
Originariamente Scritto da
sintierra
300 anni per il cemento della centrale, per le scorie migliaia o centinaia di migliaia di anni
Quelli a media attività necessitano di circa 300 anni, e sono quelli derivanti dallo smantellamento delle vecchie centrali. Lo smaltimento di tali tipologie avviene rivestendoli di cemento o materiali ad alta resistenza e immettendoli in appositi involucri di acciaio fino all’esaurimento del periodo di radioattività in apposite strutture superficiali. Quelli ad alta attività necessitano di migliaia di anni, e sono il combustibile esaurito e i residui dei cicli di riprocessamento (processi chimici che consentono la separazione del combustibile nucleare nelle sue principali componenti: uranio, plutonio ed attinidi minori con i prodotti di fissione; questo processo permette di recuperare nuovo combustibile fissile e quindi avere una resa energetica maggiore dalla stessa quantità di uranio naturale estratto originariamente dalla miniera. Essi vengono raggruppati in apposite piscine c/o le centrali di produzione per poi essere stoccati in depositi geologici fino al totale decadimento.
Poi
il rame non si consuma, l'uranio si, un conto è comprare una pala e riciclare all'infinito il rame, un conto e consumare uranio doverlo sempre ricomprare e sopportare e tenere le sorie all'infinito
Per me o sono in malafede o non capiscono cosa dicono quelli che vogliono il nucleare, costa molto di più a kwh e lascia solo un mucchio di problemi,
I pali dell'eolico si possono tenere, e quando un generatore è vecchio si rivende e se ne mette uno che produce di più
Rinnovabili, 1 kWh solare costa 3,7 dollari contro i 16.3 del nucleare
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leggi sotto il video:
Il primo viene dalla Germania. Non è un fallimento. È stato rimosso di proposito.
Sono quasi tutti falsi quei video
NPR ha inviato a Facebook un campione dei post dalle pagine della community anti-rinnovabili. Il portavoce di Facebook Kevin McAlister ha dichiarato in una dichiarazione inviata via email:
"Agiamo contro i contenuti che i nostri partner di verifica dei fatti valutano falsi come parte della nostra strategia globale per impedire che affermazioni virali e dimostrabilmente false si diffondano sulle nostre app. Gli esempi condivisi con noi non lo fanno". Non sembrano raggiungere quella soglia poiché sono stati condivisi solo una manciata di volte in un periodo di diversi anni."
Ma Fergen afferma che questi stessi tipi di post fuorvianti e falsi sull’energia eolica e solare compaiono in una rete di gruppi Facebook in tutto il paese, alimentando un conflitto tra comunità rurali e sviluppatori di energia.
Leah Stokes, professoressa associata di scienze politiche presso l’Università della California, a Santa Barbara, afferma che mentre la resistenza ai progetti eolici e solari si diffonde sui social media, i pericoli di disinformazione da parte di questi gruppi Facebook anti-rinnovabili stanno crescendo.
Sono così le turbine se prendono fuoco