



Così però te la suoni e te la canti da solo
Secondo te, Dio non esisterebbe perché la sua esistenza sarebbe dimostrata applicando un principio - si tratti del prs o del pdc - che la scienza smentirebbe, ma poi se ti metto di fronte a ciò che la metafisica di ascendenza aristotelico-tomista intende quando parla di principio di ragion sufficiente (o ragion d'essere) e del principio di causalità (o perlomeno cosa intendono gli autori che a tale filone appartengono), allora parli di "mumbo-jumbo". Alla fine, se il succo del discorso era che con la fisica moderna non si dimostra l'esistenza di Dio, sappi che ci potevamo arrivare a pagina 1 della discussione.
A me non importa che siano intellettualmente interessanti. A me interessa che siano veri.
Esiste una cosa chiamata "interdisciplinarietà" che permette di tenere insieme tutto, seppur ciascuno nel suo ambito di competenza.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).




1) Ma questo paradosso si riesce ad evitare proprio perché il "primo ente" a cui si arriva è infinitamente ciò che gli altri enti sono solo, limitatamente, per partecipazione.
2) Infatti il problema della tua ipotesi è che considera condizionato l'incondizionato.
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


nessuno ha mai derivato/ricondotto o ridotto il prs al pdi e pdnc.
Quello che hai postato del tizio che riconduce il prs al pdi+pdnc e' puro mambo-jumbo, un'insalata di parole senza capo ne coda. Se questo e' il meglio che il filosofo medio riesce a produrre sarebbe il caso di trovarsi un lavoro vero. Se per un secondo credi che quella spazzatura abbia un qualsiasi valore dimostrativo forse dovresti riflettere sul livello dei tuoi propri standard dimostrativi.
nessuna definizione ha carattere di veridicita'.A me non importa che siano intellettualmente interessanti. A me interessa che siano veri.
Puoi arbitrariamente costruire scatole con un nome stampato sopra in cui infilare e categorizzare oggetti e quest'atto non ci dira mai nulla sulla veridicita' di alcunche.
Il peccato mortale della filosofia... parlare di "divenire" facendo finta che la fisica non esista, senza riconoscerne la connessione, schermandosi dietro alla pretesa di "parlare metafisicamente" ma poi ispirandosi a fenomeni fisici che non capisce, sulla base di una logica le cui regole non padroneggia cosi bene.Esiste una cosa chiamata "interdisciplinarietà" che permette di tenere insieme tutto, seppur ciascuno nel suo ambito di competenza.
If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac


- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


1) Infinitamente, fermo restando che è chiaro che, se Dio è infinitamente buono, questo significa che lo è più di chi lo è limitatamente.
2) Intendo dire che sostenere che Dio sia limitato dall'essenza significa introdurre un limite a ciò che è assoluto, finendo paradossalmente per affermare che ciò che è incondizionato (Dio) è condizionato. L'essenza di Dio, intesa come nozione, è "solo" ciò che ci dice cos'è Dio, limitatamente al nostro modo di conoscere.
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


1) Invece segue, perché se Dio fosse solo limitatamente, non potrebbe dare a tutti gli enti l'essere.
2) Quindi Dio è il relativo che fa esistere il relativo? Il limitato che fa esistere il limitato? Il finito che fa esistere il finito? Il limitato che fa esistere il limitato?
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


È storicamente noto che la prima formulazione di ciò che è stato chiamato "principio di ragion sufficiente" fu scritta da Leibniz e, a riguardo, mi pare di averti dimostrato che lui stesso riconduceva il prs al pdi-pdnc. Poi, se vuoi ridurre tutto ad una disputa fra chi "piscia più lontano" fra i filosofi e gli scienziati, posso dirti che non è una disputa che m'interessa perché tanto la filosofia quanto la scienza sono necessarie: ciascuna nel proprio ambito di competenza e d'indagine![]()
Intendo dire che a me ciò che interessa è che alla parola "potenza" e alla parola "atto" corrisponda un contenuto che trova riscontro nella realtà.
Ma questo non è vero: ci sono tanti testi interessanti che trattano l'argomento, a prescindere dalle posizioni che sono sostenute. Uno come p. Selvaggi (l'autore che ti citavo prima), ad es., seguì passo per passo in quegli anni tutti i progressi che furono conseguiti sul piano scientifico, analizzandone le implicazioni filosofiche nell'ottica aristotelico-tomista.
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