
Originariamente Scritto da
Aladar
Caro Giò, ci provai tempo addietro, ci riprovo a farti comprendere con formalismi rigorosi i problemi del modello tomista di atto, potenza, essenza.
Modello neotomista:
Definizione Metafisica di Potenza:
La potenza metafisica e a-temporale, non è legata a un particolare tempo o evento concreto. La potenza è un principio potenziale che esiste come possibilità ontologica, indipendente dall’effettiva realizzazione temporale. Formalmente:
푃(푥,F) ≡ 푥 ha la potenza di diventare 퐹
푃(푥,F) non è legato a un tempo specifico 푡 , ma è una proprietà innata dell'entità 푥
Se la potenza è a-temporale, la distinzione tra potenza e atto diventa una questione di tipo ontologico piuttosto che temporale. L’atto sarebbe allora la manifestazione concreta della potenza.
Definizione formale di atto:
A(x,F,t)≡ x è effettivamente F al tempo t
La relazione tra potenza e atto pertanto diventa:
P(x,F) implica ∃t(A(x,F,t))
Ma, se la potenza è a-temporale, dobbiamo chiarire come si realizza nel tempo, poiché l’atto rimane un concetto temporale.
Nonostante la potenza metafisica atemporale possa sembrare una soluzione per evitare contraddizioni temporali, ci sono 3 difficoltà, logiche e ontologiche:
Se la potenza è atemporale, l’atto rimane una realizzazione temporale. Come avviene la transizione dalla potenza a un atto concreto se la potenza non è legata al tempo?
La realizzazione di una potenzialità richiede un contesto temporale per essere osservata o misurata. Formalmente, possiamo esprimere questo problema come in quanto: P(x,F) implica ∃t(A(x,F,t))
Tuttavia, se P(x,F) è atemporale, non possiamo definire un 푡 in cui 푥 diventa 퐹 !
primo problema: Questo solleva la questione di come una potenzialità metafisica si traduce in una realtà temporale.
La nozione di potenza atemporale introduce ambiguità riguardo alla natura ontologica della potenza. Se la potenza non è temporale, come possiamo definire la sua interazione con l’atto?
La potenza metafisica rimane un principio indeterminato se non può essere concretamente realizzata in un tempo specifico.
Formalmente: Potenza metafisica ≡ Possibilità ontologica senza realizzazione temporale.
secondo problema:
Questo porta a una difficoltà nel legare la potenza alla realtà osservabile e misurabile.
Se la potenza è atemporale e non si realizza nel tempo, allora il concetto di atto diventa una mera costruzione teorica indimostrabile anche filosoficamente. Questo solleva dubbi sulla coerenza ontologica della distinzione tra potenza e atto. La formalizzazione di questa difficoltà è: Se 푃 ( 푥 , 퐹 ) è atemporale e non implica 퐴 ( 푥 , 퐹 , 푡 ) , allora 퐴 ( 푥 , 퐹 , 푡 ) potrebbe non esistere.
terzo problema:
Questo implica che la potenza come concetto a-temporale potrebbe non avere un corrispettivo concreto nel mondo reale.
In sintesi considerare la potenza come un concetto metafisico e a-temporale introduce nuovi problemi legati alla realizzazione temporale e alla coerenza ontologica. La transizione dalla potenza a un atto concreto rimane problematica, poiché l’atto è inevitabilmente legato al tempo e alla realtà osservabile, mentre la potenza a-temporale non fornisce un meccanismo chiaro per questa realizzazione. Quindi la potenza metafisica presenta difficoltà significative nella sua applicazione pratica e nella sua compatibilità con il concetto di atto temporale.