
Originariamente Scritto da
Hatshepsut
Non credo sia questo il motivo e forse non è neanche obbligatorio, da quello che si intende sulla Treccani.
Faccio la mia riflessione.
La lingua è in continua evoluzione sulla base dell'uso attivo che ne fanno le persone e alcuni errori grammaticali possono finire col diventare una nuova regola.
La Treccani dà per corretta questa frase, ma a me suona proprio stridente:
io te la do buona però giustamente sono convinto che mi arriveranno gente che s’arrabbieranno
Magari siamo in una fase di passaggio e alcuni applicano la nuova regola, mentre altri no.
Cmq la faccenda mi sembra alquanto più complessa, perché la regola sull'accordo verbale dei nomi collettivi è molto articolata
L’accordo al plurale del nome collettivo dipende da fattori semantici e sintattici, e in generale si può dire che è possibile a condizione che siano realizzati una o più condizioni per l’accordo al plurale del nome collettivo singolare:
(a) il referente del nome è animato (preferibilmente umano); (b) il nome ha la funzione di agente; (c) il nome ha un complemento retto da di; (d) il verbo da accordare precede il nome; (e) la distanza sintattica tra il nome e il suo referente è elevata; (f) il nome viene usato nel parlato informale.
Le condizioni sopraelencate sono disposte in ordine di importanza, ma visto che si tratta sia di aspetti linguistici interni – semantici (a, b), sintattici (c, d) e testuali (e) – sia extralinguistici (f), bisogna anche supporre che interagiscano.
Solo le prime due condizioni sono da intendere come obbligatorie: l’accordo al plurale con il collettivo singolare in italiano si accetta raramente quando il referente non è animato.
Solo queste ultime due righe secondo me creano un bel po' di impappinamenti quotidiani nelle persone perché parlando, un italiano di istruzione medio bassa sa che si usa il pronome loro per riferirsi ad esempio alla famiglia in un frase, ma quando gli dovesse capitare un nome collettivo inanimato finirebbe con l'incepparsi perché gli suonerebbe strano, eppure era sicuro che si poteva dire.
Inoltre:
Anche se è proprietà del nome collettivo che la sua forma singolare abbia un referente plurale e che quindi l’accordo si realizzi sia al singolare che al plurale, ciò non significa che tutti i nomi della categoria possano avere entrambi gli accordi. Piuttosto, è probabile che alcuni nomi collettivi siano accordati più spesso al singolare che al plurale; ciò dipende dalle condizioni enunciate in (a) e (f).
Da questa frase sottolineata, io capisco che non sempre è possibile fare l'accordo sia al plurale che al singolare. Probabilmente i casi in cui ci sta l'accordo col verbo plurale sono in tutto molto meno numerosi di quelli col verbo singolare (anche se poi stavo leggendo che dipende anche da una questione di abitudini linguistiche regionali).
Questa discussione è stata già fatta altrove da gente che si diletta di grammatica
Soggetto collettivo e verbo plurale | Pagina 1 di 4 | Cruscate
Personalmente direi quindi a Mary Ann di studiarsi bene questa regola e cercarne gli esempi ogni volta che legge un libro per assimilare l'automatismo nel parlare.
Ps. Cmq bravi, la discussione è stata molto divertente. Qualcuno vi ha fatto girare in tondo per pagine e pagine senza bisogno di dire praticamente nulla.
