



- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Se te lo chiedo, è perché non ho trovato riferimenti nel testo che hai linkato.
A me importava solo chiarire che la negazione del mutamento si riduce ad essere una speculazione intellettuale che va contro l'esperienza consolidata sia comune che scientifica.
Quelli che chiami "strumenti concettuali e cognitivi" sono comunque elaborati dal nostro intelletto, per le cui attività è indispensabile il senso comune. Senza dati forniti dal senso comune, l'intelletto non astrarrebbe e quindi niente astrazione matematica, che per la fisica è indispensabile.
Questi strumenti tecnologici sono "solo" (metto le virgolette perché ovviamente la loro portata è straordinaria) un "ingradimento" della nostra percezione nell'osservazione dei dettagli. Se io osservo una cellula al microscopio, vedo più nel dettaglio e nel particolare ciò che la mia facoltà visiva mi permetteva di osservare senza tale strumento. Certamente questo può riservare sorprese rispetto a ciò che si osserva in prima battuta, ma è un po' come la differenza fra un miope che guarda le cose o con gli occhiali o senza occhiali. Senza occhiali vedrà in modo sfocato ciò che gli è lontano, con gli occhiali lo vedrà più nitidamente. Ma non vedrà un ente contraddittorio, ad es.
Lo chiedo a te perché sei tu che l'hai scritto e vorrei capire cosa intendevi
Comunque, andiamo oltre.
No, è contraddittorio perché ovviamente Y non esisteva prima della sua esistenza. Quindi, se dicessimo che l'esistenza di Y si giustifica con l'azione di Y, che non esisteva, affermeremmo qualcosa di impossibile e contraddittorio.
È necessario proprio perché Y non poteva agire prima di esistere.
Non vedo proprio come il riferimento alle leggi della natura sottolinei l'inconsistenza del concetto di potenza. Non c'è alcun nesso tra il fatto che X possa trasformarsi in qualsiasi altra cosa e l'inconsistenza del concetto di potenza che tu sostieni. Semplicemente, X sarà mutabile non solo in Y, ma anche in Z, Q, K, T, ecc. ecc. E questo vorrà dire che X era in potenza Y, Z, Q, K, T, ecc. Queste potenze dell'ente X troveranno realizzazione secondo le leggi della fisica? Certo. Quale sarebbe il problema?
Se non c'è causa, esiste di per sé.
Se non esiste di per sé, ma non c'è causa, allora parliamo di qualcosa che esiste in virtù del nulla...che non esiste.
Qualcosa che non dipende da alcunché deve per forza essere immutabile perché, se fosse mutevole, vorrebbe dire che necessita di qualcuno o di qualcosa affinché si tramuti in atto ciò che è in potenza. Il che indica una mancanza di base che contrasta palesemente con il non dipendere da alcunché.
Il tempo esiste in relazione agli enti divenienti. Quindi non può che esistere solo nel momento in cui esistono gli enti divenienti, di cui misura il mutamento. Dio, creando tutta la realtà senza presupposto alcuno, crea anche il tempo perché crea la stessa realtà diveniente.
La materia non esiste di per sé, esistono gli enti materiali. La osserviamo sempre determinata da una forma. Quando la scienza dice che la materia è ciò che occupa uno spazio ed ha una massa, eventualmente convertibile in energia, sta parlando dei corpi. Ma un corpo che cos'è? È un ente materiale. La difficoltà sorge perché noi abbiamo enti materiali (cioè che sappiamo essere dotati di materia), ma non abbiamo mai esperienza della materia in quanto tale.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).






La metafisica è apprezzabile perché si sforza di mantenere una certa aderenza con la logica, approccio di cui altre discipline filsoofiche più "svolazzanti" non si curano. Però dal mio punto di vista non sempre ci riesce. Nel caso in dibattere con Giò secondo me non ci riesce.
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