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  1. #161
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    Predefinito Re: Quali errori abbiamo commesso?

    Ma se la metti su questo tono c'è anche chi sostiene che sono stati i cinesi a perderne il controllo proprio in un laboratorio vicino a Wuhan. https://www.tgcom24.mediaset.it/2020...13934963.shtml

    Quindi la Nato ci serve ancora di più.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  2. #162
    Super Troll
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    Predefinito Re: Quali errori abbiamo commesso?

    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    Guarda, mi accontento che tu mi fornica i dati del 1985 di queste fantomatiche terapie intensive che tappezzavano l'Italia. Nemmeno del 1980 come qui era stato sostenuto. Avrai qualche fonte reale che ce ne dica la distribuzione nel paese e negli ospedali. Visto che noi che nell'85 abbiamo fatto il primo trapianto ma eravamo all'avanguardia nel 1980, non è possibile che non si trovi tracce di tale eccellenza. Non credi?
    Oppure stai solo sostenendo che avevamo le terapie intensive dopo i trapianti dell'85?
    Ma il punto non era quello, ma fa niente. Quindi fonti su quel gran numero di terapie intensive che avevamo, a questo punto nel 1985. Coi tuoi tempi, non c'è problema. Con tutti quei computer poi tu non avrai problemi ad averli tali dati.
    vedi, c'è un discorso da fare.
    metti pure che nel 1980 in Italia non ci fosse nessun reparto di terapia intensiva e che questi siano spuntati dal nulla nel 1985, solo cinque anni dopo. il fatto è che nel 1985 c'erano ed erano adeguati a trattare pazienti che avevano subito un trapianto di cuore. poi mi dirai se erano in grado di rispondere ai tuoi standard.
    poi possiamo anche sostenere che i trapianti effettuati nel 1985 siano figli del caso, che non c'è stato nessun percorso che ha portato ad effettuare interventi di quella complessità. poi possiamo anche sostenere che i reparti di terapia intensiva sono nati dal nulla nel 1985. per carità: ognuno è libero di sostenere quello che vuole. poi, però, bisogna vedere se quello che sostiene è credibile o no.
    e infine: tu hai dichiarato che negli anni ottanta i medici italiani andavano ad imparare all'estero, mentre negli anni ottanta in Italia c'erano cardiochirurghi come Gallucci e Parenzan (e ho fatto due esempi) che potevano tranquillamente creare delle scuole a livello delle migliori nel mondo, e le hanno create. e qui hai fatto un altro sfondone come quello dei computer che in Italia nel 1980 non esistevano.

  3. #163
    Super Troll
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    Predefinito Re: Quali errori abbiamo commesso?

    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio

    E abbiamo la prova provata dell'esistenza reale dell'analfabetismo funzionale.
    Non so se riprovarci, dubito che chi non ha compreso fino ad ora possa invece comprendere adesso. E tralascio che si parlava del 1980, non degli anni 80, e della pubblica amministrazione, ma va beh.
    e meno male che hai detto che "La storia dell'informatica la conosciamo tutti". evidentemente a te di cose ne sono sfuggite parecchie.
    per esempio non hai colto che Italsiel ha realizzato la prima informatizzazione di un sistema regionale nel 1974. immagino che la regione Friuli-Venezia Giulia possa essere considerata PA, e immagino che il 1974 possa essere considerato anteriore al 1980.
    ma visto che non ti è bastato quello che ho scritto nel post precedente, vado avanti.
    Nel 1964 la Hewlett Packard inaugura la sua sede italiana e la Olivetti cede la divisione informatica (quella che produceva gli Elea900*) alla General Electric. fu creata la OGE che continuò a produrre elaboratori, tra i quali il primo computer da tavolo (1965)
    Nel 1970 General Electric si ritirò dal mercato dell'informatica e la sede di Pregnana Milanese fu acquisita da Honeywell, che per l'occasione creò l'azienda HISI Honeywell Information Systems Italia.
    Nel 1977 la Swift (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication) è operativa, e le principali banche italiane sono connesse per la gestione dei trasferimenti internazionali di fondi.
    nel 1980 la Sia (Società Interbancaria per l'Automazione) realizza il primo sistema per la gestione dei trasferimenti fondi a livello nazionale. seguiranno i Rid nel 1982 e la rete nazionale interbancaria nel 1984.

    se comunque queste informazioni non fossero sufficienti, questo analfabeta funzionale è sempre pronto a fornirne altre a gentile richiesta.

