
Originariamente Scritto da
Jaredd
Non è così
La classe media africana esiste eccome, basta solo che ti guardi i programmi della TV nigeriana e ti leggi i dati di ascolti e di fascia di popolazione che li segue per renderti conto che è così. O i dati del PIL o dei consumi o i volantini delle offerte dei negozi.
Il proletariato urbano di Lagos ha un po le stesse prospettive del proletariato urbano italiano: lavoro precario, disoccupazione, non poter mettere su famiglia, non poter permettersi una casa. Ripeto che ci sono situazioni anche solo che so a San Benedetto del Tronto che se prese come esempio di cos'è l'Italia la farebbero passare per il terzo mondo, non c'è solo il centro di Milano.
Che siano quelli a partire proprio no.
Intanto le informazioni che abbiamo sui sfortunati che sono annegati (e saranno sempre di più, un'ecatombe in mare se non fermiamo partenze e sbarchi) dimostrano che su quei barconi c'erano i figli del ceto medio: sportivi, cantanti, cuochi, commercianti.
E intanto sappiamo che hanno pagato una media di 7.000 dollari per partire.
Io nemmeno in 10 anni riuscirei a mettere da parte quella cifra e provengo infatti dalle zone povere dell'Italia ma non per questo mi aspetto di essere accolto da altri paesi come un rifugiato che muore di fame, anche se ricordo bene un periodo che ho dovuto stringere la cinghia con il cibo ed ero così smunto da far paura... un deperimento fisico che non vedrai mai in nessun africano sbarcato visto che sono persone che da quando sono nate hanno avuto abbondanti pasti caldi ogni giorno.
Comunque mettiamo anche che questi commercianti, camerieri, muratori, giardinieri, cuochi, comparse televisivi, sportivi africani non avevano prospettive a casa.
Ma che razza di prospettive hanno in Italia? Prostituirsi, elemosinare, rubare, dormire in 10 in una stanza sporca, non avere nessun futuro e non poter nemmeno immaginare di avere un giorno in famiglia, bivaccare alle stazioni? Qui da noi la loro dignità raggiunge una bassezza che mai aveva raggiunto in patria.
Quella che noi chiamiamo accoglienza è sfruttamento, abbandono, miseria e anche omicidio.