USA) ha inventato il microprocessore. E il microprocessore non lo inventi solo con l'intelligenza o con la volontà, ci vuole una preparazione profonda.

    Questo è vero ha saputo circondarsi di persone capaci non di idioti, ma il punto rimane che il mercato in determinati settori ha un surplus di laureati in economia, domanda e offerta, la prima eccede abbondantemente la seconda, ecco che la laureanda con 110 e lode finisce per fare la cameriera...
    Mao Tse-tung "sono convinto che tutti gli uomini nascano buoni, e che pure l'ex Imperatore della Cina possa essere un buon comunista"[/B] @Scomunista Reloaded più incazzoso di prima!!

  3. #103
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    Predefinito Re: Io mi chiedo che futuro ha questo Paese

    Citazione Originariamente Scritto da scomunista Visualizza Messaggio
    Questo è vero ha saputo circondarsi di persone capaci non di idioti, ma il punto rimane che il mercato in determinati settori ha un surplus di laureati in economia, domanda e offerta, la prima eccede abbondantemente la seconda, ecco che la laureanda con 110 e lode finisce per fare la cameriera...
    Questo è certo. Una laurea in Economia non si nega a nessuno, ed è un ottimo parcheggio per chi non ha voglia di lavorare.
    Spaghetti e pistole

  4. #104
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    Predefinito Re: Io mi chiedo che futuro ha questo Paese

    Non esageriamo, diciamo che solo quelli bravi davvero, e fortunati, riescono a trovare occupazioni adeguate con paghe come si deve. Un mio coetaneo che fece economia a Bologna ora fa il CEO in Germania. Non so cosa significhi, se non che prende una barca di soldi. È arrivato alla laurea con un paio d'anni di ritardo, ma già dopo il liceo (scientifico!) si dava da fare come consulente bancario ecc.
    Forse quel che conta è iniziare a mettete il muso nel mondo del lavoro prima di laurearsi.

  5. #105
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    Predefinito Re: Io mi chiedo che futuro ha questo Paese

    Bisogna avere la valigia sotto il letto, non bisogna aver paura di mettersi in discussione, non bisogna aver paura di ricominciare, bisogna amare le sfide.

  6. #106
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    Predefinito Re: Io mi chiedo che futuro ha questo Paese

    Citazione Originariamente Scritto da FRUGALE Visualizza Messaggio
    Non esageriamo, diciamo che solo quelli bravi davvero, e fortunati, riescono a trovare occupazioni adeguate con paghe come si deve. Un mio coetaneo che fece economia a Bologna ora fa il CEO in Germania. Non so cosa significhi, se non che prende una barca di soldi. È arrivato alla laurea con un paio d'anni di ritardo, ma già dopo il liceo (scientifico!) si dava da fare come consulente bancario ecc.
    Forse quel che conta è iniziare a mettete il muso nel mondo del lavoro prima di laurearsi.
    Ma nessuno sta esagerando, è ovvio che c'è tanta gente sveglia pure a Economia. Ma l'essere sveglio è solo condizione sufficiente per laurearsi, non necessaria.
    Spaghetti e pistole

  7. #107
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    Predefinito Re: Io mi chiedo che futuro ha questo Paese

    Citazione Originariamente Scritto da acquazzurra Visualizza Messaggio
    Bisogna avere la valigia sotto il letto, non bisogna aver paura di mettersi in discussione, non bisogna aver paura di ricominciare, bisogna amare le sfide.

    Quei 3mila cervelli in fuga ogni anno da un'Italia che non saprebbe cosa farne - Repubblica.it
    Perché i nostri ricercatori cercano fortuna all'estero? Per comprendere meglio le ragioni della fuga dei cervelli, l'istituto in cui lavora la Brandi nel 2010 effettua un sondaggio su circa 2mila ricercatori italiani impegnati all'estero. "I risultati di questa indagine -
    scrive la ricercatrice (leggi l'intervista) - mostrano che nella maggior parte dei casi la condizione professionale degli intervistati è molto soddisfacente: essi sono infatti in maggioranza professori ordinari, ricercatori senior o direttori di ricerca, e quasi tutti gli altri sono ricercatori o docenti. Solo in pochi casi, sono titolari di assegni di ricerca o hanno altri rapporti di lavoro". In altre parole, si tratta sempre di condizioni di lavoro più stabili con maggiori opportunità di carriera. In più, i ricercatori italiani all'estero guadagnano il doppio dei loro colleghi rimasti in Italia. E questa volta la percentuale di coloro che non pensa affatto ad un ritorno in patria sale al 63 per cento.

