
Originariamente Scritto da
korgul
Le prove dell'Aquinate si basano su premesse arbitrarie, e arrivano a conclusioni incosequenziali. I primi quattro sono tutti in qualche modo legati al concetto di causalità, già di per se arbitrario, e all'impossibilità del regresso all'infinito (anche questo opinabile). Tutto ciò che riescono a fare è mostrare che le premesse portano a un assurdo: Se tutto a una causa a se esterna, si esclude la possibilità di ciclicità delle cause e il regresso all'infinito si arriva a una contraddizione. Unica cosa che ne possiamo dedurre è che una delle premesse è errata. Tommaso decide che questa premessa errata dev'essere la prima. Anche dando per buono il fatto che le due non possano essere errate, non si limita a dare l'unica conclusione che la stretta logica consente: Ovvero limitarsi a dire "Non tutto ha una causa a se esterna", ma arbitrariamente conclude che vi è una sola cosa ad essere incausata e, ancor più fantasiosamente, aggiunge che questa cosa non può essere che dio.
La quarta (in fondo similissima all'argomento ontologico che tommaso stesso rifiutava) poi mostra ancora con maggiore evidenza i limiti della logica tomistica. Dai suoi ragionamenti dovremmo forse inferire che l'essere più grasso del mondo è la causa della grassezza di tutti gli altri esseri? (E non mi dilungherò sulla questione ontologica, ossia considerare l'essere come una proprietà a se stante).
L'argomentazione teleologica, infine, è una delle prime delle innumerevoli incarnazione dell'argument from desing. Si basa sull'arbitraria considerazione che l'ordine sia necessariamente causato dall'intelligenza, e per qualche motivo ritiene totalmente soddisfacente accettare l'evidente ordine e complessità (del tutto incausata ed inspiegata).