



giordi il discorso l'ha chiuso mateba se te lo fossi perso, la treccani conta quanto la nasa, o vuoi insinuare che tre coeni sono più autorevoli di uno spirto gientile? cioè tu pensi che cerbero sia più presente mentalmente di perseo, o che me*dusa stessa la canti justa? poor jourdoui in quali sabbie ti sei immobilato
fuori uso


mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


esercito arretrano, sciame volano, branco belano, band suonano
non vi viene il dubbio mangiatori di sale che "colonna infame" e "luna e falò" stessero imitando certe sgrammaticature di gente abituata a parlare in dialetto?
no?
avete mai fatto i sei giorni? professione repotthead e le foto de stalin
fuori uso


“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”




emm... sono casi diversi, ovviamente, nel caso del 3d c'è di mezzo un pronome e le cose cambiano.
Visto che non ti degni nemmeno di aprire una grammatica, ti cito la TRECCANI, pregasi prendere visione almeno dei grassettati, grazie. Da dove si evince che non solo è lecito ma è consigliabile l'accordo plurale in presenza di pronome !:
Un nome collettivo è un nome (➔ nomi) che al singolare denota un insieme di entità o individui, rappresenta cioè un’idea di collettività (folla, gente, famiglia, squadra, sciame). A differenza dei nomi che denotano un’entità o un individuo singolo al singolare (e quindi una pluralità in forma plurale), il nome collettivo denota al plurale una pluralità di insiemi di entità o individui (molte folle, varie genti, due famiglie, le squadre, degli sciami).
Dato che la forma singolare denota un insieme di individui, sia in italiano che in altre lingue l’➔accordo del collettivo singolare col pronome personale e con il verbo può variare: può essere o al singolare o al plurale. Se il referente del nome collettivo è percepito come un insieme unitario, come in (1) a., l’accordo è singolare; se è percepito come una pluralità, come in (1) b., l’accordo è al plurale:
(1) a. Era povera gente che lavorava e voleva portare il pane a casa («La Repubblica» 19 agosto 2006)
b. Erano povera gente. Lavoravano per portare a casa il pane.
2. L’accordo del nome collettivo
In italiano, e in altre lingue, la forma singolare del nome collettivo di solito si accorda al singolare con l’aggettivo, come in
(2) a. (ma si veda anche 3 a.), e il verbo, come in (2) b. (si veda 1 a.):
(2) a. C’è una famiglia alessandrina che ancora adesso sta facendo i conti con i danni causati dall’alluvione dello scorso aprile. La loro impresa agricola situata nelle campagne di Astuti è stata completamente allagata, e con essa i trattori e tutti gli altri attrezzi che rappresentavano i mezzi di sussistenza per la famiglia Fogagnolo (Giornale - notizie e attualità, news di economia, politica, cultura e società, media e comunicazione, 2 febbraio 2010)
b. Anche perché, ieri, il personale del 118 di Bari si è spinto fino a depositare una denuncia in procura per segnalare l’esiguità d’organico del servizio di pronto intervento («La Repubblica» 4 giugno 2009).
Con il pronome personale, invece, prevale l’accordo al plurale:
(3) a. Nelle intercettazioni l’ombra della mafia. «Da quella gente meglio stare lontani se si sgarra con loro è la fine» («La Repubblica» 12 febbraio 2010)
b. Niente sapevano del privato della famiglia [...]. È rimasto tutto celato, dentro le mura della loro casa («La Repubblica» 30 maggio 2010).
L’accordo al plurale del nome collettivo dipende da fattori semantici e sintattici, e in generale si può dire che è possibile a condizione che siano realizzati una o più condizioni per l’accordo al plurale del nome collettivo singolare:
(a) il referente del nome è animato (preferibilmente umano); (b) il nome ha la funzione di agente; (c) il nome ha un complemento retto da di; (d) il verbo da accordare precede il nome; (e) la distanza sintattica tra il nome e il suo referente è elevata; (f) il nome viene usato nel parlato informale.
Le condizioni sopraelencate sono disposte in ordine di importanza, ma visto che si tratta sia di aspetti linguistici interni – semantici (a, b), sintattici (c, d) e testuali (e) – sia extralinguistici (f), bisogna anche supporre che interagiscano.
Solo le prime due condizioni sono da intendere come obbligatorie: l’accordo al plurale con il collettivo singolare in italiano si accetta raramente quando il referente non è animato. Inoltre, la condizione (b) è in stretto rapporto con (a), perché il fatto che l’accordo al plurale si trovi quasi solo con nomi animati (dal referente umano) si può spiegare con le caratteristiche tipiche dell’agente: volontà e mobilità: è vero che una persona non può scegliere di nascere in un dato paese (nome collettivo) o razza (nome collettivo), ma una volta nata, può scegliere di agire individualmente.
Circa la condizione (c), l’accordo al plurale è accettabile qualora il nome collettivo abbia un complemento preposizionale che specifichi a quali individui si riferisce, mentre non è sempre accettabile se il nome collettivo è privo di un tale complemento:
(4) a. Un collettivo di musicisti impegnati da anni (è del ’98 l’esordio discografico) a percorrere una strada sulla quale incontrare la canzone d’autore italiana e il rock indipendente («La Repubblica» 5 maggio 2007)
b. * Un collettivo impegnati da anni a percorrere una strada sulla quale incontrare la canzone d’autore italiana e il rock indipendente
Inoltre (d), in italiano, l’accordo al plurale del collettivo singolare è più comune quando il verbo precede il nome (5) a. e (6) che quando lo segue (5) b.:
(5) a. Sono tutti brava gente
b. È vero, ma quanta brava gente è andata
(6) io te la do buona però giustamente sono convinto che mi arriveranno gente che s’arrabbieranno (LIP, Lessico di frequenza dell’italiano parlato: FB14, 814, A).
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


truffa = reato
attenti ragazzi la pula potrebbe notarvi, meglio smettere
fuori uso


hai letto l'articolo della treccani ? vuoi il link completo ?
eccolo:
http://www.treccani.it/enciclopedia/...#39;Italiano)/
Per divertirci ulteriormente potremmo anche leggere come TU usi ogni tanto coordinare il nome collettivo "gente", vogliamo ? ma si vogliamo:
Utente 404 scrive:
"tu invece perché non sei stata alla larga da gente orribile? erano di sx?"
https://forum.termometropolitico.it/...l#post17440100
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172