Non concordo. E soprattutto diffido di quelli del piove governo ladro e del senno di poi.
Ognuno si dovrebbe domandare che avrebbe fatto lui. E dopo esserselo domandato dovrebbe domandarsi se avrebbe potuto fare quel che ha pensato da fare. Di gente che arriva in parlamento pensando di cambiare il mondo e poi scopre che non può, ne vediamo fin dagli anni 70.
Conosci Giavazzi? Economista che scriveva ( non so se lo fa ancora) sul corriere. Beh, lui aveva tantissime critiche anche belle e ben argomentate. Così viene coinvolto da Monti in qualità di esperto. E sbatte il naso accorgendosi che fra quel che pensa di fare e quel che si può fare ci sono di mezzo una marea di dipendenti, funzionari e dirigenti pubblici che vogliono che NULLA CAMBI. Soprattutto i loro stipendi se non in aumento insieme ai privilegi, e il loro lavoro e responsabilità se non in diminuzione. Alla fine scriverà che è quello il problema, ma credo abbia smesso di dar lezioni. Chi sa fa quel che può, chi non sa insegna baggianate. E l'Italia è piena di questi ultimi.





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