    Dove lavorano? Due le fonti prese in considerazione per scoprire al servizio di quali nazioni si sono messi i nostri ricercatori. Circa metà dei 2mila intervistati dall'Irpps lavora nei paesi europei (Regno Unito, Francia, Germania, Belgio e Svizzera). Coloro che si sono spinti oltre oceano approdano soprattutto negli Stati Uniti e in Brasile. Ma l'Italia esporta anche i suoi cervelli migliori. Nel 2014, tra i 3.385 ricercatori italiani con indice di produttività scientifica alto (h-index superiore a 30) 641 lavorano all'estero permanentemente o parzialmente all'estero. Soprattutto negli Stati Uniti e in Europa, ma anche in Giappone, Sudafrica, Cina e Singapore.

    http://www.corriere.it/scuola/universita/16_aprile_28/cervelli-fuga-cosi-colletta-ha-fermato-giovane-biologa-pavia-6586f6e0-0d51-11e6-9053-86a90bf524d0.shtml


    Fondi e collette

    L’idea di aiutare un giovane talento della loro zona a continuare il suo progetto di scienza e benessere, deve essere sembrata irrinunciabile al consiglio dell’associazione, presieduto dai genitori del piccolo. E ha evitato, almeno per ora, che un altro cervello salisse su un aereo e fuggisse all’estero per proseguire nei suoi studi. Una tendenza che non risulta nemmeno tanto difficile da comprendere, se si considera che per continuare un’indagine che potrebbe valere all’università italiana il plauso di qualche premio e di risultati medici e clinici importanti, al momento tocca affidarsi a raccolte fondi e collette.


    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  8. #108
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    Predefinito Re: Io mi chiedo che futuro ha questo Paese

    Citazione Originariamente Scritto da acquazzurra Visualizza Messaggio
    Bisogna avere la valigia sotto il letto, non bisogna aver paura di mettersi in discussione, non bisogna aver paura di ricominciare, bisogna amare le sfide.
    ho letto tutte le discussioi standome in disparte, ho letto cose interessanti e le solite discussioni inutili su chi ce l'ha più lungo, che fa la pipì più lontano (per i maschi) e chi ha le tette più belle o porta meglio la minigonna per le donne.

    ma l'unica che mi sembra abbia capito il senso di questo 3d sei tu.
    a me non frega molto se un laurea vale meno o più di un altra, se è più facile o più difficile.

    ai miei tempi si diceva che fare il liceo ti "apriva la mente" e pure la laurea era important e per questo.
    non tanto il tipo di laurea ma la laurea in "generale".

    ed in effetti il concetto degli studi dovrebbe essere questo, non tanto so a memoria qualcosa giusto per passare l'esame, ma oltre a certe materie, ho imparato anche "altro", che sono spunti di riflessione presi dai libri di testo, dalle riciste tecniche lette, da altri testi letti... che mi permettono di affrontare le cose in modo diverso.
    che non vuol dire essere più intelligenti o fare più soldi, ma saper vedere le cose da molti punti di vista.
    Questo porta al fatto che se non riesco a trovare lavoro per quello che ho studiato, mi adatto facilmente ad altro.
    non mi adatto nel senso che prendo quello che mi capita, ma che posso benissimo provare e riuscire in altro.
    so mettermi in gioco anche per altri settori, compiti...

    oggi mi sembra che per molti li studi invece significono solo studiare quasi a memoria quello che c'è scritto.
    forse la colpa è del progresso tecnologico.
    che mi frega di fare un equazione di capire un concetto, di saperlo collegare con altri... tanto cìè il computer, internet, i software.

