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Discussione: Focus Catalogna

  1. #2111
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    Citazione Originariamente Scritto da Midìl Visualizza Messaggio
    Ti riporto, quanto ho scritto in precedenza:
    Saluti.
    Midìl
    A cui ho già risposto.
    Ma specifichiamo; non solo non prevede meccanismi per la secessione unilaterale, ma proprio non ne parla in nessun modo.
    Come ho detto:
    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Non illegittima, ma più semplicemente non presente nel testo.
    Ovvero non è presente nel testo né la possibilità né il divieto. Gli unici meccanismi sono a livello legislativo e per l'uso di metodi violenti.
    Citazione Originariamente Scritto da Midìl Visualizza Messaggio
    P.S.: L'articolo 265 che hai citato, mi pare sia un articolo del codice penale svizzero, non della Costituzione. ( https://www.admin.ch/opc/it/classifi...x.html#id-2-13 )
    Infatti l'ho detto. Usando l'espressione "dal punto di vista legale", forse dovevo essere più peciso.

  2. #2112
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    L'unica libertà assoluta è quella che si gode NELLA GIUNGLA. Li da solo la tua libertà non ha limiti.
    In un consesso sociale si debbono rispettare norme di convivenza e quindi sei costretto ad alienare parte della tua libertà per ottenere in cambio tutti i vantaggi della vita sociale (protezione, assistenza, ecc ecc)
    Pretendere di godere dei benefici della vita associata, senza essere disposti a pagarne il prezzo lo trovo estremamente OPPORTUNISTICO.
    Questo atteggiamento tipicamente italiano (ho solo diritti e nessun dovere) ci dà la cifra di come questo paese manchi di senso civico.

    Inviato dal mio SM-G935F utilizzando Tapatalk
    L'hai capito che il progresso è restrizione di libertà e non concessione.
    Spaghetti e pistole

  3. #2113
    .
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    L'unica libertà assoluta è quella che si gode NELLA GIUNGLA. Li da solo la tua libertà non ha limiti.
    In un consesso sociale si debbono rispettare norme di convivenza e quindi sei costretto ad alienare parte della tua libertà per ottenere in cambio tutti i vantaggi della vita sociale (protezione, assistenza, ecc ecc)
    Pretendere di godere dei benefici della vita associata, senza essere disposti a pagarne il prezzo lo trovo estremamente OPPORTUNISTICO.
    Si può uscire da tali patti. Panta rei.
    L'ha sentenziato la Corte di Giustizia internazionale dell'Aja, riguardo al Kosovo.
    Avevo posto, più sopra, la questione, ma nessuno mi ha risposto...

  4. #2114
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    Citazione Originariamente Scritto da Midìl Visualizza Messaggio
    Ti riporto, quanto ho scritto in precedenza:
    Saluti.
    Midìl
    P.S.: L'articolo 265 che hai citato, mi pare sia un articolo del codice penale svizzero, non della Costituzione, ma credo tu abbia semplicemente dimenticato di evidenziarlo, una banale svista. ( https://www.admin.ch/opc/it/classifi...x.html#id-2-13 )
    Che poi, di nuovo, la questione con cui è iniziata la mia risposta era un'altra. Questa, per essere precisi:
    Citazione Originariamente Scritto da topquark Visualizza Messaggio
    Ma esiste al mondo una Costituzione che non sancisca la "sacralita'" dell'indivisibilita' nazionale?
    Ed a questo ho risposto.

  5. #2115
    .
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    Predefinito Re: Catalogna: Il re di Spagna accusa la Catalogna: «Slealtà inaccettabile»

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    Stalin non accettava le idee di Trotsky ma l'espansione la voleva anche lui tanto che dopo la seconda guerra mondiale nacquero i paesi satelliti del patto di Varsavia
    Se Stalin avesse avuto la minima intenzione di espandersi non avrebbe certamente fermato l'armata rossa a Berlino.
    Il patto di Varsavia fu un risultato dell'aggressione nazista all'Urss e non di un progetto d'espansione.

    per non parlare della forte espansione del comunismo in Asia (Cina, Corea de Nord, Vietnam) subito dopo la seconda guerra mondiale un conto sono le idee ufficiali di Stalin e un conto cio' che fece nella pratica
    Quindi cosa c'entrerebbe Stalin?

