



Che a New York non ci sono casi non ci crede nessuno, senza test, nessun caso, questo e' la verita'.
Soltanto a vo' si sono fatti piu' test che in nord america e sudamerica messe insieme.
Con tutta la popolazione cinese che c'e' a new york e voli per tutto il mondo.
Metropolitan Area New York: ca. 600000
Queens: 240000
Brooklyn: 205000
Manhattan: 110000
Staten Island: 15000
Bronx: 10000
impossibile matematicamente e voli diretti da JFK verso Wuhan fino alla fine di gennaio.


Stai parlando del "panico" o dei test ???
Perche senza notizie allarmanti sul coronavirus che ti uccide (!!!!!!!!!!), la gente NON CORRE AL NEGOZIO A COMPRARE NULLA.
Quindi nel caso di NY non sono stati resi noti casi di coronavirus.
Non ci sono segnali di un aumento di gente che va in ospedale con la febbre o crisi respiratorie, ne di gente che chiama l'ambulanza, ne si registrano casi di gente morta misteriosamente, o caduta per strada, o che accusa malori....
Come gia detto e' una BUFALA MEDIATICA.


Crisi respiratorie ci sono anche per un'influenza normale, quest'anno l'influenza normale e' molto piu' debole di quella dell'anno scorso, anche per questo in italia i test i primi veri test si sono fatti molto tardi. La fortuna o sfortuna, dipende dal punto di vista era che quest'uomo di 38 anni non raffigura in un target influenzale normale, per questo si sono fatti i test. Senza quest'uomo forse sarebbe un'altra storia. I 41 morti in italia sono fino adesso persone con tumori o altre malattie gravi e gia' in fin di vita e in precari condizioni, il corona diciamo ha accelerato il percorso della malattia.
Ma anche se questo paziente avrebbe vissuto un giorno in più senza corona è un giorno in più, quindi conta come decesso per corona, in altri paesi viene conteggiato in altre statistiche. Inoltre la struttura demografica è molto avanzata, soprattutto nel Nord Italia, per cui il tasso di mortalità appare elevato. Credo che si stabilizzerà comunque tra lo 0,5 e l'1%. Ma questo è comunque 10 volte superiore alla normale influenza.
una cosa e' certa alla lunga la verita' ne esce sempre fuori. Qui in italia mettono la gente in quarantena e so uno esce dalle zone rosse, prende una multa o va in galera, negli stati uniti ci sarebbe il copri fuoco.
Sono veramente curioso come gesticano le cose. Il Vice President ha affermato che nelle prossime due settimane sono disponibili 25000 tamponi, fino adesso soltanto 50 in tutti gli stati uniti.


Ecco l'augurio e' che li buttino nei secchi della spazzatura.l Vice President ha affermato che nelle prossime due settimane sono disponibili 25000 tamponi, fino adesso soltanto 50 in tutti gli stati uniti.
Il test infatti non serve praticamente a nulla.
Lo spiega involontariamente quel virologo che in Italia ha contribuito non poco a diffondere il panico... ascoltate bene quello che dice nella seconda parte.


non dice che non serve praticamente a nulla, dice soltanto che all'inizio del contagio il tampone puo' risultare negativo, ma dopo 6-7 giorni potra' diventare positivo al virus. Non ha detto di non fare i tamponi. Negli stati uniti non ne fanno propio, solo qualche eccezione.
Io non capisco come si possa difendere una politica sanitaria che della salute del propio popolo se ne frega nada (repubblicani e democratici) sono tutti e due uguali. Qui interessa solo il profitto. Che la gestione italiana e' stata catastrofica questo e' vero, ma solo nel modo in cui hanno communicato verso l'esterno. Ma per velocita' e la flessibilita' della situazione credo veramente eccezionale. E lo dicono anche in Germania, e qui ci sono critiche perche' ci vuole cosi' tempo per dei test. In Italia sono velocissimi. A Berlino da giovedi' che vogliono testare 100 persone ancora non hanno i tamponi, e la gente e' infuriata.
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30 minuti fa
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First case of novel coronavirus confirmed in New York, Gov. Andrew Cuomo says
From CNN’s Laura Ly
New York has confirmed its first case of novel coronavirus, according to a statement from New York Gov. Andrew Cuomo.


