





Manco per neinte. La costituzione può essere rivista in ogni suo punto, seguendo la prassi costituzionale ovviamente. Quindi, semmai, quei punti "rafforzati" hanno bisogno di un secondo passaggio.
Ti faccio un esempio. Art. 139: "La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale." Quindi finché c'è questo articolo saremo una repubblica. Per diventare una monarchia dovremo prima abolire questo articolo.
Esempio pratico. Alle prossime elezioni vincono i monarchici col 66% dei seggi in entrambe le camere. Se approvano una riforma costituzionale che fa dell'Italia una monarchia, la corte costituzionale boccia la riforma perché contraria all'art. 139. Quindi occorrono due riforme costituzionali: con la prima riforma si abolisce/modifica l'art. 139, con la seconda riforma si istituisce la monarchia. Invece di un anno ce ne vogliono due, ma tutta la costituzione può essere rivista senza fare colpi di stato.
(A parte che la splendida costituzione francese è essa stessa figlia di un semi-golpe attuato da De Gaulle a fine anni 60)Dopo che Chirac l'ha messa in Costituzione come vietata nel 2007, anche in Francia probabilmente è così (non so se hanno dei limiti alla revisione), quindi le parole di Marine Le Pen su referendum propositivi di questo tipo sono pura demagogia per dare fiato alla bocca e accattare voti.
Vedi sopra. Anche la costituzione francese avrà delel procedure particolari per modificare la costituzione. Quindi, segendo queste procedure, prima si abosce quella parte della costituzione che impedisce il referendum propositivo, e poi si fa il resto.
Il tutto rientra pienamente nella legittimità costituzionale.


Migliori forumisti?
Eh certo , detto da te...
lui vive di vulgatia, magari ha letto quei quattro libri di intellettuali legati al PCI ( come oliva per esempio) oppure quella cazzata fenomenale di "un popolo alla macchia" di Longo (da cui hanno preso il via tutte le mistificazioni successive) e pensa di avere la verità in tasca.
Ma lui sa perfettamente che con l'occhialuta ANPI e la rete degli istituti storici sulla resistenza, che avevano solo un compito quello santificare la resistenza al fine di sfruttarla a fini elettorali, il grande pubblico della sua generazione, non ha potuto raggiungere i fatti con l'obiettività del dibattito storico.
Fantasie?
Basti solo un fatto tra i mille: il consenso al Fascismo del popolo italiano .
Fino agli anni 70 guai a parlare di consenso al fascismo.
Saresti stato trattato da provocatore , peggio, da fascista e ti vedevi tutte le porte che contano sbarrate.
addio inviti nei salotti, alle varie passerelle , ai premi , ai dibattiti e per uno che vive di questo, vuol dire la fine di una carriera.
Chi si azzardava a contraddirli?
C'è voluto uno storico come De Felice per poter parlare di consenso, ma subì quel che subì .
A distanza di 60anni Pansa, giornalista di grande fama , propose al grande pubblico una nuova visuale del resistenzialismo e subi quel che subi.
Oggi ci troviamo fortunatamente ad avere i giovani italiani curiosi di una rivisitazione del periodo storico, con le sue luci e ombre e una generazione , quella di Durru , attaccata con le unghie e con i denti alle cazzate della vulgatia.
Gia un mondo ( il paradiso sovietico ) gli è caduto miseramente, ma la resistenza no , la resistenza con le sue cazzate e mistificazioni non si tocca!![]()
Gli italiani, a prescindere dai vari Durru, meritano la verità su quel periodo storico e solo per una questione:
Non si vuole instaurare una dittatura , ma solo riportare gli italiani ad amare questo paese, ricordare a tutti che ciò che vedi è anche tuo , che puoi pretendere che venga difeso d'autorità e che si può vivere meglio nella piena libertà ma nel rispetto ,previo giusto castigo. Oggi è tutto il contrario , grazie alla sinistra italiana
DI ROSSO IN ITALIA C'E' SOLO IL VINO
L'Italia è una razza, una storia, un orgoglio, una passione, l'Italia è una grandezza del passato.






DI ROSSO IN ITALIA C'E' SOLO IL VINO
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Se ci vogliamo scommettere... e poi vediamo chi è l'anaflabeta costituzionale.
Ti ripeto che è sufficiente abolire l'art. 139 e poi possiamo diventare una monarchia. E non può essere altrimenti ovviametne. Se il 90% degli italiani vuoel la monarchia, noi dovremmo mantenere un'istituzione anti-democratica solo perché 70 anni fa un centinaio di persone decise così?
E ancora, quale sarebbe l'atto illegale del 90% dei cittadini contro la "Repubblica Italiana"? La repubblica non è un'istituzione divina ispirata dallo Spirito Santo (quella è la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, che ovviamente non ammette passaggi democratici) bensì una convenzione decisa appunto 70 anni fa. Quindi, è la repubblica che deve fare ciò che vogliono i cittadini contribuenti, non il contrario.
Infine, esistono i referendum consultivi, e questi sono pienamente legali. Se ne può fare benissimo uno sulla pena di morte. I grillini ne vorrebbero fare uno sull'euro. Non è che i referendum consultivi che piacciono ai grillini sono costituzionali e gli altri no.
Il problema semmai è l'UE, che nel suo statuto prevede espressamente il bando della pena di morte. E se devo scegliere tra l'impiccaggione di qualche criminlae e l'UE, meglio l'UE senza il minimo dubbio.




"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"