    Se no mi dici chi glie lo faceva fare a Stalin di spendere soldi e risorse per aiutare la Spagna?
    Forse per evitare la nascita di un altro paese nazifascista in piena europa occidentale visto che i paesi "democratici" non muovevano un dito? Facendolo peraltro in modo assai blando se paragonato agli interventi massicci dell'Asse.

  6. #2116
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    Predefinito Re: Catalogna: Il re di Spagna accusa la Catalogna: «Slealtà inaccettabile»

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    Stalin non accettava le idee di Trotsky ma l'espansione la voleva anche lui tanto che dopo la seconda guerra mondiale nacquero i paesi satelliti del patto di Varsavia, per non parlare della forte espansione del comunismo in Asia (Cina, Corea de Nord, Vietnam) subito dopo la seconda guerra mondiale un conto sono le idee ufficiali di Stalin e un conto cio' che fece nella pratica

    Se no mi dici chi glie lo faceva fare a Stalin di spendere soldi e risorse per aiutare la Spagna?
    Perché sarebbe stato un paese comunista in più e un paese reazionario e fascista in meno, quindi L'URSS sarebbe stata meno isolata a livello internazionale.

    Inviato dal mio SM-G355HN utilizzando Tapatalk
    Venezuela e Zimbabwe nei nostri cuori!

  7. #2117
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    E’ la crisi della rappresentanza politica
    Madrid e Barcellona in un vicolo cieco. Lo sciopero generale e le manifestazioni di ieri danno un’altra spallata all’unità della Spagna

    Un politico spagnolo ha dichiarato con amarezza che domenica scorsa con le immagini delle violenze della polizia mirate ad impedire il referendum sull’indipendenza della Catalogna, Madrid ha regalato le fotografie e le immagini per legittimare la causa dell’indipendenza. Ieri si sono aggiunte altre significative immagini dello sciopero generale e delle manifestazioni che hanno bloccato l’intera regione. Si è trattato di una seconda spallata contro lo Stato spagnolo e di un secondo passo verso la dichiarazione unilaterale dell’indipendenza della Catalogna. E’ facile prevedere che il primo ministro Mariano Rajoy userà il potere che gli dà la Costituzione per evitare questo nuovo passo separatista e per commissariare le istituzioni catalane. In pratica, il referendum indetto da Barcellona ha vinto politicamente, anche se il 90% dei sì su 2,3 milioni di votanti non raggiunge la maggioranza assoluta dei catalani.

    In pratica Madrid e Barcellona sono ora in un vicolo cieco dal quale appare difficile uscire. Di questo pare perfettamente consapevole il Presidente catalano Pierre Puigdemont, il quale ha chiesto una mediazione europea. Il dialogo non sembra però la strada che intende seguire il Governo spagnolo che continua a ripetere che la consultazione è stata una farsa. Allo stato attuale non si vede una via di uscita, poiché Barcellona non può accontentarsi di una maggiore autonomia e Madrid non può accettare l’indipendenza della Catalogna anche se soggetta a condizioni e rinviata nel tempo. Si sa comunque che in politica si riescono a trovare soluzioni che sembravano impossibili. Quindi non ci inoltriamo in previsioni sullo sbocco di questa crisi che comunque incrina la stabilità di un altro Stato europeo già alle prese con una crisi politica che si protrae da tempo e che ha portato alla formazione di un Governo di minoranza e soprattutto degli effetti di una crisi economica che non sembra affatto superata nonostante i buoni tassi di crescita degli ultimi anni. Questi ultimi non sono dovuti tanto alle riforme, ma al fatto che Bruxelles ha continuato a chiudere gli occhi di fronte a conti pubblici che continuano a chiudere con disavanzi superiori ai criteri di Maastricht. Anzi, è bene sottolineare, che se si elimina la differenza tra il disavanzo pubblico spagnolo e quello italiano che si è registrata negli ultimi anni, il cosiddetto miracolo spagnolo si sarebbe ridotto a quella ripresta lenta e stentata di cui soffre ancora l’Italia. Ma non è questo il punto.