Intanto sui tamponi per il coronavirus gli Stati Uniti sono nel caos (titolo non mio ma del Corriere della Sera storicamente filo-americano).
Il problema della sanità americana è sempre lo stesso; un eccellente sistema privato ma caricassimo e per ricchi (tranne quei pochi che ricevano la carità di questa o quell’azienda) mentre quello pubblico sconta inefficienze e deficit di un Paese iper-liberista sempre contrario ad un vero welfare state. Un sistema diversificato tra uno stato e l'altro, diviso in migliaia di assicurazioni e polizze private con diversi gradi di copertura che, nei casi di massima assicurazione, solo i più ricchi possono permettersi. Un sistema che ha portato a un numero di tamponi carenti anche perché carissimi e fatti persino con kit inutili.
Lo stesso Trump è sotto accusa perché ha smantellato il sistema pubblico del Consiglio per la sicurezza nazionale che come compito ha quello di prevenire le pandemie e di garantire la sicurezza delle cure mediche. Troppo per uno come Trump che vorrebbe privatizzare pure l'aria!!
Addirittura ci sono stati casi di americani rientrati in patria dalla Cina e costretti alla quarantena, peccato che subito dopo gli SONO STATI ADDEBITATI MIGLIAIA DI DOLLARI DA PAGARE PER LE SPESE SOSTENUTE COME L'AMBULANZA O I TEST SUCCESSIVI ALLA QUARANTENA . Come ad esempio è successo ad un americano rientrato da Wuhan negli States, Frank Wucinsky, e sottoposto a quarantena ma subito dopo si è visto addebitare una fattura di quasi 4 mila $!!!!!!!
Una follia da mondo dispotico che nell’Europa occidentale non accadrebbe mai. Molte persone ammalate di influenza chiedono l'esame sul coronavirus, l'ho ottengono (quando ci riescono) gratuitamente ma eventuali cure che dovessero sostenere dovranno pagarle con le loro tasche. Addirittura si arriva a casi, come ad esempio è successo in Florida, dove viene addebitato lo stesso test sul coronavirus!!!!
Le proteste di molti americani si fanno ogni giorno più numerose anche perché sono costretti a sobbarcarsi spese che in teoria la loro assicurazione privata dovrebbe coprire. Insomma si teme che i meno ricchi possano preferire curarsi con medicinali da banco piuttosto che con cure pertinenti perché troppo costose. Di fatto un sistema, quello americano, con poche tutele sociali tanto che la candidata democratica Warren si batte anche per garantire ai lavoratori il pagamento delle giornate di lavoro perse per chi è costretto a restare a casa per l'influenza.
Da https://www.corriere.it/esteri/20_ma...52023e91.shtml
Coronavirus in Usa: chi paga tamponi e cure? Gli americani ora temono la sanità privata
Spediti ad alcuni i conti dei test: sono migliaia di dollari. E uno studio spiega che nello stato di Washington il Covid-19 potrebbe essere diffuso già da settimane
di Massimo Gaggi
La prima domanda che si fanno gli americani spaventati dal virus che ha conquistato i notiziari h24 delle tv via cavo come Cnn e Fox, lasciando ai margini primarie dem e accordi coi talebani, è come verranno protetti da un’epidemia in espansione. Trump si sforza di rassicuraree la ricerca Usa è la più avanzata del mondo, ma il vaccino arriverà tra più di un anno quando l’epidemia (si spera) sarà già un ricordo. E in un sistema sanitario frastagliato come quello americano, le notizie di quarantene imposte dal governo federale si sovrappongono a quelle di test locali carenti, spesso fatti con kit non adeguati.
Mentre il presidente viene accusato dai democratici di essere il leader meno adatto per affrontare una simile emergenza, avendo appena smantellato le strutture del suo Consiglio per la sicurezza nazionale che si occupano di prevenzione delle pandemie e di sicurezza delle cure mediche e che a suo tempo aveva attaccato l’azione (peraltro efficacissima) del governo Usa per debellare Ebola, la gente comincia a porsi anche un’altra domanda: non solo come ci si difenderà dal coronavirus, ma anche chi pagherà per prevenzione, test e cure.
Nell’Europa dei sistemi sanitari universali la domanda ha poco senso, ma nell’America della medicina privata è tutto diverso. In teoria nelle emergenze interviene lo Stato, ma sono già emersi casi di cittadini rimpatriati dalla Cina e messi in quarantena che si sono visti recapitare conti di spese sanitarie per migliaia di dollari: non la quarantena in sé, ma il viaggio aereo, il trasporto in ambulanza, i controlli medici successivi al test.
Esperienze simili le stanno facendo tanti ammalati d’influenza che, preoccupati, chiedono di essere sottoposti ad esame. In molti Stati lo ottengono gratuitamente, ma se ci sono cure successive da fare andranno pagate. In altri si vedono recapitare anche il conto dei test come, stando alle denunce del Miami Herald, è avvenuto in Florida. Il caso più eclatante è quello di Frank Wucinsky, un cittadino americano residente a Wuhan. Fatto rientrare dalla Cina con la figlia Annabel di 3 anni, è rimasto due settimane in quarantena in una struttura militare a San Diego. Qui non ha pagato nulla, ma quando è arrivato a casa dei genitori in Pennsylvania ha trovato fatture per 3.918 dollari per spese di ambulanza, radiologiche e visite mediche fatte fuori dalla struttura militare.
Niente di nuovo: il sistema sanitario Usa è estremamente complesso, articolato in una miriade di assicurazioni e polizze sanitarie con vari gradi di copertura. Le proteste dei pazienti chiamati a pagare anche per cure coperte dalla loro polizza (perché magari l’assicurazione è convenzionata per la colonscopia ma non con chi pratica l’anestesia) sono quotidiane, ma quando queste disfunzioni croniche vengono amplificate da un’emergenza sanitaria nazionale, tutto cambia. La paura è che i malati a rischio preferiscano cavarsela con un antinfluenzale da banco comprato in farmacia anziché fare controlli medici potenzialmente costosi. E non a caso uno studio ipotizza che il virus circoli già da sei settimane, almeno nello Stato di Washington, e che ci siano centinaia di casi non diagnosticati.
In un sistema con poche tutele sociali come quello americano i timori sono anche altri. Elizabeth Warren sta cercando di rilanciare la sua campagna dopo i risultati deludenti delle prime votazioni, proponendo un piano coronavirus che prevede anche il pagamento delle giornate lavorative perse da chi rimane a casa per l’influenza. Facendo emergere carenze sociali e sanitarie, il coronavirus potrebbe giocare a favore del Medicare for All di Bernie Sanders, la sanità di base garantita a tutti i cittadini.
IL LEVIATHAN, OSSIA IL NUOVO NAZISMO SQUADRISTA ANTI-EUROPEO!!