  4. #164
    Super Troll
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    Predefinito Re: Quali errori abbiamo commesso?

    Citazione Originariamente Scritto da standing bull Visualizza Messaggio
    vedi, c'è un discorso da fare.
    metti pure che nel 1980 in Italia non ci fosse nessun reparto di terapia intensiva e che questi siano spuntati dal nulla nel 1985, solo cinque anni dopo. il fatto è che nel 1985 c'erano ed erano adeguati a trattare pazienti che avevano subito un trapianto di cuore. poi mi dirai se erano in grado di rispondere ai tuoi standard.
    poi possiamo anche sostenere che i trapianti effettuati nel 1985 siano figli del caso, che non c'è stato nessun percorso che ha portato ad effettuare interventi di quella complessità. poi possiamo anche sostenere che i reparti di terapia intensiva sono nati dal nulla nel 1985. per carità: ognuno è libero di sostenere quello che vuole. poi, però, bisogna vedere se quello che sostiene è credibile o no.
    e infine: tu hai dichiarato che negli anni ottanta i medici italiani andavano ad imparare all'estero, mentre negli anni ottanta in Italia c'erano cardiochirurghi come Gallucci e Parenzan (e ho fatto due esempi) che potevano tranquillamente creare delle scuole a livello delle migliori nel mondo, e le hanno create. e qui hai fatto un altro sfondone come quello dei computer che in Italia nel 1980 non esistevano.
    Nel 1966 la Società Italiana di Anestesia, a riconoscimento della lodevole attività intrapresa da molti soci nel campo della rianimazione e ad affermazione del nuovo ruolo svolto dall’anestesista negli ospedali italiani, assume il nome di Società Italiana di Anestesia e Rianimazione (SIAR) che manterrà fino al 1979, data in cui l’Assemblea dei Soci, riunita a Pesaro in occasione del XXXI Congresso Nazionale deciderà di mutare la denominazione sociale in Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (S.I.A.A.R.T.I.).


    Probabilmente, in assenza di reparti di terapia intensiva hanno cambiato il nome perché faceva figo

  5. #165
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    Predefinito Re: Quali errori abbiamo commesso?


  6. #166
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    Predefinito Re: Quali errori abbiamo commesso?

    Citazione Originariamente Scritto da standing bull Visualizza Messaggio
    vedi, c'è un discorso da fare.
    metti pure che nel 1980 in Italia non ci fosse nessun reparto di terapia intensiva e che questi siano spuntati dal nulla nel 1985, solo cinque anni dopo. il fatto è che nel 1985 c'erano ed erano adeguati a trattare pazienti che avevano subito un trapianto di cuore. poi mi dirai se erano in grado di rispondere ai tuoi standard.
    poi possiamo anche sostenere che i trapianti effettuati nel 1985 siano figli del caso, che non c'è stato nessun percorso che ha portato ad effettuare interventi di quella complessità. poi possiamo anche sostenere che i reparti di terapia intensiva sono nati dal nulla nel 1985. per carità: ognuno è libero di sostenere quello che vuole. poi, però, bisogna vedere se quello che sostiene è credibile o no.
    e infine: tu hai dichiarato che negli anni ottanta i medici italiani andavano ad imparare all'estero, mentre negli anni ottanta in Italia c'erano cardiochirurghi come Gallucci e Parenzan (e ho fatto due esempi) che potevano tranquillamente creare delle scuole a livello delle migliori nel mondo, e le hanno create. e qui hai fatto un altro sfondone come quello dei computer che in Italia nel 1980 non esistevano.