    ai miei tempi studiavi storia, ma cercavi in modo implicito collegamenti con la geografia, le scienze, le religioni di quel periodo che stavi studiando, idem se studiavi gegrafia, arte...

    in effetti molti in quei tempi se la cavavano in un modo o in un altro, e pure chi aveva studiato meno sapeva fare una moltitudine di cose, sapeva arrangiarsi.

    oggi vedo diversi disoccupati di 50/55/60 anni, licenziati per mille motivi.
    ma di questi ne conosco ben pochi che si sono arresi, chi si è inventato un lavoro, chi un altro...

    temo che questo non succedrà ai notri 20rnni/30enni.
    temo che se rimarranno senza lavoro a 50/60 anni non sapranno dove buttarsi, cosa fare.

    mi sembra che gli studi invece che darti una maggiore apertura mentale, te la restringano, te la "settorizzino" in modo tale che se per un qualsiasi motivo non riesci a trovare un iimpiego per quello che hai studiato ti senti un fallito.
    Chiaro, non vale per tutti, ma quendo sento (e ne sento) dire vedi quel ragazzo è uscito benissimo dall'università ma non lavora, o fa il commesso o...

    ben pochi si buttano.
    mi è stato chiesto da andry,"dimmi cosa faresti, dimmi quali inizaitive troveresti per un ingengnere che non trova lavoro".
    ma io non dico un bel nulla, non spetta a me dire cosa fare, dico solo che se ti guardi intorno, per un giovane ci sono decine, centianaie di cose in cui ti puoi lanciare, molte di sicuro non riguardano gli studi fatti, ma lo studio, la scuola, l'università dovrebbe averti dato delle basi che non sono solo le materie studiate dovrebbe averti dato quello che io chiamo "apertura mentale".

    Invece mi sembra anche leggendo molte risposte, che a porte pochi ci sia una visione della vita molto ristretta e questo mi spaventa.

    e ripeto se i miei figli saranno così fra 15 anni, avrò fallito come padre, non ho saputo inculcare loro l'autostima, l'inventarsi le cose, prendere iniziative anche al di fuori da quanto tracciato, usare la fantasia necessaria per potersi creare un futuro, o almeno provarci.

    ma forse mi sbaglio, forse sono io che vedo la vita, che credo che quello che dovrebbe dare una laurea o un diploma sia molto di più di pura nozione.

    che sen e farà mio figlio / mia figlia di bei voti se non saprà andare oltre.

  9. #109
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    Predefinito Re: Io mi chiedo che futuro ha questo Paese

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    La mia intelligenza valutata alla Clinica del Lavoro di Milano nel 1970 aveva raggiunto un punteggio di 152.
    ennesima dimostrazione - se mai ve ne fosse bisogno - che i test di intelligenza son tutte bischerate

  10. #110
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    Predefinito Re: Io mi chiedo che futuro ha questo Paese

    Citazione Originariamente Scritto da furioso2013 Visualizza Messaggio
    Invece mi sembra anche leggendo molte risposte, che a porte pochi ci sia una visione della vita molto ristretta e questo mi spaventa.


    Questo è vero, ma di cosa pensano gli altri chi se ne frega?

    e ripeto se i miei figli saranno così fra 15 anni, avrò fallito come padre, non ho saputo inculcare loro l'autostima, l'inventarsi le cose, prendere iniziative anche al di fuori da quanto tracciato, usare la fantasia necessaria per potersi creare un futuro, o almeno provarci.

    ma forse mi sbaglio, forse sono io che vedo la vita, che credo che quello che dovrebbe dare una laurea o un diploma sia molto di più di pura nozione.

    che sen e farà mio figlio / mia figlia di bei voti se non saprà andare oltre.
    Concordo con te, io però lavorando in proprio (e la mia compagna idem), e vivendo in un'area dove il lavoro "tradizionale" non esiste penso che da questo punto di vista abbiamo una marcia in più.
    Auguri, ne abbiamo bisogno

 

 
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