
Originariamente Scritto da
Aladar
infatti hai risposto:
Molto bene, la tua posizione parte da una premessa fondamentale che definisce la causa come ciò che "produce" un effetto e l'effetto come il "prodotto" di tale causa. Tuttavia devi considerare la differenza tra aspetti temporali e logici e tu stesso adesso hai ammesso che nello spazio-tempo c'è un prima e un dopo, mentre non c'è nel mondo metafisico, giusto ? bene.
È vero che nel mondo temporale la causa precede l'effetto nel tempo, un ente può essere causa di sé stesso in un senso più ampio o metafisico senza generare una contraddizione logica. Ad esempio,
in filosofia si discute del concetto di causa sui, dove un ente è la causa della propria esistenza in un modo che non è temporale, ma ontologico o metafisico. In questo contesto, non vi è simultaneità temporale tra causa ed effetto, ma un diverso ordine di causalità.
Il tuo amico Aristotele identifica diverse tipologie di causa, tra cui la causa efficiente (quella che normalmente intendiamo quando parliamo di causa ed effetto) e la causa formale. Un ente potrebbe essere considerato causa di sé stesso in termini di causa formale (la sua essenza) o materiale (la sua composizione), senza che questo crei una contraddizione logica. La tua argomentazione si limita alla sola causa efficiente, tralasciando queste altre prospettive.
La contraddizione pertanto non è necessaria in quanto affinché ci sia una contraddizione, è necessario che ci sia una violazione del principio di non contraddizione, ovvero che una cosa sia affermata e negata simultaneamente e sotto lo stesso aspetto. Nella tua obiezione equipari la simultaneità temporale alla contraddizione logica, ma questo non è corretto. La causa e l'effetto, pur riferendosi allo stesso ente, possono essere concettualmente distinti e logicamente compatibili senza violare il principio di non contraddizione, a condizione che non si tratti della stessa cosa nello stesso momento e nello stesso senso.
La tua tesi che causa ed effetto si escludano a vicenda per necessità logica nel caso di un ente che è causa ed effetto di se stesso è basata su un'interpretazione ristretta del concetto di causalità, prevalentemente in termini temporali. Tuttavia come abbiamo visto, non c'è una necessità logica che renda questa esclusione inevitabile se consideriamo gli aspetti metafisici che sono atemporali.
La logica formale non esclude la possibilità che un ente possa essere causa di sé stesso in un senso più ampio, non temporale, o su aspetti differenti (ad esempio, come causa formale).
Pertanto, la simultaneità logica o ontologica tra causa ed effetto in un ente non implica necessariamente una contraddizione, e il tuo ragionamento non può essere sostenuto da un punto di vista strettamente logico.