    No semplicemente perchè il discorso non era quello. Bensì l'affermazione che fossimo attrezzati con una cifra esorbitante di terapie intensive nel 1980. Le fonti sono giornalisti molto minori, FB et similia che affermano, senza link, che il dato sia della OMS.
    Io ho preso, pur senza link, il dato come vero, e cioè che l'OMS abbia questo dato del 1980 con una super Italia in fatto di terapie intensive. E da questo dato non supportato ho fatto solo seguire ragionamenti logici che erano i seguenti:
    1 - cosa si intendeva per terapie intensive Italia? Magari era solo un monitoraggio cardiaco costante?
    2 - le fonti di tale dato. Chi erano? Ovviamente poteva essere solo la pubblica amministrazione. E chi njello specifico? Non certo medici ma personale di più basso livello. E come poteva fornire dati se...
    3 - non esistevano computer, banche dati da implementare ma, al più i classici registri enormi da compilare a mano che alcuni usano ancora ora e dove sbagliare senza volere o perchè chissenefrega, è praticamente facilissimo
    4 - sicuro come l'oro che comunque non vi fosse univocità nel modo sia di scrivere quei dati che di fornirli. Abbiamo perfino oggi questo problema figurarsi nel 1980

    Questo in sintesi il ragionamento su cui hai voluto a forza polemizzare perchè, ma che capperi, certo che cerano i computer
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  7. #167
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    Predefinito Re: Quali errori abbiamo commesso?

    Una rapida analisi di uno addentro al sistema sanitario, gli errori.
    https://www.startmag.it/mondo/covid-...-zaia-fontana/
    La cancellazione delle identità collettive. I subumani colorati che infestano le nostre strade. Assoggettare le popolazioni alla dominazione di una oligarchia plutocratica apolide. Il progresso degli imbecilli.

  8. #168
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    Predefinito Re: Quali errori abbiamo commesso?

    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    No semplicemente perchè il discorso non era quello. Bensì l'affermazione che fossimo attrezzati con una cifra esorbitante di terapie intensive nel 1980. Le fonti sono giornalisti molto minori, FB et similia che affermano, senza link, che il dato sia della OMS.
    Io ho preso, pur senza link, il dato come vero, e cioè che l'OMS abbia questo dato del 1980 con una super Italia in fatto di terapie intensive. E da questo dato non supportato ho fatto solo seguire ragionamenti logici che erano i seguenti:
    1 - cosa si intendeva per terapie intensive Italia? Magari era solo un monitoraggio cardiaco costante?
    2 - le fonti di tale dato. Chi erano? Ovviamente poteva essere solo la pubblica amministrazione. E chi njello specifico? Non certo medici ma personale di più basso livello. E come poteva fornire dati se...
    3 - non esistevano computer, banche dati da implementare ma, al più i classici registri enormi da compilare a mano che alcuni usano ancora ora e dove sbagliare senza volere o perchè chissenefrega, è praticamente facilissimo
    4 - sicuro come l'oro che comunque non vi fosse univocità nel modo sia di scrivere quei dati che di fornirli. Abbiamo perfino oggi questo problema figurarsi nel 1980

