

«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Non so, druuna. Non penso sia come dici tu.
Una visione della società in questa politica-apolitica c'è eccome. E' quella che s'è imposta con la fine del blocco orientale e con il concetto di "fine della storia", per cui la politica s'è ridotta a mera amministrazione dell'esistente.
Insomma, l'idea che i partiti propongono oggi è quella del sistema capitalista e della sua implementazione. Il problemino è che il capitalismo si sta evolvendo in una direzione sempre più oligarchica ed instabile ed il dio mercato richiedes empre maggiori sacrifici.
Tornando ai vecchi partiti ed alla dicotomia destra/sinistra quanto meno si proporranno modelli diversi di capitalismo, magari più umani.
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Beh, s'interrogano più fonti....come si faceva per i quotidiani ed i libri.
La base della curiosità è il consultarne diverse per poi farsi un'opinione.
Anche i forum di discussione come questo, sono autentiche miniere d'informazioni sulle tematiche della politica ; e presentano diverse interpretazioni da parte di utenti di parte, neutrali, più preparati o meno....naturalmente resta a noi mantenere il controllo e l'apertura mentale, del proprio cervello.
« Il popolo non crede ai cultori delle cedole bancarie.Crede all'azione, a chi gli indica le vie del destino.Crede soprattutto a chi gli aprirà le strade vere della giustizia sociale. » Filippo Corridoni
« Nec spe nec metu » Isabella d'Este


Capisco cosa vuoi dire. Il problema è che nel mondo di 30 0 40 anni fa era possibile anche fare questi percorsi, ma oggi, in un mondo con una competitività enorme, un mercato del lavoro saturo e una complessità elevata di tutte le professioni, è abbastanza impensabile raggiungere risultati lavorativi alti senza prima avere una formazione di base piuttosto solida, sia nel pubblico che nel privato. Anzi ti dirò, nel pubblico la formazione è pure svalutata e questa è una cosa a mio avviso orribile.
Poi se devo parlarti della mia esperienza, quando sono entrata da laureata, nella prima azienda, restavo tutte le sere fuori orario a farmi spiegare da uno che aveva la terza media tutto quelloche sapeva sul lavoro che facevamo, perchè ne sapeva tantissimo e io volevo imparare, quindi non ho nessun preconcetto o disistima di chi ha titoli inferiori ai miei; quello che non mi piace è la generalizzazione fine a sé stessa. Detto questo, mediamente, andare a scuola non fa certo male.
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Come Garat penso invece che ci sia moltissimo, poi sta a noi costruire l'Europa politicamente e culturalmente. Se avessero fatto i ragionamenti che fai tu, i singoli stati degli USA, a quest'ora non sarebbero certo la potenza mondiale che sono stati e tutt'ora sono. E non credere che ci sia meno differenza tra un texano e uno di Boston di quella che c'è tra un romano e un finlandese.
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« Nec spe nec metu » Isabella d'Este


L'Europa è sempre stata capace di avere tanti regni e repubbliche e città indipendenti invece di essere inglobata in grandi imperi centralizzati come l'Asia. Questa è stata la chiave del successo dell'europa in termini di scienza, libertà, diritti civili e anche del suo successo economico. Imporre l'Unione Europea è essenziale per omogenizzare e centralizzare anche l'Europa, in modo che sia malleabile alla Globalizzazione come l'America e non ci siano più ostacoli a creare un mondo con una ricca elite globale senza radici e una massa enorme di milioni di servi intercambiabili.
Non c'è uomo così virtuoso che, se dovesse sottoporre tutti i suoi pensieri e tutte le sue azioni al giudizio della legge, non meriterebbe di essere impiccato dieci volte nella vita.
Michel de Montaigne


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