

- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


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mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


No, sto portando alle estreme conseguenze il tuo ragionamento.
Punto primo, non è affatto vero che i logici sostengano che un ente possa essere causa della propria stessa esistenza senza che ciò implichi una contraddizione.
Punto secondo, l'ambiguità o l'ambivalenza del linguaggio naturale si può superare chiarendo e precisando il significato dei termini. Richiede sforzo, ma non è affatto impossibile. Di conseguenza, se non riesci a spiegare in termini chiari e precisi perché è incontraddittorio che un ente sia causa della propria esistenza, o ti limiti a discutere solo con chi ricorre a formalismi matematici o devi accettare di non essere in grado di farlo e non puoi pretendere di convincermi.
Guarda che i principi primi dell'essere hanno validità universale e, pertanto, valgono tanto per le realtà temporali quanto per quelle atemporali. Se ci fosse un doppio standard fra realtà temporali e atemporali, da questo punto di vista, non parleremmo più di leggi dell'essere o di principi primi dell'essere.
Se vivessimo in una realtà completamente atemporale, il pdnc infatti sarebbe comunque valido anche se dice "simultaneamente", che noi consideriamo sinonimo di "al tempo stesso", perché questo genere di realtà sarebbe paragonabile ad una realtà in cui vi è un unico istante, un singolo momento.
Io ho letto i messaggi che hai dato in risposta al sottoscritto, non so cosa tu abbia scritto ad altri.
Quello che posso dirti è che quella che chiami "esistenza in atto" non è detto che sia "temporale", così come non è detto che una causa sia "immateriale e atemporale".
Se con l'espressione "esistenza in atto (...) materiale" intendi dire che gli enti possono esistere (cioè essere in atto) solo se fatti di materia, ovviamente non posso concordare.
Non cambia nulla: proprio assumendo che tutto è immediato, tutto è in unico istante, parliamo di quello che, con i limiti del nostro linguaggio condizionato dal nostro essere vincolati alla dimensione spazio-temporale nella quale viviamo, è uno stesso identico tempo o, per meglio dire, momento.
Un ente incausato non pone problemi logici solo se l'ente incausato in questione è la Prima causa incausata (ma chiamarla "ente" è, come ripetuto tante volte, improprio).
1) Se con "ogni ente può avere causa di per sé" intendi dire che ogni ente può avere la causa efficiente della propria esistenza in se stesso, ti ripeto che ciò non è possibile per i motivi che ho già detto;
2) è un'affermazione non giustificata;
3) certo che lo è: se un ente esiste indipendentemente da ogni altro ente, è perché è l'Essere stesso sussistente che dà l'essere a tutti gli enti esistenti; se non è l'Essere stesso sussistente, allora o l'esistenza dell'ente dipende da qualcos'altro o dipende dal nulla. Ma non può dipendere dal nulla perché il nulla non esiste e noi sappiamo che l'ente in questione esiste.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


E cosa prova che l'intelletto NON s'identifichi nell'attività cerebrale? Un sofismo?
A parte che come gia detto la scienza non "prova" nulla come fosse un teorema.
Tu invece si: credi ti poter dimostrare la sua negazione.
per il materialismo si, e non si vede nulla di internamente incoerente in tale posizione.Ok, ma tutto questo non è identico al pensiero.
If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac


Ma non segue, io non ho scritto: "chiunque non formalizzi in logica classica non può capire se una cosa è contraddittoria", ho scritto "Ma se non sai cos'è la logica, come diavolo fai a capire cosa è contraddittorio e cosa no ? dai discorsi ? ma andiamo." mi riferivo a te e al fatto che non solo non formalizzi, ma non sai cos'è la logica e le sue regole.
E questo lo dici dall'alto delle tue frequentazioni accademiche in fatto di logica ?Punto primo, non è affatto vero che i logici sostengano che un ente possa essere causa della propria stessa esistenza senza che ciò implichi una contraddizione.
.Punto secondo, l'ambiguità o l'ambivalenza del linguaggio naturale si può superare chiarendo e precisando il significato dei termini. Richiede sforzo, ma non è affatto impossibile
Certo, ma richiede non solo uno sforzo ma anche almeno la conoscenza della logica in termini di regole, già tanto tempo fa ti chiesi due basi banali, il modus tollens e ponens, ma non sapesti rispondere, confermando che non conosci le regole delle inferenze logiche. Per evitare repliche assurde considera che Il modus tollens fu sviluppato dai logici medievali e forse e non c'entrano con i sillogismi aristotelici.
Tu non ti convincerai mai, perché hai una fede da difendere, una fede alla base della tua vita, se crolla la necessità di dio, devi fare i conti con il fatto che non c'è sostegno razionale all'esistenza di dio e quindi devi credere solo per fede, tutto il castello crolla.Di conseguenza, se non riesci a spiegare in termini chiari e precisi perché è incontraddittorio che un ente sia causa della propria esistenza, o ti limiti a discutere solo con chi ricorre a formalismi matematici o devi accettare di non essere in grado di farlo e non puoi pretendere di convincermi.
Certo, il pnc è lo stesso, ma le conseguenze logiche sono differenti. Ciò che è contraddittorio nel medesimo tempo non è contraddittorio in tempi diversi o in ambiti atemporali.Guarda che i principi primi dell'essere hanno validità universale e, pertanto, valgono tanto per le realtà temporali quanto per quelle atemporali.
Mi basta che esista almeno un atto temporale, ed esiste, ergo il ragionamento è apposto.Quello che posso dirti è che quella che chiami "esistenza in atto" non è detto che sia "temporale", così come non è detto che una causa sia "immateriale e atemporale".
Non cambia nulla: proprio assumendo che tutto è immediato, tutto è in unico istante, parliamo di quello che, con i limiti del nostro linguaggio condizionato dal nostro essere vincolati alla dimensione spazio-temporale nella quale viviamo, è uno stesso identico tempo o, per meglio dire, momento.
Cambia eccome, in assenza di tempo, non c'è contraddizione.
Perché ?Un ente incausato non pone problemi logici solo se l'ente incausato in questione è la Prima causa incausata (ma chiamarla "ente" è, come ripetuto tante volte, improprio).
L'universo in quanto tale non è nel tempo, "contiene" il tempo, che è cosa diversa.2) è un'affermazione non giustificata;
Non vi è alcun motivo per cui debba esistere un essere che da l'essere a tutti gli enti, tali enti possono avere l'essere in se stessi.3) certo che lo è: se un ente esiste indipendentemente da ogni altro ente, è perché è l'Essere stesso sussistente che dà l'essere a tutti gli enti esistenti
Dipende da se stesso oppure non dipende.allora o l'esistenza dell'ente dipende da qualcos'altro o dipende dal nulla.
Il nulla non esiste, ergo non ha causa.Ma non può dipendere dal nulla perché il nulla non esiste e noi sappiamo che l'ente in questione esiste.
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172



