



sarebbe più semplice se le cose stessero così, ma questa gente è molto più ambigua e imbarazzante
qui rinfaccia al suo amico/collega Žižek di essere troppo severo nel suo giudizio sfumato e qualified su Mao
e conclude (tanto per essere chiari): "Ecco perché uno Zarka, fi rma del Figaro, non ha torto quando ci accosta sotto il titolo esageratamente elogiativo di “filosofi del Terrore”."
per questo Bamba parlava di giacobinismo, per questo compiacimento del Terrore (nel senso della Terreur) come archetipo


questa è l'incredibile posizione di Žižek su stalinismo e maoismo (più facilmente attribuibile a un anticomunista), da "Žižek presenta Mao. Sulla pratica e sulla contraddizione" (qui in inglese)
e Badiou invece di accusare Žižek di scrivere cose gravissime gli fa qualche rilievo del tipo "Mao non c'entra con il revisionismo capitalista dei suoi attuali epigoni" e si compiace "io e te siamo stati giustamente chiamati i filosofi del Terrore"


non avevo messo il link, è tutta roba di questi anni
Lettera a Slavoj Žižek sull'opera di Mao Tse-Tung


http://www.gildasbernier.fr/wp-conte...e-Cambodge.pdf
l'amore trionfa sul terrore
@Troll


qui però era polpottiano a fine anni Settanta, uno dice magari la senilità lo ha reso un tranquillo sentimentale, invece in contemporanea si compiace di giocare alla dittatura terrorista ("Con «dittatura popolare», indichiamo un’autorità che si legittima da sola proprio a partire dall’autolegittimazione della propria verità: nessuno è il delegato di nessuno (come in un’autorità rappresentativa) e perché quello che uno dice possa diventare quello che dicono tutti, nessuno ha bisogno di propaganda o di polizia (come in uno Stato dittatoriale): quello che uno dice è quello che è vero in quella situazione; lì presenti vi sono solo le persone, e quelli che sono lì, che sono evidentemente una minoranza, hanno acquistato sufficiente autorità da poter dichiarare di rappresentare il destino storico del proprio paese (compreso quello della schiacciante maggioranza costituita dalle persone che non sono lì). La «democrazia di massa» impone a tutto quello che le è esterno la dittatura delle proprie decisioni, come se fossero quelle di una volontà generale." - "Il risveglio della storia. Filosofia delle nuove rivolte mondiali" 2012)


1) La tendenza umana è quella di porsi dilemmi morali. La natura dei diversi modelli morali attinge invece a piene mani dal sottobosco culturale e dalle contingenze storiche. Quindi non vi è un'aspetto culturale che interferisce o contraddice quello naturale. Direi invece che il primo si fa interprete del secondo.
2) Lavorare nel sangue provoca stress. Altrimenti i tedeschi non si sarebbero inventati i gas wagon prima e le camere a gas dopo. Perchè genera stress ? Perchè gli uomini non impazziscono se lavorano nel fango, ma impazziscono se lavorano nel sangue ? Perchè si può raccontare loro che gli uomini sono come bestiame, ma quando si è messi di fronte ad un certo tipo di spettacoli (bambini che gridano e donne che strillano) il processo di disumanizzazione a lungo andare vacilla. Questo aspetto non me lo sto inventando. Sono gli stessi tedeschi che lo hanno testimoniato.
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Ho uno zio che è Professore universitario di Urbanistica. Nella sua vita è stato comunista, demoproletario ai tempi di Ugo Magri, poi Craxiano sul finire degli anni ottanta, poi vicino a Bertinotti in Rifondazione. Poi Ulivista, poi con Monti ("sennò finiamo come la Grecia"), poi Bersaniano anti-Renzi, quindi Renziano anti-destre e anti-Grillo. E mentre sottolineava con vigore la "necessità" di votare per Renzi, riusciva a perdersi ancora in sperticati elogi per Rossana Rossanda. E credo che ci siano miriadi di intellettuali di sinistra che abbiano attraversato i percorsi più impossibili, giustificandoli sempre con le "necessità" della politica.
E poi c'è qualcuno, qui, sul forum, che accusa me di cambiare idea.![]()


Quindi bisogna decidersi. O l'umanità è composta in larga parte di allocchi che credono alle panzane morali a tutto beneficio delle elite emancipate che le sfruttano oppure la stragrande maggioranza degli uomini è insensibile all'empatia. Se è vero il primo assunto gli esempi proponi certificano un eccezione.
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