    Questo in sintesi il ragionamento su cui hai voluto a forza polemizzare perchè, ma che capperi, certo che cerano i computer
    In realtà nel tuo post avevi scritto diverse inesattezze: solo per fare due esempi, ho fatto rilevare che nel 1980 in Italia i computer esistevano e i medici non avevano necessità di andare all’estero per imparare.
    Terapia intensiva significa una sola cosa, con la accortezza di considerare i progressi che ha avuto la tecnologia tra il 1980 e il 2020. Se nel 1985 si potevano eseguire trapianti di cuore, è evidente che i reparti di terapia intensiva esistevano ed erano adeguati; difficile pensare che siano nati dal nulla in quell’anno lì. Difficile anche pensare che si trattasse di reparti con un semplice monitoraggio costante.
    Da quello che scrivi ora, non si capisce perché la fonte dei dati dovrebbe essere un infermiere e non un medico o un registro. In un ospedale si tiene traccia dei reparti, delle direzioni, della strumentazione. È vero che Lombardia Informatica, la società che gestisce il sistema informativo della sanità in Lombardia, nasce solo nel 1981, ma non credo proprio che i registri degli ospedali non fossero affidabili, quanto meno nell’elenco dei reparti e delle strutture. Tra l’altro i dati inseriti inizialmente nelle basi dati del sistema di Lombardia Informatica non possono che essere quelli presi dai registri degli ospedali e delle case di cura. Una postazione di terapia intensiva comporta un medico responsabile, una struttura infermieristica, dei macchinari che vanno acquistati e mantenuti in funzione: tutte cose che devono essere registrate correttamente. A mio parere la fonte di queste notizie non può che essere la direzione sanitaria della struttura. Quanto all’errore, certo che ci può essere, ma che tipo di errore? Registrare uno strumento o una postazione che non esiste non è un errore: è una truffa; sbagliare la composizione di un codice, invece, è un errore banale che può essere compiuto da chiunque, al limite anche da chi inserisce i dati in un computer, se non si stabilisce preventivamente un dominio di codici.
    È vero che i dati non venivano registrati allo stesso modo in tutte le strutture, ma un respiratore è un respiratore, un defibrillatore è un defibrillatore; se una struttura dichiara N posti di terapia intensiva, questi ci devono essere.
    Poi sull’affidabilità di Debora Billi possiamo anche stendere un velo pietoso, computer o no. Ma questo è tutto un altro discorso.

  9. #169
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    Predefinito Re: Quali errori abbiamo commesso?

    Citazione Originariamente Scritto da standing bull Visualizza Messaggio
    In realtà nel tuo post avevi scritto diverse inesattezze:....

    Tranquillo, ce ne faremo una ragione.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  10. #170
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    Predefinito Re: Quali errori abbiamo commesso?

    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    Abbiamo commesso degli errori. Non c'è dubbio, ma ci sono errori veri ed errori che non possono veramente essere definiti tali. Anche perchè questa è una situazione nuova in assoluto per l'epoca moderna. Sono centinaia di anni che non si ha a che fare con una vera epidemia e si affrontano cose assolutamente nuove.
    Ma andiamo con ordine.
    Il primo grave errore è stata la sottovalutazione. E la cosa assurda è che abbiamo sottovalutato più e più volte.
    Per esempio abbiamo sottovalutato la capacità di diffusione del virus e, nonostante gli esperti ci mettessero in guardia, non abbiamo considerato che fosse ovvio che quando era scattato l'allarme il virus fosse già uscito dalla Cina. Basta ragionare sulla tempistica per rendersene conto.
    La Cina aveva migliaia di contagiati.... quanto tempo era passato da che era cominciata? Oggi gli esperti dicono che il virus raddoppia ogni 4 giorni. Quindi dal primo contagiato sono passati 4 giorni quando sono diventati 2. Poi altri 4 giorni ed erano 4. Dopo 12 giorni erano 8...... ma è probabile si fosse diffuso in qualche agglomerato rurale e ne sarà stato rallentato. Ma già così è evidente che ci è voluto tempo prima che ci fossero un numero di contagiati significativo da allarmare l'oculista cinese che comincia a vedere un numero sempre crescente di persone con problemi agli occhi. Allarme, quello lanciato dall'oculista, che i cinesi hanno rifiutato e represso.... quindi prima che i cinesi abbiano dato l'allarme è sicuro che siano passati mesi.
    E ce ne siamo accorti anche noi col primo contagio a Codogno. Mai trovato il paziente zero perchè il paziente 1 non era l'1. Ma non solo, quando lo abbiamo trovato l'epidemia era già uscita da lì e si era già diffusa nelle zone circostanti. E siccome si diffonde per lo più in modo silente, quando esplode significa che vi è già un numero notevole di contagiati impossibile da contenere se non con misure drastiche.
    gli unici errori commessi gli ha commessi la polentonia
    Noi, il mondiale lo abbiamo vinto dopo una settimana: quello che succederà da oggi in poi saranno solo numeri che finiranno negli almanacchi del calcio.

 

 
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