Tan-"cretino" posta articoli assolutamente RIDICOLI E FALSI.
Il test del coronavirus "NON SI PAGA" per chi va la pronto soccorso. Si pagano le cure per gente ammalata di polminite o di cancro o di epatite, lo fa l'assicurazione.
SMETTI DI POSTARE CRETINATE E ACCENTI IL CERVELLETTO.


Fa finta di non capire.non dice che non serve praticamente a nulla, dice soltanto che all'inizio del contagio il tampone puo' risultare negativo, ma dopo 6-7 giorni potra' diventare positivo al virus. Non ha detto di non fare i tamponi. Negli stati uniti non ne fanno propio, solo qualche eccezione.
Il tampone "funziona" se ti fanno l'esame nel "periodo giusto della malattia" se hai ascoltato bene quello che ha detto!!
Quello che non viene raccontato e' questo.
La gente che prende il "coronavirus" per una febbre leggera che dura 2-3 giorni al termine di tale febbre che succede ????
Il virus sparisce ????
Ora le 80mila e passa persone che si sarebbero infettate in Cina, 1-2 settimane fa..... stanno ancora male ???
Cioe hanno ancora la febbre??? Dopo 10 giorni??? O sono guariti ???
PRIMA DI RISPONDERE ACCENDETE IL CERVELLO.

