







- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Dire che l'essenza limita l'esistenza non significa reificare l'essenza, analogamente a come non significa reificare la forza di gravità sostenere che, nel nostro mondo fisico, nessun oggetto può sottrarsi alla suddetta legge della fisica. La reificazione ci sarebbe se sostenessi che esiste nella realtà esterna una cosa chiamata "essenza", un po' come le idee di Platone situate nell'Iperuranio. Riguardo ad essenza ed esistenza, la differenza fra Dio e gli enti "normali" è che nel primo la distinzione fra essenza ed esistenza (o essere in atto/atto d'essere/essere) è logica, mentre nei secondi la distinzione è reale nei termini di cui sopra. Se prendi qualsiasi ente della nostra esperienza, noterai infatti che a nessuno compete l'esistenza o l'essere (in atto) per necessità (un gatto può esistere come non esistere).
I singoli gatti di cui parli si distingono individualmente l'uno dall'altro, pur avendo la medesima essenza, in virtù della materia quantitate signata, cioè della materia delimitata da una certa quantità. Questo ci potrebbe portare a discutere del principio di individuazione e, sinceramente, temo che ci allontanerebbe dall'argomento che stiamo trattando.
Perché essenza ed esistenza in Dio indicano due aspetti logicamente distinti di un'unica realtà: quella dell'Ipsum Esse subsistens. La differenza con gli enti normali è che quest'ultimi sono effettivamente una composizione di essenza ed esistenza, mentre invece in Dio tale composizione non c'è (ogni composizione suppone la potenza passiva: una molteplicità di elementi non può unirsi se non c'è qualcosa in atto e qualcosa in potenza).
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Hegel (come tutti) deve accontentarsi di quello che passa il convento della storia.
Però a mio modo di vedere il concetto di stato di Hegel può riassumersi in una forma di governo dittatoriale nella spiritualità e liberale nella materialità.
Invece le moderne socialdemocrazie sono l'esatto opposto: liberali nello Spirito e dittatoriali nella Materia.


Premesso che ogni tanto qualche citazione la faccio anch'io, se non avessi studiato o almeno letto qualcuno dei cd. Pokemon a quest'ora non sarei qui ad argomentare. Quindi posso capire che il citazionismo oltre un certo limite sfianchi e capisco pure che metterla sul piano della mera conoscenza degli autori rischi di spostare la discussione dal merito degli argomenti ad altro, ma questo non autorizza a liquidare sprezzantemente ogni richiamo ad un autore o qualsiasi invito alla lettura dei vari filosofi. Sarebbe come se io pretendessi di discutere di fisica senza che qualcuno citi Einstein o Heisenberg.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


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Voglio aggiungere un'altra piccola cosa riguardo allo stato etico hegeliano.
Fra i manuali di filosofia apprezzo la chiara asciuttezza dell'Esposito-Porro, però devo ammettere che l'Abbagnano-Fornero è pieno di spunti.
Per esempio riguardo ad Hegel mette in mezzo anche delle riflessioni su Tangetopoli e scrive:
"Un presidio contro questo male Hegel lo avrebbe rintrac-
ciato proprio nell’«éthos oggettivo» o pubblico, cioè
nella forza delle istituzioni come «potenze etiche che
reggono la vita degli individui». L’éthos, infatti, è per he-
gel ciò che Aristotele chiamava «abito morale»: una sor-
ta di «seconda natura» che, sostituendo la naturale incli-
nazione all’egoismo, orienta al giusto comportamento
mediante la consuetudine e la familiarità con le regole."
E guarda caso salta fuori pure Aristotele.
Quello che mi preme notare è che senza fondamento metafisico, tale éthos non viene più fuori.