D'altronde i romani non erano a livello dei greci nemmeno nella metafisica mica solo nella scienza sperimentale.


D'altronde i romani non erano a livello dei greci nemmeno nella metafisica mica solo nella scienza sperimentale.


@TheMeroving
Non ti vuoi cimentare nella confutazione?
Se dividiamo la realtà all'infinito che troviamo?


Invece ti dovrebbe interessare, visto che hai contestato la riconduzione del prs al pdi e al pdnc e sostenuto che non sia stata affermata da nessuno.
Ora, se la violazione del prs è l'argomento che, a tuo parere, inficerebbe aspetti fondamentali della metafisica aristotelico-tomista, mi sembra il minimo che, a dover essere eventualmente smentito, sia il prs, così come inteso dalla metafisica, e non chissà cos'altro.
Ragionando in termini metafisici, la ragione sufficiente (o la ragion d'essere, se preferisci quest'espressione) del passaggio da X a Y è/dev'essere qualcosa che non rende tale passaggio contraddittorio. Tutto qui. Ciò che va oltre un'eventuale discussione su questo non riguarda la metafisica. Magari interesserà allo studioso o all'appassionato di fisica. E ci sta. Ma non si può costruire un fantoccio deterministico ad hoc spacciandolo per filosofia tomista.
Quindi, ripeto ancora: se il carattere aleatorio del momento in cui decade il muone non implica una contraddizione, né il prs né il pdc hanno problemi.
Il mio esempio del mutamento da X a Y era volto a sottolineare solo quanto segue: nel momento in cui avviene una mutazione da X a Y, se ne evince che X era mutabile in Y (da qui formulo il concetto di "potenza" come capacità reale di un ente di diventare altro) e che Y è l'esito della mutazione avvenuta (da qui formulo il concetto di "atto"). Applicando il pdnc, ne traggo la conclusione che Y non poteva esistere senza qualcosa di esistente che l'abbia tratta dalla potenza all'atto perché Y non poteva, in tutta evidenza, dare a se stessa l'esistenza visto che, altrimenti, insieme sarebbe e non sarebbe stata esistente. Questo qualcosa di esistente è la causa di Y. Quale sia in concreto la causa è irrilevante. Basta che ciò non implichi contraddizione. Le tempistiche aleatorie del decadimento del muone violano il principio qui esemplificato? Allora c'è non solo una violazione del prs o del pdc, ma proprio una violazione del pdnc.
Hai letto l'articolo che ho linkato in cui viene recensito il testo citato?
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


1) diversi grafici di bontà o saggezza determinano distinzione. Il problema è se possono logicamente essere causa dell universo. Che siano "Dio" secondo la tradizione cristiana o "dei" secondo la tradizione mitologica non credo sia di nostro interesse in questa discussione
2a) Si, ma il "tradimento" della propria natura essenziale non è un opzione. è un vincolo ontologico. Quindi è assurdo affermare che se dio compisse quel tradimento sarebbe "manchevole" perché semplicemente non può compierlo. Nessun essere può farlo.
2b) convergono in uno, ma sono una determinazione di Dio. Senza quella determinazione Dio non sarebbe Dio.
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


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@TheMeroving
Lo vedi che parti sempre da pregiudizi legati al materialismo e alla scienza moderna?
La materia se la dividi rimane sempre estesa, la realtà no.


affermata si, dimostrata mica tanto..
non mi interessa la metafisica tomista nello specifico.Ora, se la violazione del prs è l'argomento che, a tuo parere, inficerebbe aspetti fondamentali della metafisica aristotelico-tomista, mi sembra il minimo che, a dover essere eventualmente smentito, sia il prs, così come inteso dalla metafisica, e non chissà cos'altro.
Ragionando in termini metafisici, la ragione sufficiente (o la ragion d'essere, se preferisci quest'espressione) del passaggio da X a Y è/dev'essere qualcosa che non rende tale passaggio contraddittorio. Tutto qui. Ciò che va oltre un'eventuale discussione su questo non riguarda la metafisica. Magari interesserà allo studioso o all'appassionato di fisica. E ci sta. Ma non si può costruire un fantoccio deterministico ad hoc spacciandolo per filosofia tomista.
mi interessano affermazioni del tipo "se vedo una statua, deduco che deve esistere uno scultore" e la sua generalizzazione in un principio (prs) che pero' resta falsificato in un caso particolare e pertanto risulta falso in generale. Ovvero non puo chiamarsi "principio" se tale parola ha ancora un significato.
il decadimento del mu, il passaggio del fotone nel polarizzatore violano il prs, ovvero se assumi vero il prs si che allora hai una contraddizione.
ho solo visto una pagina pdf che dice quello che avevi gia riportato sull'"imperfezione della materia".Hai letto l'articolo che ho linkato in cui viene recensito il testo citato?
If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac


Ma anche l’idea che pensiero e realtà siano la stessa cosa rimarrebbe solo un’ipotesi inverificabile, esattamente come l’idea di una simmetria universale e perfetta fra pensiero e realtà. Quindi su questo punto fondamentale l’oggettività assoluta è una chimera, lo è per il metafisico, come anche per chi affermasse: no, tale simmetria non esiste. Il problema per il metafisico è che su questa postulata simmetria ha costruito un sistema con cui crede di raggiungere proprio l’assoluta oggettività.
Questa è solo la descrizione di come a quel qualcosa di esistente tu assegni il ruolo di causa, non dimostra affatto l’esistenza della “causa in sé”, pertanto non ha senso che tu chieda ad altri di dimostrare che il mutamento può non avere una causa.
E allora se l’essere non si oppone al non essere, perché il non essere non esiste, non ha senso parlare di principio di non contraddizione: non è assurdo e non è contraddittorio dire che la stessa cosa può essere e allo stesso tempo non essere.
Non è così semplice liquidare Severino, né si può chiamare la realtà a testimone del tomismo, perché la realtà è proprio ciò che il tomismo interpreta, come ogni metafisica, sulla base delle proprie premesse e definizioni.
- Non esiste in Germania una cricca più spudorata e stupida di questi antisemiti.
Nietzsche, 1887


Niente di tutto questo sta in piedi se invece di trattare il fantomatico essere con tutto l’apparato concettuale metafisico già confezionato, pensi all’essere nella stessa situazione che hai ipotizzato per chi vede per la prima volta un animale. Non hai davanti niente, non percepisci niente di determinato, non c’è un oggetto a cui devi attribuire un nome, e che conosceresti anche sotto altri nomi: in questo caso prendi una parola e ricavi le qualità dell’indeterminato dalla parola stessa. C’è dietro il pensiero magico e arcaico che uno specifico linguaggio storico abbia in sé la virtù di contenere la chiave della conoscenza universale.
Nozione senza definizione, che non aggiunge nulla a ciò a cui viene attribuita, termine che vuole significare tutto e perciò non significa nulla.
Si può stabilire allo stesso modo che cosa significa “vero” o “certo”, ma questa è semantica, non metafisica.
- Non esiste in Germania una cricca più spudorata e stupida di questi antisemiti.
Nietzsche, 1887


In questa opera si potrebbe anche usare l'intelligenza artificiale per l'analisi dei testi sulla scia di padre Roberto Busa.