    Più importante è invece che gli avvenimenti di questi giorni sono un’ulteriore testimonianza delle difficoltà dei sistemi democratici e soprattutto della crisi della rappresentanza politica. Infatti non vi è dubbio che le istanze indipendentistiche catalane affondano le loro radici nella storia. Non vi è nemmeno dubbio che il Governo spagnolo di Mariano Rajoy ha bocciato una soluzione politica dei rapporti tra Madrid e Barcellona raggiunta dal premier socialista Zapatero. Non vi è però nemmeno dubbio che l’attuale braccio di ferro è il frutto della crisi finanziaria, che ha devastato l’economia spagnola, e soprattutto del crescente indebitamento delle istituzioni catalane. Insomma, al centro vi sono i soldi che si traducono in questo caso in persistenti gravi problemi del mercato del lavoro e pesanti disavanzi pubblici aggravati dal fatto che Barcellona versa a Madrid più di quanto riceve. Questi problemi economici e finanziari non sarebbero comunque bastati a creare questa situazione di scontro se non ci fosse una pesante sfiducia nei confronti della classe politica madrilena, che si distingue soprattutto per i continui casi di corruzione e per un atteggiamento autoreferenziale. Insomma quanto sta succedendo in Catalogna è una continuazione esasperata di quanto si era già manifestato con l’emergere di Podemos e di Ciudadanos e con il calo dei consensi del Partito Popolare di Mariano Rajoy e soprattutto la crisi di consensi dei socialisti che con Gonzales e Zapatero hanno dominato un lungo periodo della storia postfranchista spagnola.

    Questa crisi della rappresentanza è in parte un frutto delle grandi difficoltà economiche dell’ultimo decennio in cui la contrapposizioni tra le richieste della popolazione si è scontrata frontalmente con le politiche dei governi. I cittadini chiedevano sicurezza dei posti di lavoro, i governi invocavano flessibilità e deregolamentavano il mercato del lavoro. Ai cittadini venivano e vengono chiesti sacrifici, l’establishment invece salvava il sistema bancario (l’Unione europea ha prestato a Madrid più di 80 miliardi di euro a questo scopo) senza processare i responsabili del crack finanziario e spesso chiamando alla cassa i risparmiatori. Si potrebbe continuare a lungo, ma sta di fatto che le esigenze dei cittadini vengono tenute in considerazione solo durante le campagne elettorali per poi essere deluse all’indomani della chiusure delle urne. Insomma, da una parte c’è il popolo, dall’altra le élite al potere. Ciò non vale solo per la Spagna, ma per la maggioranza dei Paesi occidentali e vale ancor più per un’Unione europea che si sta comportando come Ponzio Pilato in questa crisi spagnola, dimenticandosi di aver riconosciuto il referendum sull’autonomia del Kosovo che aveva caratteristiche simili a quello catalano. Ma Bruxelles, non è un fatto nuovo, è il centro dove si concentrano gli interessi dei grandi gruppi finanziari ed economici e i cittadini europei sono considerati solo dei sudditi. In conclusione, indipendentemente dall’esito della richiesta di indipendenza della Catalogna, stiamo assistendo ad una nuova manifestazione della crisi della democrazia e della rappresentanza politica in questa era di globalizzazione.
    E? la crisi della rappresentanza politica - Ticinonews

  8. #2118
    ik manèbimus òptime
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    Citazione Originariamente Scritto da tempesta Visualizza Messaggio
    Per niente .... Mussolini salì al potere non attraverso le elezioni, ma presentandosi al Re Vittorio Emanuele III come l'uomo forte che avrebbe potuto risolvere il caos sociale e politico che l'Italia attraversava dopo la fine della I° guerra mondiale .... caos che lui stesso aveva contribuito ad alimentare ... INFORMATI
    Così come i presidenti della Repubblica possono incaricare chiunque a fare il presidente del consiglio, così il Re poteva dare l'incarico a chi voleva e lo diede a Mussolini, il listone fascista ottenne la maggioranza assoluta grazie alla legge Acerbo e alle liste civette, se non sai della legge Acerbo, vai la leggere, era una legge maggioritaria con cui i fascisti fecero fuori tutta l'opposizione.
    Mao Tse-tung "sono convinto che tutti gli uomini nascano buoni, e che pure l'ex Imperatore della Cina possa essere un buon comunista"[/B] @Scomunista Reloaded più incazzoso di prima!!

