
Originariamente Scritto da
Max72
No, non intendevo quello(anche se la sua uscita sull'
analfabetismo da medie inferiori mi ha pesantemente infastidito).
Io, per esperienza diretta, ho iniziato con la "terza media" come operaio, poi sono passato a tecnico (ho "rubato il mestiere" a chi ne sapeva più di me) elettromeccanico(da operatore a caposquadra), per poi passare all'informatica e "ritrovarmi" come "impiegato amministrativo" e quindi come capo-progetto.
(Ero nell'Arma, quindi mettiamoci anche un'equiparazione alle professionali, data la Scuola Allievi e la Territoriale dopo - anche qui, tra l'altro, ero uno dei pochissimi "analfabeti" che con la terza media, ha passato l'esame di stato con 19/20)
É stato solo li, che per la questione del solo "pezzo di carta", ho studiato alla sera pensando di "fermarmi al diploma" ; per varie vicissitudini, ho proseguito gli studi.Più che altro, perchè suonava molto male che fior di periti e magari un neo ingegnere, dovessero dipendere da un "analfabeta" (

).Merito del mio "vecchio capo"(purtroppo defunto da oltre dieci anni).Imprenditore nel ramo informatico, e con la scuola professionale di 3 anni (

).
In se, non è questione della "terza media" o della
"quinta elementare" : è la voglia di imparare o di acculturarsi che fa la differenza ; altra cosa, è la
denaturazione delle scuole superiori : In pratica, il "vecchio" diploma di maturità, è visto come la
"terza media di oggi"(anzi : facciamo il vecchio
"Avviamento al lavoro", per dirla tutta se uno frequenta le professionali anche per 5 anni).
La differenza del titolo di studio, è più notevole per l'ingresso nel pubblico che nel privato : il privato, voleva gente che sapesse lavorare e risolvesse problemi, poco gli fregava del titolo di studio, a meno di non parlare di settori/professione e specializzazione, dove ovviamente la conoscenza teorica doveva essere di alto livello.