
Originariamente Scritto da
Narel Jarvi
“Il concetto di probabilità
La probabilità è l’aspettativa fondata sulla conoscenza parziale. Una perfetta conoscenza di tutte le circostanze che interessano il verificarsi di un evento cambierebbe l’aspettativa in certezza, e non lascerebbe né spazio né domande per una teoria delle probabilità.
GEORGE BOOLE
Il concetto di probabilità, che i fisici considerano oggettivo e che è alla base non solo della fisica statistica classica, ma in maniera ancora più sottile della fisica quantistica, non è mai stato risolto in maniera soddisfacente. Secondo il famoso matematico statistico Bruno de Finetti la probabilità non esiste, e io sono completamente d’accordo con lui.
Io penso che la probabilità sia un concetto umano, inestricabilmente legato al grado di conoscenza e al bisogno di conoscere dell’osservatore cosciente, che vuole agire senza imprevisti in base alla sua predizione. Tale concetto non ha senso per un sistema meccanico incosciente, a cui non serve conoscere la probabilità del suo stato futuro.
Dare alla probabilità valore di oggettività e soprattutto considerarla indipendente dalla coscienza e dal libero arbitrio dell’osservatore, come se essa fosse una variabile fisica oggettiva, è, secondo me, un altro grosso errore che ritengo abbia largamente contribuito alla incomprensione della fisica quantistica, in cui invece il concetto di probabilità è centrale.
La probabilità non può essere oggettiva, perché è strettamente collegata alle aspettative dell’osservatore cosciente e dotato di libero arbitrio, perché conoscere senza poter agire in base alla nuova conoscenza non ha senso.
In altre parole, la probabilità è in gran parte soggettiva.
Il concetto di probabilità, essenziale nella fisica quantistica, ci dice appunto quanto essa abbia a che fare con la conoscenza di enti coscienti per i quali la probabilità soggettiva è fondamentale.
Un robot incosciente può calcolare la probabilità, ma solo se tale calcolo è inserito nel suo programma. Questo fatto non dà valore di oggettività alla probabilità. Per il robot, quel calcolo non significa nulla. Il robot non ha fatto una previsione basata sul suo giudizio, ha solo obbedito ciecamente al suo programma. La stima l’abbiamo fatta noi, e siamo noi a chiamare probabilità il risultato del calcolo che gli abbiamo fatto fare.
Per inciso, il robot è totalmente irresponsabile. Per le conseguenze delle sue azioni, la responsabilità è solo nostra.8
In sintesi, la probabilità è associata alla stima che l’osservatore fa riguardo allo stato futuro di un sistema. E ciò che vale per la probabilità vale anche per l’informazione, visto che le due sono essenzialmente equivalenti nella definizione d’informazione.
Inoltre, la probabilità ha senso solo se implica l’esistenza della coscienza e del libero arbitrio. Quindi il problema della coscienza, cacciato dalla porta, è rientrato dalla finestra. Nella fisica quantistica il problema della probabilità è centrale, e questa diventa comprensibile solo se si riconosce che l’informazione quantistica riguarda la conoscenza di un osservatore cosciente.
Nella fisica statistica classica, visto che i sistemi sono deterministici, il concetto di probabilità si riferisce alla mancanza di conoscenza di un’informazione che già esiste. In questo caso, la probabilità che si manifesti un certo stato può essere calcolata dal fisico teorico per creare un’altra legge deterministica (come, per esempio, la teoria classica dei gas) in cui la probabilità non esiste.
Nel caso della fisica quantistica, invece, la probabilità è fondamentale e non può essere eliminata, perché si riferisce a un’informazione che non esiste ancora, giacché lo stato che si manifesterà si determina soltanto al momento e per effetto della misura, e non è assolutamente conoscibile prima di essa perché non segue nessuna legge.
Pertanto, nemmeno il fisico teorico può stimare lo stato che troverà effettuando la misurazione, perché le leggi quantistiche predicono solo le probabilità degli stati possibili, ma non l’ordine con cui gli stati classici si manifestano.”
Da Irriducibile di Federico Faggin