  9. #2119
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    -L'Italia non è un paese povero è un povero paese(C.de Gaulle)
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    Tempesta... Mussolini ha ricevuto l'incarico di formare il governo dopo le dimissioni di Facta. Quindi formalmente non ha posto in essere alcuna rivoluzione. Vi fu senza dubbio una forzatura messa in atto da Vittorio Emanuele in seguito alla marcia su Roma (che fini per essere poco più di una semplice manifestazione), ma devi considerare che nelle elezioni del 24 il partito fascista ottenne una solida maggioranza.
    Circa il 5% mi pare

    il 60% lo prese la 'lista per la salvezza nazionale' detta 'Listone'
    che avrebbe voluto essere il superamento del partito fascista....
    In pratica Mussolini disciolse il partito fascista nel 1924, per poi riportarlo in auge nel 1926 con la dittatura formale

    C'è da vedere quanto contarono i brogli elettorali denunciati da Matteotti
    Il fatto è che moltissimi esponenti della vecchia classe dirigente, dai liberali ai socialisti, si presentarono insieme a Mussolini nel Listone
    Anche Benedetto Croce appoggiava il fascismo al tempo.
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  10. #2120
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    Citazione Originariamente Scritto da tempesta Visualizza Messaggio
    Dunque .. a parte che le elezioni del 1924, che sancirono la legittimazione politica di Benito Mussolini e della sua creatura, furono tutto fuorchè DEMOCRATICHE, in quanto le violenze, i pestaggi delle squadracce fasciste con la complicità delle FF.PP. e delle FF.AA. viziarono pesantemente il voto, tanto non possiamo proprio dire che fossero libere elezioni DEMOCRATICHE (a meno che tu la pensi diversamente, ma questo è un tuo punto di vista personale) .... la legge truffa che attribuiva al listone presentato da Mussolini, attribuiva con solo il 25 % dei voti, la maggioranza assoluta del Parlamento, che comunque ormai non contava più un beato cazzo, perchè ormai Mussolini comandava per Decreto ed imponeva le proprie leggi attraverso tali Decreti ... ma comunque questo fu l'anticamera della dittatura fascista, perchè dall'omicidio di Giacomo Matteotti in poi ... la democrazia (se vogliamo chiamarla così) era definitivamente conclusa, morta e sepolta.
    Di fatto Mussolini, con la famosa Marcia su Roma, e cioè da quando ricevette direttamente dal Re nel '22, l'investitura a capo del governo, senza essere nemmeno passato per elezioni, era ormai padrone della situazione, poteva fare e disfare quanto meglio egli credeva, organizzare la repressione, prendere il controllo dell'apparato militare e di polizia italiano, e sostanzialmente preparare le elezioni del '24 con il famoso listone da egli creato.
    Quindi per favore non scrivere cazzate, Mussolini prese il potere già nel '22 senza passare da elezioni, poichè il potere e la carica di capo del governo la ricevette nel '22 dal Re Vittorio Emanuele III. Le elezioni del '24 furono sostanzialmente una farsa ..... punto e basta
    1) Dimessosi Renzi si è proceduto ad elezioni? No. Gentiloni ha ricevuto l'incarico e ha ottenuto la fiducia. Ecco. Dimessosi Facta, Mussolini ha ricevuto l'esteri e l'interno.
    3 ministri fascisti
    2 popolari
    2 liberali
    2 militari
    1 indipendente
    Il suo governo ha ricevuto la fiducia del parlamento.

    2) la legge Acerbo era semplicemente una legge elettorale che prevedeva un forte premio di maggioranza per la coalizione vincente. Non molto diversa da certe proposte formulate recentemente.

    3) Nelle elezioni del 24 il Partito Nazionale Fascista ottenne il 69% dei voti. Difficile sostenere che 69 italiani su 100 hanno votato fascista a forza di bastonate. Certo il clima di violenza ed intimidazione ha fornito un certo aiuto, ma che abbia stravolto il risultato mi sembra assai inverosimile

    4) le leggi fascistissime che trasformarono il paese in un regime autoritario risalgono al periodo 1925-26. Fino a quel periodo l'Italia mussoliniana era una normale paese liberale guidato dal partita fascista.

    Io sono un convinto antifascista. Però la storia va raccontata per quella che è stata.

    Inviato dal mio SM-G935F utilizzando Tapatalk
    - Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
    - Ne sei sicuro ?
    - Non ho alcun dubbio !

 

 
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