

Puoi rispondermi solo se mi tagghi, grazie.
Utenti non taggabili: the fool, pippo palla e pertica, Querion, Scipione


La cosa buffa è che tirate fuori questi vecchi esempi (perche ho visto che appartengono a certa "letteratura filosofica") come esempi fondati su qualcosa di fisico che pero non esiste nella realtà (perche non esiste alcuna "orma infinitamente presente" in alcun luogo) e sono completamente invalidi, per argomentare questioni metafisiche... chi vi capisce è bravo...
nessun piede è causa di un'orma infinita perche non ha alcun senso.
non esiste alcun istante precedente all'esistenza dell'orma in cui un piede possa esistere.
If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac


Ma che possano esistere più teorie non significa che esistono più verità.
Se tu preferisci credere a una cosa più improbabile è una tua scelta ma non puoi dire che dimostra la non necessità di una teoria più probabile.
La tua alternativa è probabile come un giorno in cui gli alieni decidono di rivelarsi e quello stesso giorno io trovo per strada un biglietto della lotteria milionaria, e non solo lo stesso giorno la mia Juventus vince la Champions League.
Di tutti questi eventi ovviamente il più improbabile è l’ultimo….
E’ possibile tutto ciò? Certo, su scala infinita… ma è probabile?
Comunque chi sceglie l’improbabile non può dire niente sulla necessità.
NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
“Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"




Perché, come ho già detto, le tue affermazioni potevano essere fuorvianti, cioè far credere erroneamente che ci sia un nesso necessario fra temporalità ed essere in atto.
La metafisica è una disciplina che studia la realtà nei suoi aspetti universali e necessari. Non parte da principi postulati aprioristicamente, ma formulati a partire da autoevidenze di cui l'uomo ha esperienza. Quando si parla di "potenza" ed "atto", si utilizzano due termini con i quali si esprimono concetti ricavati per astrazione universalizzatrice dalla realtà conosciuta. Per questo ti ho chiesto del divenire: se ne hai esperienza (e non dubito che sia così), come fanno a risultarti ostiche le nozioni di potenza e di atto, visto che tu osservi costantemente "cose" che tu sai avere certe potenzialità e che - non importa quando - trovano realizzazione?
Quello che non ha capito sei tu, che ancora parli della metafisica come se fosse un modello di spiegazione dei fenomeni in termini quantitativi.
Non è un modello. Non fare l'ottuso.
La metafisica non dice che l'atto è causato dalla potenza. Quello che dice è che la potenza passiva insita in un determinato ente può essere realizzata soltanto da qualcosa che è già in atto.
Rileva eccome, invece. È inutile parlare con qualcuno che nega la realtà del pdnc.
Non devo descrivere come "una potenza atemporale produca atti temporali" perché non è quello che dice la metafisica. Come già detto sopra, una potenza passiva non può causare alcunché proprio perché è una capacità non realizzata (e per causare qualcosa si deve esistere, cioè essere in atto).
Ti sarai fatto prendere dalla foga della discussione, ma inizialmente avevi impostato la questione in termini differenti.
Avevi chiesto di spiegare come una potenza passiva, insita in un certo ente, potesse trovare realizzazione, cioè divenire in atto, nel tempo.
Il fatto che, eventualmente, non si possa prevedere se, quando e come una certa potenza passiva, insita in un determinato ente, si realizzi non toglie nulla alla validità delle nozioni di potenza ed atto perché abbiamo immediata evidenza del fatto che ci sono determinti enti, con determinate potenzialità, che, ad un certo punto, trovano realizzazione. E sappiamo pure che tale passaggio non può che avvenire in virtù di qualcosa che è già in atto (il motivo è quello spiegato sopra: la potenza passiva è una capacità non realizzata, quindi non può essere causa di alcunché). Cosa cambia sapere se il passaggio dalla potenza all'atto in un determinato ente avviene al momento X o Y ed in base a quali leggi della fisica, @Aladar?
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Ho corretto un precedente post perché ho notato che quando mi innervosisco uso la locuzione "luogo teologico" senza motivo.![]()
Puoi rispondermi solo se mi tagghi, grazie.
Utenti non taggabili: the fool, pippo palla e pertica, Querion, Scipione


Invece si escludono a vicenda.
Quello che i filosofi chiamano Principio di ragion sufficiente (che tu chiami principio di causalita) è esattamente la negazione di cio che invece accade nella realtà di praticamente tutti i processi quantomeccanici.
Di cosa credi discutessero tanto einstein e bohr? ti sei perso un pezzo di storia.
If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac




Io ho scritto che, secondo la vostra ipotesi, un ente sarebbe causa ed effetto di se medesimo simultaneamente. A te l'onere di smentire la mia asserzione, se è sbagliata. Se non lo è, devi incassare.
Tu hai detto che la mia frase è una "supercazzola": chi ha dimestichezza con questioni del genere sa - o dovrebbe sapere - che la mia domanda non è né peregrina né una supercazzola. Da ciò ne deduco che tu non l'abbia capita. E, se è così, anziché asserire che fosse una supercazzola, avresti potuto chiedere spiegazioni.
Non mi sembra di non fornirle, quando richieste.
Non vedo alcuna confutazione.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


lentissimamente.
tutti i sistemi inerziali sono equivalenti, per quanto controintuitivo entrambi vedono l'orologio altrui muoversi al rallentatore.
il che mostra esattamente il tuo punto: il ns senso di "immediata autoevidenza inconfutabile" ha preso nel corso della storia del pensiero delle cantonate allucinanti.
If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac